Le sentenze della settimana: rassegna giurisprudenziale del 13 maggio

Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali trattate nella settimana, offrendo una sintesi ragionata delle pronunce di maggiore interesse per operatori del diritto e professionisti. L’obiettivo è mettere in evidenza i passaggi più significativi delle decisioni selezionate, con particolare attenzione ai principi di diritto affermati e ai possibili riflessi applicativi.

Colpo di sonno e guard-rail danneggiato: ANAS corresponsabile

La Cassazione, con la sentenza n. 12739/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha precisato che l’ente gestore della strada può essere ritenuto corresponsabile del sinistro quando il guard-rail, già danneggiato e non ripristinato, non assolva più alla propria funzione di contenimento e divenga esso stesso fonte di pericolo per gli utenti. La condotta imprudente dell’automobilista, uscito di strada per un colpo di sonno e a velocità superiore al limite, può integrare un concorso di colpa, ma non esclude automaticamente la responsabilità del custode della strada.

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Revocatoria fallimentare: salvi i pagamenti ai lavoratori

La Cassazione, con l’ordinanza n. 12715/2026 (puoi leggerla qui), ha chiarito che l’esenzione dalla revocatoria fallimentare prevista dall’art. 67, comma 3, lett. f), l. fall. per i pagamenti dei corrispettivi delle prestazioni di lavoro tutela direttamente il diritto alla retribuzione, e non presuppone che il pagamento sia contestuale, o quasi contestuale, allo svolgimento della prestazione lavorativa.

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Compenso avvocati: la prescrizione decorre dalla decisione definitiva della causa

La Cassazione, con l’ordinanza n. 12998/2026 (puoi leggerla qui), ha precisato che, ai fini della prescrizione presuntiva triennale del compenso dell’avvocato, la “decisione della lite” rilevante ai sensi dell’art. 2957, comma 2, c.c. non coincide necessariamente con la mera pubblicazione della sentenza, ma con il provvedimento non più impugnabile che definisce definitivamente il giudizio. Se, invece, l’affare non può ancora dirsi terminato, la prescrizione decorre dall’ultima prestazione professionale eseguita in adempimento del mandato difensivo.

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Cartella via PEC in PDF: notifica valida anche senza P7M

La Cassazione, con l’ordinanza n. 13082/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito che la notifica della cartella di pagamento a mezzo PEC è valida anche quando l’atto sia trasmesso in formato PDF e non in formato P7M, poiché le firme digitali CAdES e PAdES sono equivalenti e, per la cartella esattoriale, non è richiesta la sottoscrizione ad substantiam. La riferibilità dell’atto all’ente emittente è assicurata, salvo specifica contestazione, dall’utilizzo del sistema di posta elettronica certificata.

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Mobbing escluso se il datore esercita poteri legittimi

Quando una serie di richiami disciplinari, ordini di servizio o scelte organizzative può davvero definirsi mobbing? La domanda è ricorrente, soprattutto quando il lavoratore percepisce l’esercizio del potere datoriale come una forma di pressione personale. La Cassazione, con l’ordinanza n. 12915/2026, torna sul confine tra condotta vessatoria e gestione legittima del rapporto di lavoro, ribadendo che non ogni iniziativa sgradita o penalizzante integra un illecito risarcibile.

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Vizi dell’immobile: risarcibile anche il deprezzamento

La Cassazione, con l’ordinanza n. 12966/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito che, in tema di compravendita immobiliare, l’azione risarcitoria proposta dall’acquirente ai sensi dell’art. 1494 c.c. può estendersi a tutti i danni derivanti dai vizi del bene, compresi quelli connessi alla mancata o parziale utilizzazione dell’immobile e al suo deprezzamento, e può essere esercitata anche in alternativa o in cumulo con le azioni di risoluzione o di riduzione del prezzo.

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Cartella non impugnata: no alla prescrizione decennale automatica

La Cassazione, Sezione Tributaria, con l’ordinanza n. 13273/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito che, se una cartella di pagamento diviene definitiva per mancata impugnazione, le sanzioni tributarie e gli interessi che ne derivano si prescrivono in cinque anni, e non in dieci, decorrenti dalla notifica dell’atto esattoriale. La definitività della cartella, infatti, non determina automaticamente la conversione del termine prescrizionale breve in quello ordinario decennale.

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Indennizzo assicurativo, Sezioni Unite: la perizia interrompe la prescrizione

Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 11959/2026 (puoi leggerla cliccando qui), hanno chiarito la natura della perizia contrattuale e i suoi effetti sul decorso della prescrizione. In particolare, hanno affermato che la perizia contrattuale “pura”, quando non comporta una rinuncia espressa alla giurisdizione ordinaria, non preclude l’azione davanti al giudice, ma produce un effetto interruttivo della prescrizione che si rinnova per tutta la durata delle operazioni peritali, sino alla loro conclusione o alla scadenza del termine contrattualmente previsto.

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Multe stradali: quando non vanno comunicati i dati del conducente

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 13604/2026) ha stabilito che l’obbligo di comunicare i dati del conducente non sorge finché non è definito il ricorso contro la multa presupposta. La decisione rafforza le garanzie per gli automobilisti e corregge un orientamento restrittivo seguito da alcuni giudici di merito.

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Consenso informato e responsabilità sanitaria: risarcibile anche la scelta della struttura diversa negata

La Cassazione, con l’ordinanza n. 13660/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha precisato che, in tema di consenso informato e responsabilità sanitaria, l’informazione incompleta non rileva soltanto quando il paziente avrebbe rifiutato l’intervento, ma anche quando gli avrebbe impedito di scegliere consapevolmente dove sottoporsi alle cure, specie in presenza di una patologia complessa e di opzioni organizzative diverse.

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