Le sentenze della settimana: rassegna giurisprudenziale del 30 settembre

Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali trattate nella settimana, offrendo una sintesi ragionata delle pronunce di maggiore interesse per operatori del diritto e professionisti. L’obiettivo è mettere in evidenza i passaggi più significativi delle decisioni selezionate, con particolare attenzione ai principi di diritto affermati e ai possibili riflessi applicativi.

Notifica e irreperibilità: quando non serve la querela di falso

La Cassazione, con l’ordinanza n. 25441/2026, ha chiarito che la querela di falso non è sempre necessaria per contestare una relata di notifica. Lo è solo quando si mettono in discussione fatti che il pubblico ufficiale dichiara di avere direttamente compiuto o percepito. Se invece la contestazione riguarda l’irreperibilità del destinatario, l’individuazione della sua abitazione o la diligenza delle ricerche svolte, è sufficiente ricorrere agli ordinari mezzi di prova.

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Processo del lavoro, udienza cartolare: quando va fissata l’orale

La trattazione scritta non può comprimere il contraddittorio e il diritto di difesa. Se l’andamento concreto del processo rende necessario un confronto tra le parti e il giudice, occorre ripristinare la discussione orale. Lo ribadisce la Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 25645 del 21 settembre 2026 (clicca qui per scaricare il PDF della decisione), pronunciandosi su un giudizio nel quale la Corte d’appello aveva respinto come tardiva la richiesta di trattazione orale formulata dalla parte dopo la sostituzione dell’udienza con il deposito di note scritte ex art. 127-ter c.p.c. 

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Invalidità al 100% e handicap grave non bastano per l’amministrazione di sostegno

Il riconoscimento dell’invalidità civile al 100%, dello stato di handicap grave e della necessità di assistenza continua non determina automaticamente l’apertura dell’amministrazione di sostegno.

Lo chiarisce la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 25747 del 23 settembre 2026, ribadendo che la misura di protezione può essere adottata soltanto quando sia concretamente accertata l’incapacità della persona di provvedere ai propri interessi e tale esigenza non possa essere soddisfatta attraverso strumenti meno invasivi.

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Dissuasori di parcheggio in condominio: cosa dice la Cassazione

Quando il condominio può installare un dissuasore di parcheggio nelle parti comuni? E fino a che punto il singolo condomino può opporsi sostenendo che il dispositivo rende più difficile l’accesso al proprio garage?

Sul tema interviene la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 25749 del 23 settembre 2026 (puoi leggerla cliccando qui), relativa a una controversia nata proprio dall’installazione di un dissuasore mobile in un’area condominiale.

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Compensi dell’avvocato in appello: conta il valore ancora controverso

Per calcolare i compensi dell’avvocato in appello non conta solo la somma riconosciuta in primo grado, ma il valore delle domande ancora effettivamente controverse. Lo chiarisce la Cassazione con l’ordinanza n. 25640/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), sull’applicazione dei parametri del d.m. n. 55/2014. 

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Citazione senza procura: quando l’avvocato non paga le spese

La sola notificazione di un atto di citazione senza procura non basta a far ricadere sull’avvocato le spese del processo. Se il difensore non riceve successivamente il mandato, non iscrive la causa a ruolo e non si costituisce, non può essere chiamato a sostenere i costi di un giudizio che sia stato attivato autonomamente dal convenuto.

Lo chiarisce la Cassazione, Terza Sezione civile, con l’ordinanza n. 25772/2026 (puoi leggerla cliccando qui), che delimita la responsabilità del difensore privo di procura e chiarisce quando non può trovare applicazione il principio elaborato dalle Sezioni Unite in materia di falsus procurator.

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Mobilità volontaria nel pubblico impiego: non è un diritto al trasferimento

La mobilità volontaria nel pubblico impiego non attribuisce automaticamente al dipendente un diritto soggettivo al trasferimento. Almeno secondo la disciplina applicabile alla procedura esaminata dalla Cassazione, resta necessario il consenso delle amministrazioni coinvolte e il diniego dell’ente di provenienza può essere legittimo se fondato su effettive esigenze organizzative.

È quanto emerge dall’ordinanza n. 25711/2026 della Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, pubblicata il 22 settembre 2026, relativa a una procedura di mobilità avviata nel 2016. La pronuncia è particolarmente utile perché ricostruisce il rapporto tra art. 30 del d.lgs. 165/2001, disciplina contrattuale e limiti del sindacato giudiziale sul diniego dell’amministrazione.

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Testamento annullato per demenza: quando spetta al beneficiario provare il lucido intervallo

La Cassazione, con l’ordinanza n. 25855/2026, torna sul tema dell’impugnazione del testamento olografo per incapacità naturale del testatore e chiarisce, in particolare, come si distribuisce l’onere della prova quando i giudici accertano lo stato di incapacità in un momento immediatamente prossimo alla redazione dell’atto di ultima volontà. 

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Macrolesioni e danno parentale: quando basta la prova presuntiva

La Cassazione, Terza Sezione Civile, con l’ordinanza n. 25833/2026, torna sui criteri di accertamento e prova del danno conseguente alle gravissime lesioni riportate dalla vittima di un sinistro stradale, soffermandosi in particolare sul danno parentale dei prossimi congiunti, sulla riduzione della capacità lavorativa specifica e sulla perdita di chance professionale.

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Compenso dell’avvocato: la procura alle liti non individua chi deve pagare

Con l’ordinanza n. 25868/2026, la Cassazione torna sulla distinzione tra procura alle liti e contratto di patrocinio e chiarisce che la procura non consente, da sola, di individuare il soggetto obbligato a pagare il compenso dell’avvocato. Occorre invece accertare chi abbia effettivamente conferito l’incarico professionale. 

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Il corso consigliato

La Riforma Cartabia ha modificato in profondità il processo civile, ma il quadro applicativo continua a evolvere per effetto dei successivi interventi correttivi e degli orientamenti della giurisprudenza. Per gli avvocati, quindi, non basta conoscere il dato normativo: occorre capire come le nuove regole stanno funzionando nella pratica e quali criticità stanno emergendo nei diversi momenti del giudizio.

È questo l’obiettivo del corso “Il processo civile dopo la Riforma Cartabia”, articolato in quattro incontri tra gennaio e febbraio 2027. Il percorso affronta alcuni dei nodi più rilevanti della giustizia civile riformata, dal rapporto tra rito ordinario e rito semplificato al processo di famiglia, dalle impugnazioni all’esecuzione forzata, con un taglio dichiaratamente operativo.

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