Le sentenze della settimana: rassegna giurisprudenziale del 29 luglio

Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali trattate nella settimana, offrendo una sintesi ragionata delle pronunce di maggiore interesse per operatori del diritto e professionisti. L’obiettivo è mettere in evidenza i passaggi più significativi delle decisioni selezionate, con particolare attenzione ai principi di diritto affermati e ai possibili riflessi applicativi.

Soci di capitale nelle società tra avvocati: cosa dice la Consulta

La Consulta, con la sentenza n. 138/2026 (clicca qui per scaricare il PDF della decisione), ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale relative alla partecipazione di soci non professionisti nelle società tra avvocati. La Corte non ha quindi stabilito che la presenza di investitori di capitale sia, in quanto tale, conforme alla Costituzione. Ha invece rilevato un’insufficienza nella motivazione dell’ordinanza di rimessione, precisando, al tempo stesso, che l’apertura delle società tra avvocati a soggetti non professionisti deve essere accompagnata da garanzie adeguate a tutelare l’indipendenza del difensore, il segreto professionale e l’assenza di conflitti di interesse.

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Ricorso al CNF senza procura speciale: è inammissibile

Le Sezioni Unite, con l’ordinanza n. 23508/2026, hanno chiarito che il ricorso al Consiglio nazionale forense (CNF) sottoscritto esclusivamente da un difensore privo di mandato speciale è inammissibile. La mancanza della procura non può essere superata considerando l’impugnazione proposta personalmente dall’incolpato, né può essere sanata mediante una successiva ratifica, almeno secondo la disciplina processuale applicabile ai procedimenti instaurati prima del 28 febbraio 2023.

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Contratto di assicurazione provato anche con le e-mail

L’esistenza e il contenuto del rapporto assicurativo possono essere desunti dallo scambio di comunicazioni tra le parti, comprese le e-mail prive di firma digitale o elettronica qualificata. Lo ha chiarito la Cassazione, Terza Sezione Civile, con l’ordinanza n. 23855/2026, specificando che il requisito della prova scritta del contratto di assicurazione, previsto dall’art. 1888 c.c., può essere soddisfatto anche mediante documenti diversi dalla polizza (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).

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Voli low cost, la Cassazione: i biglietti economici non riducono l’IRESA

Il costo contenuto dei biglietti è una scelta commerciale della compagnia e non incide sull’inquinamento acustico prodotto dagli aeromobili. L’imposta va calcolata su decolli, atterraggi, peso e rumorosità dei velivoli.

La Cassazione, con l’ordinanza n. 23949 del 23 luglio 2026, ha confermato la legittimità dell’IRESA richiesta dalla Regione Campania a una compagnia aerea per l’anno 2014.

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Separazione con addebito: la tolleranza non cancella l’infedeltà

Con l’ordinanza n. 23978 del 23 luglio 2026, la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto contro la sentenza che aveva attribuito alla moglie la responsabilità della crisi matrimoniale. La Prima Sezione civile ha chiarito che la tolleranza manifestata verso una precedente infedeltà non costituisce una rinuncia definitiva al rispetto dei doveri coniugali e non rende irrilevanti le successive violazioni dell’obbligo di fedeltà.

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Contributo unificato da 43 euro: è legittimo per la Consulta il pagamento preventivo

La Corte costituzionale ritiene legittimo subordinare l’iscrizione della causa al pagamento della quota minima. Resta però irrisolta la questione del potere attribuito al cancelliere di impedire l’accesso al giudice.

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 137 del 21 luglio 2026, ha ritenuto conforme alla Costituzione, sotto diversi profili, la norma che impedisce l’iscrizione a ruolo di una causa civile quando non sia stato versato il contributo unificato minimo, pari a 43 euro, o il minore importo previsto dalla legge.

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Cassazione: Apple deve informare sui rischi legati all’uso dell’iPhone

I danni derivanti dall’uso prolungato dello Smartphone sono risarcibili? E quali sono gli obblighi informativi gravanti sul produttore? Si tratta di un tema che lascia aperti ancora molti interrogativi, soprattutto a fronte dell’incertezza scientifica circa l’esistenza di una connessione effettiva tra l’esposizione prolungata alle radiofrequenze dei cellulari e la possibilità di subire conseguenze negative per la salute.

La Cassazione, con una recentissima ordinanza (puoi leggerla cliccando qui), ha cercato di fare chiarezza sulla questione: il caso riguardava una donna che aveva acquistato un iPhone e, dopo averne fatto un uso intensivo per due anni, contestava alla Apple di non aver fornito avvertenze specifiche sui possibili rischi connessi all’esposizione prolungata alle radiofrequenze.

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IRAP e studi associati: quando l’imposta non è dovuta

La Consulta, con la sentenza n. 153 del 2026, ha chiarito che la semplice esistenza di un’associazione professionale non comporta automaticamente l’assoggettamento all’IRAP. L’imposta è dovuta soltanto quando l’attività professionale sia effettivamente esercitata in forma associata e sia riferibile al soggetto collettivo, non quando i singoli professionisti operino personalmente, individualmente e in autonomia.

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Colonscopia, intestino perforato: ospedale condannato a risarcire

Una perforazione intestinale durante una colonscopia può essere considerata una complicanza inevitabile? Per il Tribunale di Salerno, la rarità statistica dell’evento non basta a escludere la responsabilità sanitaria. Se l’esame non rispetta le linee guida e le regole dell’arte, la struttura deve risarcire la paziente (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).

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Mansioni superiori: quando scatta la promozione automatica

Con la sentenza n. 23718 del 21 luglio 2026 (puoi leggerla cliccando qui), la Corte di Cassazione chiarisce quando la reiterata assegnazione a mansioni superiori può determinare il diritto alla promozione automatica, con particolare riferimento al settore marittimo. La Corte ribadisce che spetta al lavoratore dimostrare la vacanza del posto, l’assenza di una reale funzione sostitutiva e l’eventuale carattere elusivo della condotta datoriale.

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La proprietà immobiliare è tradizionalmente definita come un diritto pieno ed esclusivo, ma nella pratica professionale incontra numerosi limiti, vincoli e situazioni di conflitto. Dalle restrizioni pubblicistiche alle regole condominiali, dalla rinuncia alla proprietà ai rapporti tra nudo proprietario e usufruttuario, le questioni applicative sono molteplici e richiedono un costante aggiornamento.

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