
Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali trattate nella settimana, offrendo una sintesi ragionata delle pronunce di maggiore interesse per operatori del diritto e professionisti. L’obiettivo è mettere in evidenza i passaggi più significativi delle decisioni selezionate, con particolare attenzione ai principi di diritto affermati e ai possibili riflessi applicativi.
Svolta sulle sanzioni tributarie, anche i professionisti possono rispondere quali concorrenti esterni
La Corte di Cassazione (Ordinanza n. 11372/2026) interviene sul tema della responsabilità per concorso nelle violazioni tributarie commesse da società di capitali, stavolta chiarendo che l’art. 7 del d.l. 269/2003 non esclude la possibilità di sanzionare i soggetti terzi, quali commercialisti e professionisti, quando il loro contributo materiale ovvero psicologico abbia agevolato l’illecito. La decisione segna un ulteriore passo nell’evoluzione giurisprudenziale, imponendo una lettura coordinata degli artt. 7 e 9 del d.lgs. 472/1997.
Clausola penale abusiva, la Cassazione rafforza la tutela del consumatore
La Cassazione, con la sentenza n. 21771 del 25 giugno 2026 (clicca qui per scaricare il PDF della decisione), ha chiarito che, nei contratti tra professionista e consumatore, la riduzione giudiziale della clausola penale non esclude il successivo controllo sulla sua abusività, anche nel giudizio di rinvio.
Mediazione immobiliare online e foro del consumatore: le Sezioni Unite sulla giurisdizione
Le Sezioni Unite, con l’ordinanza n. 22465/2026, hanno chiarito i criteri per individuare la giurisdizione nelle controversie relative alla provvigione del mediatore immobiliare quando l’affare coinvolge consumatori domiciliati in un altro Stato membro dell’Unione europea.
Responsabilità dell’avvocato: quando scatta il risarcimento per mancato consiglio
La Cassazione, Terza Sezione Civile, con l’ordinanza n. 22451/2026, è tornata sui presupposti di allegazione e prova del danno da responsabilità professionale dell’avvocato, con particolare riferimento alla violazione dell’obbligo di consiglio e alla perdita di chance processuale.
Conflitto familiare e interesse del minore, la Cassazione dà ragione al padre
La Corte di Cassazione (ordinanza n. 20033/2026) ribadisce il principio della bigenitorialità, evidenziando che l’interesse superiore del minore può giustificare limitazioni alla responsabilità genitoriale quando emergano comportamenti gravemente pregiudizievoli.
Odori in condominio: la percezione non prova l’intollerabilità
In che misura la semplice avvertibilità di odori provenienti da un esercizio commerciale può assumere rilievo probatorio in ambito condominiale? Con la sentenza n. 851 del 21 aprile 2026, il Tribunale di Monza ha precisato che la sola percezione delle esalazioni non è sufficiente a dimostrarne l’intollerabilità ai sensi dell’art. 844 c.c. È necessario, invece, fornire elementi concreti che attestino la reale intensità, la continuità e l’effettivo impatto delle immissioni sulle parti comuni.
CEDU condanna l’Italia: replica inadeguata alle violenze domestiche, madre e figli costretti in un rifugio per tre anni
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato una doppia violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione da parte dell’Italia in un caso che ha visto coinvolti una madre e i suoi due figli. Le autorità, per la Corte di Strasburgo, non hanno condotto un’indagine efficace sulle accuse di violenza domestica e hanno mantenuto madre e figli in un centro di accoglienza per oltre tre anni, senza valutare misure alternative. Il Tribunale per i minorenni ha inoltre ignorato le denunce di violenza e ritardato per anni le decisioni sulla responsabilità genitoriale, accrescendo il disagio dei minori (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).
Indebito bancario: il correntista deve provare il limite del fido
La Cassazione, con l’ordinanza n. 22606/2026, ha chiarito che, nei giudizi di ripetizione dell’indebito bancario, il correntista che invochi la natura ripristinatoria delle rimesse deve provare non solo l’esistenza dell’affidamento, ma anche il relativo limite. Senza tale dato, non è possibile distinguere in concreto le rimesse ripristinatorie da quelle solutorie, con effetti diretti sulla decorrenza della prescrizione.
Danni da emotrasfusione: indennizzo detraibile dal risarcimento
La Cassazione, con l’ordinanza n. 22634/2026, ha precisato che, nei giudizi risarcitori per danni da emotrasfusione, l’indennizzo previsto dalla legge n. 210/1992 deve essere detratto dal risarcimento non solo per le somme già percepite, ma anche per i ratei futuri, quando siano riconosciuti, liquidati e oggettivamente determinabili. La detrazione, tuttavia, incontra un limite in caso di decesso del danneggiato, perché possono essere scomputati solo gli importi effettivamente percepiti fino alla morte del beneficiario.
Privacy, Cassazione: Garante può multare anche dopo un anno
La Corte di Cassazione (sentenza n. 22791 del 6 luglio 2026) chiarisce i confini tra procedimento di reclamo e procedimento sanzionatorio. La decisione è destinata a incidere sull’attività del Garante e sulla tutela dei dati personali.
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