
Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in via preliminare due schemi di decreto legislativo attuativi della legge n. 132/2025 che adeguano l’ordinamento italiano al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act). Il primo disciplina l’uso dell’AI nelle attività di polizia, con nuove regole su identificazione biometrica e riconoscimento facciale; il secondo individua le autorità nazionali competenti, istituisce lo Spazio di sperimentazione italiano per l’AI e introduce obblighi di formazione in scuola, lavoro, sanità e professioni.
Consiglio: per approfondimenti, segnaliamo il volume “La legge Italiana sull’Intelligenza Artificiale”, a cura di Andrea Sirotti Gaudenzi e Vincenzo Franceschelli, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.
La legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale
Il volume presenta il primo articolato commento dedicato alla Legge 23 settembre 2025, n. 132, che detta le norme che consentono di disciplinare in ambito italiano il fenomeno dell’intelligenza artificiale e il settore giuridico degli algoritmi avanzati.
Il testo offre una panoramica completa delle principali questioni giuridiche affrontate dal legislatore italiano, tra cui la tutela del diritto d’autore e la disciplina della protezione dei dati personali raccolti per l’addestramento dei modelli e per il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale.
Sono analizzate tutte le modifiche normative previste dalla nuova legge, che è intervenuta anche sul codice civile, sul codice di procedura civile e sul codice penale, introducendo nuove fattispecie di reato. La puntuale analisi della riforma e il confronto con le fonti europee (l’AI Act e il GDPR) sono accompagnati da schemi e tabelle, e da un agile glossario giuridico.
Vincenzo Franceschelli
Come professore straordinario prima, e poi come ordinario, ha insegnato nelle Università di Trieste, Siena, Parma, Milano e Milano Bicocca. È Vicepresidente del CNU - Consiglio Nazionale degli Utenti presso l’AGCom Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È stato Visiting Professor presso la Seton Hall University Law School di New Jersey, USA. Direttore responsabile della Rivista di Diritto Industriale e autore di numerose monografie e contributi scientifici in varie riviste.
Andrea Sirotti Gaudenzi
Avvocato e docente universitario. Svolge attività di insegnamento presso Atenei e centri di formazione in Italia e all’estero. È responsabile scientifico di vari enti, tra cui l’Istituto nazionale per la formazione continua di Roma. Direttore di collane e trattati giuridici, è autore di numerosi volumi, tra cui “Manuale pratico dei marchi e brevetti”, “Il nuovo diritto d’autore” e “Codice della proprietà industriale”. I suoi articoli vengono pubblicati su varie testate giuridiche.
Leggi descrizione
Vincenzo Franceschelli, Andrea Sirotti Gaudenzi, 2025, Maggioli Editore
25.00 €
23.75 €
La legge Italiana sull'Intelligenza Artificiale
Il volume presenta il primo articolato commento dedicato alla Legge 23 settembre 2025, n. 132, che detta le norme che consentono di disciplinare in ambito italiano il fenomeno dell’intelligenza artificiale e il settore giuridico degli algoritmi avanzati.
Il testo offre una panoramica completa delle principali questioni giuridiche affrontate dal legislatore italiano, tra cui la tutela del diritto d’autore e la disciplina della protezione dei dati personali raccolti per l’addestramento dei modelli e per il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale.
Sono analizzate tutte le modifiche normative previste dalla nuova legge, che è intervenuta anche sul codice civile, sul codice di procedura civile e sul codice penale, introducendo nuove fattispecie di reato. La puntuale analisi della riforma e il confronto con le fonti europee (l’AI Act e il GDPR) sono accompagnati da schemi e tabelle, e da un agile glossario giuridico.
Vincenzo Franceschelli
Come professore straordinario prima, e poi come ordinario, ha insegnato nelle Università di Trieste, Siena, Parma, Milano e Milano Bicocca. È Vicepresidente del CNU - Consiglio Nazionale degli Utenti presso l’AGCom Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. È stato Visiting Professor presso la Seton Hall University Law School di New Jersey, USA. Direttore responsabile della Rivista di Diritto Industriale e autore di numerose monografie e contributi scientifici in varie riviste.
Andrea Sirotti Gaudenzi
Avvocato e docente universitario. Svolge attività di insegnamento presso Atenei e centri di formazione in Italia e all’estero. È responsabile scientifico di vari enti, tra cui l’Istituto nazionale per la formazione continua di Roma. Direttore di collane e trattati giuridici, è autore di numerosi volumi, tra cui “Manuale pratico dei marchi e brevetti”, “Il nuovo diritto d’autore” e “Codice della proprietà industriale”. I suoi articoli vengono pubblicati su varie testate giuridiche.
L’attuazione dell’AI Act
Con la riunione n. 177 del Consiglio dei Ministri, presieduto dalla premier, l’Italia compie uno step significativo nell’attuazione dell’AI Act europeo, diventando tra i primi Paesi UE a dotarsi di un quadro normativo nazionale organico in materia di AI.
Consiglio: il corso Maggioli “Come usare più AI insieme senza perdere contesto”, si rivolge a professionisti del settore legale che già usano strumenti AI di base e vogliono passare a un utilizzo avanzato e integrato (SCOPRI IL PROGRAMMA COMPLETO E ISCRIVITI QUI).
I due decreti, approvati in esame preliminare, dovranno ora ottenere i pareri del Garante privacy, della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari prima dell’approvazione definitiva.
Il decreto sulle attività di polizia
Il primo schema di decreto legislativo (puoi scarica il PDF cliccando qui) regola l’utilizzo dei sistemi di AI da parte delle Forze di polizia, introducendo al contempo nuove disposizioni penali e strumenti civilistici per il risarcimento dei danni. Il testo vieta l’identificazione biometrica remota “real-time” in luoghi accessibili al pubblico, salvo eccezioni tassative e rigorosamente limitate a specifiche finalità di prevenzione e contrasto di gravi reati, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Consiglio: per approfondimenti, segnaliamo il volume “Responsabilità Civile per i danni da Intelligenza Artificiale” , disponibile su Shop Maggioli e su Amazon.
Responsabilità Civile per i danni da Intelligenza Artificiale
Il volume offre un’analisi completa e aggiornata della responsabilità civile per i danni generati dai sistemi di intelligenza artificiale, ricostruendo l’intera filiera del rischio: progettazione, addestramento, messa in circolazione, uso professionale e decisione algoritmicamente mediata.
Un’opera di riferimento per comprendere come i modelli tradizionali di responsabilità – colpa, custodia, attività pericolosa, responsabilità contrattuale e responsabilità da prodotto – si confrontano con le nuove esigenze di trasparenza, tracciabilità, sorveglianza umana e accountability organizzativa.
L’intelligenza artificiale sta trasformando processi decisionali, attività professionali, servizi pubblici e modelli organizzativi. Con essa cambiano anche i criteri per individuare chi risponde dei danni, come si prova il difetto o il nesso causale e quali obblighi gravano su produttori, utilizzatori professionali, imprese, amministrazioni e operatori del diritto.
Questo volume affronta il tema con taglio sistematico e operativo, coordinando le categorie civilistiche tradizionali con il nuovo quadro normativo europeo e nazionale. L’opera analizza l’imputazione del rischio lungo l’intera filiera tecnologica e approfondisce il ruolo delle clausole generali – buona fede, correttezza, diligenza professionale, obblighi informativi e assetti organizzativi – come strumenti concreti di governo della responsabilità nell’era algoritmica.
Ampio spazio è dedicato agli aggiornamenti normativi più recenti, tra cui il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), la Direttiva UE 2024/2853 in materia di prodotti difettosi e la legge italiana n. 132/2025 sull’intelligenza artificiale, letti in raccordo con i diversi settori applicativi.
Vantaggi chiave
- Analisi aggiornata al nuovo quadro normativo europeo e nazionale sull’intelligenza artificiale.
- Inquadramento operativo dei principali modelli di responsabilità civile applicabili ai sistemi di IA.
- Approfondimento su prova del difetto, nesso di causalità, presunzioni, disclosure e obblighi informativi.
- Ricostruzione della responsabilità lungo tutta la filiera tecnologica: progettazione, addestramento, distribuzione e uso.
- Focus su settori ad alto impatto: mobilità autonoma, sanità digitale, professioni legali, giustizia, governance societaria, credito, diritto d’autore e sicurezza sul lavoro.
- Strumento utile per affrontare casi, contenziosi e attività di consulenza legati all’impiego di tecnologie algoritmiche.
Contenuti principali
- Soggettività, imputazione e responsabilità dell’IA.
- AI Act, gestione del rischio e tutela dei diritti fondamentali.
- Responsabilità del produttore, responsabilità da cose in custodia, attività pericolosa e responsabilità contrattuale.
- Decisione algoritmicamente mediata nei poteri pubblici e nella funzione giurisdizionale.
- Rischio di autonomia nella mobilità algoritmica e responsabilità nell’ecosistema medico-digitale.
- IA nelle professioni forense e notarile, nella governance societaria e nella valutazione del credito.
- Pratiche manipolative, persone vulnerabili, diritto d’autore e sicurezza sul lavoro.
Acquista il volume e aggiorna subito le tue competenze su uno dei temi più complessi e urgenti del diritto contemporaneo: la responsabilità civile nell’era dell’intelligenza artificiale.
Virgilio D’Antonio,
Avvocato, Professore ordinario di Diritto privato comparato, è attualmente Rettore dell’Università degli Studi di Salerno. Già Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione presso il medesimo ateneo, ove insegna Istituzioni di Diritto privato e Diritto comparato dell’informazione e della comunicazione. È titolare della cattedra di Diritto commerciale presso la Link Campus University. Autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto comparato, responsabilità civile, nuove tecnologie, proprietà intellettuale e concorrenza.
Bruno Meoli,
Avvocato, Professore ordinario di Sistemi giuridici comparati presso l’Università degli Studi di Salerno. Direttore del Laboratorio della Responsabilità Civile “Gaetano Vardaro”. Autore di articoli e monografie in materia di diritto comparato, responsabilità civile, contratti e crisi di impresa.
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Virgilio D’Antonio e Bruno Meoli, 2026, Maggioli Editore
42.00 €
39.90 €
Responsabilità Civile per i danni da Intelligenza Artificiale
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Contenuti principali
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- Responsabilità del produttore, responsabilità da cose in custodia, attività pericolosa e responsabilità contrattuale.
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Virgilio D’Antonio,
Avvocato, Professore ordinario di Diritto privato comparato, è attualmente Rettore dell’Università degli Studi di Salerno. Già Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione presso il medesimo ateneo, ove insegna Istituzioni di Diritto privato e Diritto comparato dell’informazione e della comunicazione. È titolare della cattedra di Diritto commerciale presso la Link Campus University. Autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto comparato, responsabilità civile, nuove tecnologie, proprietà intellettuale e concorrenza.
Bruno Meoli,
Avvocato, Professore ordinario di Sistemi giuridici comparati presso l’Università degli Studi di Salerno. Direttore del Laboratorio della Responsabilità Civile “Gaetano Vardaro”. Autore di articoli e monografie in materia di diritto comparato, responsabilità civile, contratti e crisi di impresa.
AI e danni risarcibili: azione diretta contro l’assicurazione del responsabile
Sul fronte penale e civile, lo schema di decreto introduce anche un quadro chiaro per il risarcimento dei danni da sistemi di AI, prevedendo per la prima volta l’azione diretta del danneggiato nei confronti dell’impresa di assicurazione del responsabile e il relativo litisconsorzio necessario, garantendo così una tutela rapida ed efficace per i cittadini.
Banche dati biometriche da scraping: divieto esplicito e autorizzazione del PM per l’uso investigativo
Viene vietato in modo esplicito l’utilizzo di banche dati biometriche alimentate tramite scraping non mirato di immagini dal web ovvero da telecamere di sorveglianza. L’attivazione del sistema richiede l’autorizzazione del pubblico ministero, su richiesta del questore o dei comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, per un periodo massimo di 15 giorni rinnovabili, con una procedura d’urgenza per i casi più critici.
Riconoscimento facciale a posteriori: uso solo post-reato, cancellazione dei dati e divieto di decisioni solo algoritmiche
Per il riconoscimento facciale a posteriori nei sistemi di videosorveglianza, il decreto approvato in esame preliminare pone limiti specifici.
- Le tecnologie biometriche possono essere attivate solo dopo la commissione di un reato. La finalità deve essere l’identificazione di persone indiziate.
- L’identificazione deve avvenire sulla base di documentazione video-fotografica.
- I dati raccolti vanno cancellati automaticamente dopo 7 giorni, e nessuna decisione con effetti giuridici negativi può fondarsi unicamente sui risultati dell’algoritmo.
AI ad alto rischio: nuovo reato per omessa sicurezza e mancata sorveglianza umana
Sul piano penale, viene introdotto nel codice penale il nuovo articolo 437-bis, che punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chi, nella progettazione o nell’impiego professionale di sistemi di AI ad alto rischio, omette misure di sicurezza o di sorveglianza umana causando un pericolo concreto per la vita ovvero l’incolumità delle persone; le pene salgono fino a 8 anni se il pericolo riguarda l’incolumità pubblica o la sicurezza dello Stato.
AI e responsabilità: nuove regole processuali penali e tutele civili per il danneggiato
Nel codice di rito penale viene inserito l’articolo 359-ter, che disciplina l’uso investigativo dell’identificazione biometrica remota su autorizzazione del giudice per le indagini preliminari.
Sul fronte civile, il decreto introduce un foro speciale per il consumatore, meccanismi di accesso alle prove sul funzionamento dei sistemi di AI, la presunzione del nesso di causalità in ipotesi di violazione dell’AI Act e l’azione diretta contro l’impresa di assicurazione del responsabile del danno.
Il decreto su autorità, sperimentazione e formazione
Il secondo schema di decreto (puoi scarica il PDF cliccano qui) che ha ricevuto l’ok in esame preliminare individua la governance nazionale dell’AI, attribuendo all’AgID la funzione di autorità nazionale di notifica e all’ACN quello di principale autorità di vigilanza del mercato, affiancata da Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e Garante privacy per i rispettivi settori di competenza.
Governance e sperimentazione dell’AI: coordinamento nazionale, sandbox italiana e sanzioni fino al 7% del fatturato
Viene istituito un Comitato di coordinamento presso la Presidenza del Consiglio per assicurare l’omogeneità dell’azione tra le differenti autorità. Il decreto istituisce altresì lo Spazio di sperimentazione italiano per l’AI, gestito in modo congiunto da AgID e ACN, destinato a favorire lo sviluppo e la convalida di sistemi di AI, con priorità per piccole e medie imprese nonché start-up. Previste sanzioni amministrative pecuniarie che, per le violazioni più gravi delle pratiche vietate dall’articolo 5 dell’AI Act, possono arrivare fino a 35 milioni di euro ovvero al 7% del fatturato mondiale annuo.
AI, formazione e lavoro: alfabetizzazione obbligatoria e divieto di decisioni automatizzate sui lavoratori
Ampio spazio è dedicato alla formazione: le istituzioni scolastiche dovranno promuovere l’educazione all’AI fin dal primo ciclo di istruzione, con un aggiornamento delle linee guida STEAM e un piano da 100 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza educativa collegata all’uso dei social media.
Consiglio: il volume “Intelligenza artificiale generativa per professionisti” di Giovanna Panucci, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon, è pensato per passare dall’uso “a tentativi” a un uso professionale, replicabile e sicuro dell’AI.
Intelligenza artificiale generativa per professionisti
Questo non è (solo) un libro sull’AI generativa: è un manuale di metodo per passare dall’uso “a tentativi” a un uso professionale, replicabile e sicuro. Una guida operativa per imparare a dialogare con i modelli, costruire workflow efficaci e verificare gli output, anche in contesti regolati
Vantaggi chiave
- Impari il Legal Prompting: come impostare richieste efficaci, capire come “nasce” una risposta e usare l’AI con maggiore controllo
- Riduci rischi ed errori: focus su allucinazioni, bias, finestra di contesto e tecniche pratiche di mitigazione (con regole operative)
- Costruisci un workflow, non un trucco: dall’uso “solo ChatGPT” a un metodo strutturato per redazione, ricerca, analisi e comunicazione
- Tecniche di scrittura con l’AI: prompt di redazione, dialogo iterativo, revisione assistita e casi pratici per arrivare a testi finali migliori
- Ricerca e verifica delle fonti: livelli di ricerca, strumenti e approcci per trovare, controllare e consolidare informazioni in modo professionale
- Privacy e compliance: indicazioni concrete su piattaforme, minimizzazione, policy interne e adempimenti GDPR
- Appendici operative: questionari, modelli e documenti pronti all’uso (informative e policy) + vademecum finale dei termini essenziali
- Contenuti aggiuntivi online: modelli, guide pratiche e aggiornamenti inclusi nei 24 mesi successivi alla pubblicazione
Caratteristiche
- Autrice: Giovanna Panucci
- Pagine: 310
- ISBN: 978-88-916-7807-2
- Accesso a contenuti digitali inclusi (piattaforma Maggioli Cloud, con codice nel volume)
Se vuoi ottenere risultati concreti con l’AI generativa senza improvvisare e con un metodo che resta valido anche quando cambiano modelli e strumenti, questo è il volume da tenere sulla scrivania. Acquistalo ora per avere subito la guida e l’accesso ai contenuti online in aggiornamento per 24 mesi.
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Giovanna Panucci, 2026, Maggioli Editore
31.00 €
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Gli ordini professionali, la magistratura, il personale sanitario e quello della P.A. dovranno integrare percorsi di alfabetizzazione sull’AI nei propri programmi di formazione continua. Per i lavoratori, il decreto stabilisce che le decisioni che riguardano il rapporto di lavoro non possano basarsi unicamente su sistemi automatizzati, prevedendo la nullità del licenziamento adottato in violazione di tale principio.
AI e proprietà industriale: tutela come segreto aziendale per dati, algoritmi e metodi di addestramento
Infine, viene novellato il codice della proprietà industriale al fine di tutelare come segreto aziendale i dati, gli algoritmi e i metodi matematici impiegati nell’addestramento dei sistemi di AI.
Decreti attuatiti alla legge n. 132/2025: cosa prevedono in sintesi
Con l’approvazione preliminare dei due decreti attuativi alla leggere n. 132/2025, molti aspetti dell’AI Act iniziano a trovare una concreta applicazione nell’ordinamento italiano. Di seguito una sintesi delle principali novità e delle risposte alle domande più frequenti su riconoscimento facciale, controlli, lavoro, formazione e responsabilità.
Cosa cambia in Italia con l’attuazione dell’AI Act?
L’Italia introduce una disciplina organica sull’intelligenza artificiale che riguarda sia il settore pubblico sia quello privato. I decreti regolano l’utilizzo dell’AI nelle attività di polizia, individuano le autorità di controllo, istituiscono una sandbox nazionale per la sperimentazione dei sistemi di AI e rafforzano le tutele per cittadini, consumatori e lavoratori.
Il riconoscimento facciale sarà vietato o consentito?
La regola generale resta il divieto di identificazione biometrica remota in tempo reale nei luoghi accessibili al pubblico. Sono previste però eccezioni limitate e sottoposte ad autorizzazione giudiziaria per finalità di prevenzione e contrasto di gravi reati. Il riconoscimento facciale a posteriori potrà essere utilizzato solo dopo la commissione di un reato e con specifiche garanzie sulla conservazione dei dati.
Le forze di polizia potranno utilizzare banche dati biometriche create con immagini raccolte dal web?
No. Il decreto vieta espressamente l’impiego di banche dati biometriche alimentate tramite scraping indiscriminato di immagini reperite online o attraverso sistemi di videosorveglianza. Si tratta di uno dei divieti più rilevanti introdotti dal legislatore nazionale in attuazione dell’AI Act.
Chi controllerà il rispetto delle regole sull’intelligenza artificiale?
La governance sarà affidata principalmente ad AgID e ACN, con il coinvolgimento di Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e Garante per la protezione dei dati personali nei rispettivi settori. È inoltre previsto un Comitato di coordinamento presso la Presidenza del Consiglio per garantire un’applicazione uniforme delle norme.
Cosa cambia per aziende, professionisti e pubbliche amministrazioni?
Le nuove regole puntano molto sulla formazione. Scuole, professionisti, magistrati, personale sanitario e dipendenti pubblici dovranno acquisire competenze specifiche sull’uso dell’AI. Per imprese e start-up viene invece istituito lo Spazio di sperimentazione italiano per l’intelligenza artificiale, pensato per favorire innovazione e sviluppo in un ambiente regolamentato.
Un algoritmo potrà decidere da solo assunzioni, valutazioni o licenziamenti?
No. Il decreto stabilisce che le decisioni che incidono sul rapporto di lavoro non possano essere adottate esclusivamente da sistemi automatizzati. In particolare, il licenziamento disposto senza un adeguato intervento umano potrà essere dichiarato nullo.
Quali sono le sanzioni previste per chi viola le regole sull’AI?
Le violazioni più gravi delle disposizioni previste dall’AI Act possono comportare sanzioni fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo dell’impresa. Per i sistemi di AI ad alto rischio sono inoltre previste nuove responsabilità, anche di natura penale, in caso di omissione delle misure di sicurezza e di sorveglianza umana richieste dalla normativa.












