CEDU condanna l’Italia: replica inadeguata alle violenze domestiche, madre e figli costretti in un rifugio per tre anni

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato una doppia violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione da parte dell’Italia in un caso che ha visto coinvolti una madre e i suoi due figli. Le autorità, per la Corte di Strasburgo, non hanno condotto un’indagine efficace sulle accuse di violenza domestica e hanno mantenuto madre e figli in un centro di accoglienza per oltre tre anni, senza valutare misure alternative. Il Tribunale per i minorenni ha inoltre ignorato le denunce di violenza e ritardato per anni le decisioni sulla responsabilità genitoriale, accrescendo il disagio dei minori (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).

Consiglio: il volume “I ricorsi alla corte europea dei diritti dell’uomo”, acquistabile sia su Shop Maggioli che su Amazon, analizza nel dettaglio le modalità di presentazione dei ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

I ricorsi alla corte europea dei diritti dell'uomo

I ricorsi alla corte europea dei diritti dell'uomo

Il volume, accompagnato da un FORMULARIO e da una completa disamina delle fonti, analizza nel dettaglio le modalità di presentazione dei RICORSI alla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’opera esamina il funzionamento del Consiglio d’Europa e della Corte europea ed è aggiornata con le novità introdotte dalla riforma del Regolamento di procedura della Corte avvenuta nel corso del 2025. Completo di tutte le informazioni necessarie per la presentazione delle istanze, il testo si propone come uno strumento operativo che permette di impostare il ricorso alla Corte, al fine di vedere riconosciuta la piena tutela dei diritti dell’uomo contro le inefficienze presentate dai sistemi nazionali. Accurata è l’analisi della CASISTICA suddivisa per argomenti tra i quali: ESPROPRIAZIONE E VINCOLI PREORDINATI ALL’ESPROPRIAZIONE – ECCESSIVA LUNGHEZZA DEL PROCESSO – VITA PRIVATA E FAMILIARE – CONDIZIONE DEI DETENUTI – TUTELA DEI MIGRANTI – LIBERTÀ DI PENSIERO E LIBERTÀ RELIGIOSA.
Il FORMULARIO, in formato editabile e stampabile, la NORMATIVA EUROPEA ed il MASSIMARIO giurisprudenziale organizzato per argomento, sono disponibili online.

Andrea Sirotti Gaudenzi
Avvocato e docente universitario. Svolge attività di insegnamento presso vari Atenei e centri di formazione. È responsabile scientifico di alcuni enti, tra cui l’Istituto nazionale per la formazione continua di Roma. Direttore di collane e trattati giuridici, è autore di numerosi volumi, tra cui “Il nuovo diritto d’autore”, “Manuale pratico dei marchi e brevetti”, “Trattato operativo dei contratti d’impresa” e il “Codice della proprietà industriale”.
I suoi articoli vengono pubblicati da diverse testate e fa parte dei comitati scientifici di riviste ed enti.

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Andrea Sirotti Gaudenzi, Maggioli Editore
59.00 € 56.05 €

Vicenda emblematica

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato la vicenda di una madre francese e dei suoi due figli, collocati in un rifugio nel maggio 2021 a seguito della denuncia di violenze fisiche e psicologiche contro l’ex convivente. La permanenza nel centro è durata fino al luglio 2024, un periodo eccezionalmente lungo che ha inciso in modo profondo sulla vita familiare e sul benessere dei minori. Per la Corte di Strasburgo le autorità italiane hanno inizialmente reagito con tempestività, iniziando un procedimento penale e disponendo il collocamento protetto. Tuttavia, questa misura si è trasformata in una permanenza forzata e prolungata, mai rivalutata nella sua proporzionalità, mentre nessuna misura restrittiva veniva applicata al presunto autore delle violenze.

Consiglio: per approfondimenti in materia, segnaliamo il volume “Il nuovo processo di famiglia”, a cura di Michele Angelo Lupoi, e acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.

Il nuovo processo di famiglia

Il nuovo processo di famiglia

La riforma del processo di famiglia ad opera della c.d. riforma Cartabia ha profondamente trasformato il modo di tutelare i diritti delle persone e le relazioni familiari, in particolare in occasione di crisi matrimoniali e genitoriali. Questo volume offre agli avvocati e a tutti gli operatori del settore uno strumento completo e operativo per orientarsi nell’attuale quadro normativo e procedurale.
Dalle caratteristiche e dalla struttura del c.d. “rito unitario” alle impugnazioni dei provvedimenti provvisori e definitivi, fino alle fasi esecutive, l’opera analizza in modo chiaro e aggiornato ogni passaggio del processo di famiglia, integrando riferimenti normativi, orientamenti giurisprudenziali e indicazioni di prassi, senza perdere di vista le più autorevoli espressioni della dottrina.
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Un testo pensato per chi, nella pratica quotidiana, cerca risposte argomentate alle questioni più rilevanti in materia.

Michele Angelo Lupoi
Avvocato del Foro di Bologna e Professore ordinario di diritto processuale civile dell’Università di Bologna, ove insegna diritto processuale civile e altre materie collegate, tra cui un Laboratorio per la gestione dei conflitti familiari.
Direttore della Summer School organizzata dall’Università di Bologna a Ravenna su Cross-border litigation and international arbitration. Partecipa a numerosi convegni e seminari in Italia e all’estero in qualità di relatore. Fa parte del Comitato editoriale della Rivista trimestrale di diritto e procedura civile ed è editor dell’International Journal of Procedural Law. Responsabile della sezione dell’Emilia Romagna della Camera degli avvocati internazionalisti, ha pubblicato monografie, articoli e saggi in materia di diritto di famiglia, diritto processuale civile, diritto internazionale processuale.

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Michele Angelo Lupoi, 2025, Maggioli Editore
84.00 € 79.80 €

Indagini lacunose e stereotipi sessisti

La Corte ha rilevato che il procedimento penale non ha rispettato gli standard di un’indagine “rapida, approfondita ed efficace”. In dettaglio, ha stigmatizzato le affermazioni del pubblico ministero, che aveva definito un episodio con un coltello “una cattiva battuta” e aveva sostenuto che era “normale” che un uomo debba superare una “minima resistenza” della donna durante un approccio sessuale. Tali motivazioni, giudicate “sessiste e stereotipate”, hanno contribuito a una “ulteriore vittimizzazione” della ricorrente. Malgrado l’opposizione della donna, la richiesta di archiviazione fu respinta e furono disposti ulteriori accertamenti, tuttavia, come rileva la Corte, “non appare che ad oggi si sia tenuta un’udienza”.

Tribunale per i minorenni inerte per tre anni

Contemporaneamente al procedimento penale, la madre aveva chiesto l’affidamento esclusivo, la decadenza della responsabilità genitoriale del padre e l’autorizzazione a trasferirsi in Francia. Il Tribunale per i minorenni ha impiegato oltre tre anni per adottare una decisione definitiva, limitandosi a privare il padre della responsabilità genitoriale nel maggio 2024. Le decisioni del Tribunale, sovente redatte tramite moduli prestampati, “avevano completamente ignorato le denunce di violenza domestica” e non avevano valutato la credibilità delle dichiarazioni della madre e dei figli. La Corte evidenzia che tale omissione ha “intensificato e prolungato la sofferenza” della donna, rafforzando la percezione che la violenza subita fosse rimasta invisibile.

Minori confinati in 15 metri quadrati

La Corte ha dedicato peculiare attenzione alle condizioni dei bambini, che per quasi tre anni hanno vissuto in una stanza di 15 metri quadrati, sottoposti a regole interne che limitavano profondamente la loro libertà quotidiana. Il prolungato collocamento ha avuto “conseguenze significative sul loro benessere psicologico e fisico” e ha rappresentato una “grave restrizione dei loro diritti fondamentali”. Sebbene plurime segnalazioni dei servizi sociali tra il 2022 e il 2024, il Tribunale per i minorenni non è intervenuto con la necessaria tempestività.

Condanna e risarcimento

La Corte ha riconosciuto una doppia violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione, condannando l’Italia a versare:

  • 15.000 euro ciascuno ai tre ricorrenti per danno non patrimoniale;
  • 15.000 euro complessivi per spese e costi legali.

Il caso, ancora non definitivo, potrà essere eventualmente rimesso alla Grande Camera entro tre mesi.

Monito alle istituzioni italiane

La sentenza rappresenta un richiamo rigoroso alla necessità di:

  • riconoscere la complessità delle dinamiche della violenza domestica;
  • evitare stereotipi di genere nei procedimenti giudiziari;
  • sostenere indagini tempestive e misure di protezione proporzionate;
  • assicurare che i tribunali minorili valutino con attenzione le denunce di violenza e il superiore interesse dei minori.
Avv. Laura Biarella
Laureata cum laude presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia, è Avvocato e Giornalista. È autrice di numerose monografie giuridiche e di un contemporary romance, e collabora, anche come editorialista, con redazioni e su banche dati giuridiche.

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