Le sentenze della settimana: rassegna giurisprudenziale del 6 maggio

Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali trattate nella settimana, offrendo una sintesi ragionata delle pronunce di maggiore interesse per operatori del diritto e professionisti. L’obiettivo è mettere in evidenza i passaggi più significativi delle decisioni selezionate, con particolare attenzione ai principi di diritto affermati e ai possibili riflessi applicativi.

Incidente con un cinghiale: chi paga i danni all’auto?

La Cassazione, con l’ordinanza n. 11299/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito chi risponde dei danni quando un’automobile urta un cinghiale comparso improvvisamente sulla carreggiata. Il caso riguardava un sinistro avvenuto su una strada comunale priva di illuminazione e di segnaletica di pericolo, nel quale il proprietario del veicolo aveva chiesto il risarcimento alla Regione. La Corte ha ribadito che la responsabilità per i danni causati da fauna selvatica va ricondotta all’art. 2052 c.c., non all’art. 2043 c.c., con conseguenze rilevanti sull’onere della prova.

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Contratti PA nulli per difetto di forma scritta: le Sezioni Unite ammettono l’azione ex art. 2041 c.c.

Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 11513/2026, si sono pronunciate sulla proponibilità dell’azione di arricchimento senza causa in presenza di un contratto nullo per difetto di forma scritta stipulato dalla pubblica amministrazione, precisando il rapporto tra tale rimedio e l’azione di ripetizione dell’indebito.

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Rivalsa sanitaria inammissibile senza avviso al medico

Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 1386/2026, ha chiarito i limiti procedurali dell’azione di rivalsa della struttura sanitaria nei confronti del sanitario, soffermandosi in particolare sull’obbligo di tempestiva comunicazione dell’avvio delle trattative stragiudiziali previsto dalla legge Gelli-Bianco. La decisione ribadisce che il rispetto di tale adempimento non ha natura meramente formale, ma costituisce una garanzia sostanziale per il sanitario, la cui violazione determina l’inammissibilità dell’azione di rivalsa, anche in presenza degli altri presupposti di legge.

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Infiltrazioni dal lastrico: riparto interno e tutela del danneggiato

La Cassazione, con la sentenza n. 11585/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito i rapporti tra responsabilità da custodia e criterio di ripartizione ex art. 1126 c.c., ribadendo che, in caso di danni da infiltrazioni provenienti da terrazzi o lastrici solari, il danneggiato può ottenere l’intero risarcimento da ciascuno dei corresponsabili, senza che rilevino, nei suoi confronti, le quote interne di ripartizione.

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Foto dell’investigatore: niente assegno al coniuge infedele

La Cassazione, con l’ordinanza n. 11956/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), ha ribadito che la relazione extraconiugale, quando precede la crisi matrimoniale ed è provata anche tramite indagini investigative, può giustificare l’addebito della separazione ed escludere il diritto all’assegno di mantenimento.

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Accettazione eredità: rinuncia inefficace senza inventario

La Corte d’appello di Catania, con la sentenza n. 480/2026, ha confermato che il chiamato all’eredità che si trovi nel possesso dei beni ereditari e non rediga l’inventario nei termini di legge acquista la qualità di erede puro e semplice, con conseguente inefficacia della successiva rinuncia.

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Sezioni Unite: il termine INPS vale anche se il contributo è incerto

Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 12155/2026 (puoi leggerla cliccando qui), si sono pronunciate in materia di sanzioni civili previdenziali, chiarendo il rapporto tra incertezza interpretativa sull’obbligo contributivo e condizioni per l’accesso al regime sanzionatorio agevolato di cui all’art. 116, commi 10 e 15, della legge n. 388/2000.

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Vittime del dovere: non è sufficiente la semplice causa di servizio

La Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 12396/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale decisione), è tornata sui presupposti per il riconoscimento dello status di vittima del dovere, ribadendo che non è sufficiente che l’evento lesivo si verifichi durante l’attività di servizio, ma è necessario che esso costituisca concretizzazione del rischio qualificato tipico delle attività indicate dall’art. 1, comma 563, della legge n. 266/2005.

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Avvocato sospeso per il debito fatto assumere alla praticante

Le Sezioni Unite, con l’ordinanza n. 12682/2026 (puoi leggerla cliccando qui), hanno chiarito che integra una violazione deontologica permanente la condotta dell’avvocato che fa assumere a una praticante collaboratrice un’obbligazione contrattuale nel proprio interesse professionale e rimane poi inadempiente rispetto all’impegno di sostenerne il costo, con conseguente legittimità della sanzione disciplinare della sospensione dall’esercizio della professione.

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Sottoscala condominiale: è comune salvo titolo contrario

La Seconda Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 7222/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito che il vano sottoscala rientra, in assenza di titolo contrario, tra le parti comuni dell’edificio ai sensi dell’art. 1117 c.c., quando risulti strutturalmente e funzionalmente collegato al vano scale o comunque destinato all’uso comune, non essendo sufficiente, per affermarne la proprietà esclusiva, il solo acquisto dell’unità immobiliare posta al piano terra.

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Il volume consigliato

Il danno non patrimoniale è oggi uno dei terreni più complessi della responsabilità civile. In questo contesto, il volume Il danno psichico e la sofferenza soggettiva interiore, disponibile su Shop Maggioli, di Francesca Toppetti, si propone come un’opera di sistemazione e chiarimento, capace di affrontare in modo rigoroso e aggiornato il tema della risarcibilità della sofferenza umana, nelle sue molteplici declinazioni giuridiche e medico-legali.

Il danno psichico e la sofferenza soggettiva interiore

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Risarcire la sofferenza vuol dire risarcire il dolore?
Il volume traccia i nuovi orizzonti del danno non patrimoniale — con un approccio multidisciplinare giuridico, medico legale e psichiatrico — ed analizza in modo chiaro la tessitura della trama della sofferenza umana attraverso gli scenari della sua risarcibilità.

L’opera affronta gli aspetti sostanziali e processuali del danno psichico e della sofferenza soggettiva interiore nel nuovo paradigma del danno non patrimoniale attraverso i per-
corsi tracciati dalla giurisprudenza di merito e di legittimità.
Questa edizione è aggiornata alle rilevanti novità introdotte dalla Tabella Unica Nazionale (TUN) che, pur non avendo efficacia retroattiva, ha modificato i parametri di riferimento, come statuito anche dalla recente Cass. n. 8630/2026, che alla TUN attribuisce il ruolo di “parametro di conformità” della valutazione equitativa.
Grande spazio è dato all’analisi sistematica delle presunzioni e alle modalità di esplicazione dell’onere di allegazione.
Completano il volume i capitoli dedicati ai profili medico-legali, alle modalità di valutazione specialistica psichiatrica e alla liquidazione del danno non patrimoniale.

FRANCESCA TOPPETTI
Avvocato cassazionista, specialista in Diritto della Responsabilità civile e della Responsabilità professionale e delle assicurazioni. Autrice di numerosi saggi e monografie, è coordinatrice del Dipartimento I.A. e Responsabilità Professionale della U.M.E.M. Partner di Unistudio & Gambino Legal and Tax advisors, ove svolge il ruolo di Head Department Health Law & A.I. Relatrice in convegni e congressi nazionali ed internazionali, è membro della Commissione Responsabilità Professionale Sanitaria istituita presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, nonché membro del Consiglio Direttivo dell’Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani. (UFTDU). È il Direttore Generale di Emergenza Sorrisi ETS.

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Francesca Toppetti, 2026, Maggioli Editore
31.00 € 29.45 €

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