
Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali trattate nella settimana, offrendo una sintesi ragionata delle pronunce di maggiore interesse per operatori del diritto e professionisti. L’obiettivo è mettere in evidenza i passaggi più significativi delle decisioni selezionate, con particolare attenzione ai principi di diritto affermati e ai possibili riflessi applicativi.
Interrompere la gravidanza senza informare il partner non è “ingiuria grave”. Annullata la revoca delle donazioni
La scelta della donna di interrompere la gravidanza entro i primi 90 giorni, senza coinvolgere il compagno, non può essere considerata di per sé un comportamento ingiurioso tale da giustificare la revoca di una donazione per ingratitudine. La decisione della Corte di Cassazione (n. 14567/2026) ribalta le pronunce di merito, chiarendo i confini tra autonomia della gestante, onere della prova e applicazione del principio di non contestazione.
Compenso del curatore fallimentare: paga l’Erario se l’attivo è confiscato
La Cassazione, con la sentenza n. 15052/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito che il curatore fallimentare conserva il diritto al compenso già liquidato anche quando, dopo la liquidazione, l’attivo della procedura venga azzerato da una confisca penale e le somme confluiscano nel Fondo Unico Giustizia. In tale ipotesi, il pagamento della parte residua del compenso deve essere posto a carico dell’Erario, ai sensi dell’art. 146 d.P.R. n. 115/2002.
Rottamazione-quater: il giudizio prosegue se il debito non è integrale
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15107/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha affrontato il rapporto tra rottamazione-quater e giudizio tributario pendente, chiarendo che la definizione agevolata estingue il processo solo quando riguarda l’intera pretesa fiscale oggetto di causa. La Corte ha inoltre ribadito la natura sostanziale della violazione derivante dall’errata imputazione temporale dei componenti reddituali, precisando che spetta al contribuente dimostrare l’assenza di danno erariale per ottenere l’applicazione della sanzione fissa.
Responsabilità dell’avvocato: niente risarcimento senza prova del successo dell’appello
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15078/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha ribadito che, in materia di responsabilità professionale dell’avvocato per omessa informazione circa l’esito sfavorevole del giudizio e conseguente decadenza dall’impugnazione, il cliente non può limitarsi ad allegare la perdita astratta del grado di appello, ma deve dimostrare che l’impugnazione avrebbe avuto concrete possibilità di accoglimento.
Corda stendibiancheria nel cortile condominiale: quando va rimossa
Il Tribunale di Venezia, con un’ordinanza del 12 maggio 2026, ha ordinato la rimozione di una corda stendibiancheria installata nella corte interna di un palazzo storico veneziano, ritenendo che essa integrasse una molestia del possesso e una indebita invasione dello spazio sovrastante la proprietà altrui.
Violenza coniugale e addebito: serve valutare tutte le prove
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15577/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito che, nel giudizio di separazione con domanda di addebito fondata su condotte violente o maltrattanti, il giudice deve valutare l’intero quadro probatorio, senza attribuire rilievo decisivo alla sola assenza di una condanna penale o all’eventuale violazione dell’obbligo di fedeltà da parte dell’altro coniuge.
Danno parentale e famiglia allargata: rileva la convivenza
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15532/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha precisato che il danno non patrimoniale da lesione del rapporto familiare può essere riconosciuto anche nell’ambito di una stabile famiglia allargata, purché il giudice valuti in modo effettivo e non apparente gli elementi idonei a fondare, anche in via presuntiva, l’esistenza del pregiudizio.
Danno da amianto del lavoratore: no alla manleva del Ministero
La Cassazione, con l’ordinanza n. 14814/2026, ha chiarito che, in caso di patologia professionale del lavoratore riconducibile alla precedente gestione commissariale ferroviaria, la società subentrata nei rapporti attivi e passivi risponde delle obbligazioni risarcitorie, senza poter invocare la manleva o la responsabilità solidale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quando quest’ultimo abbia svolto un mero ruolo di finanziatore.
Compensi avvocati, i minimi tariffari non possono essere ridotti solo perché l’affare non si conclude
L’ordinanza n. 15831/2026 della Corte di Cassazione chiarisce i criteri di liquidazione dei compensi professionali degli avvocati nelle prestazioni stragiudiziali. I giudici stabiliscono che la mancata conclusione dell’affare non giustifica, da sola, la riduzione dei minimi tariffari e ribadiscono i limiti alla discrezionalità dei giudici di merito (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).
Responsabilità sanitaria, la cartella carente non danneggia il paziente
La Cassazione, con l’ordinanza n. 15608/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito che, nella responsabilità sanitaria, la carenza della documentazione clinica non può danneggiare il paziente sul piano probatorio. Il principio vale sia per l’accertamento della colpa del sanitario, sia per la ricostruzione del nesso causale tra condotta e danno.
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