
Cassazione, Sezione Lavoro, ordinanza n. 25185 del 10 settembre 2026
La rottamazione-quater trova applicazione anche ai debiti contributivi dei professionisti e, ai fini dell’estinzione del giudizio avente a oggetto i carichi ricompresi nella definizione agevolata, il versamento della prima o unica rata è sufficiente a determinare il perfezionamento della procedura sul piano processuale.
È quanto ribadisce la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 25185/2026, pubblicata il 10 settembre 2026, intervenendo in una controversia relativa a contributi previdenziali dovuti alla Cassa Forense. Per approfondimenti in materia, consigliamo il nuovo volume Maggioli Editore “Controversie di lavoro e previdenziali”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.
Controversie di lavoro e previdenziali
Una guida pratica e aggiornata per orientarsi nel rito del lavoro e nel sistema previdenziale, con un taglio operativo che affianca all’analisi della disciplina la giurisprudenza e un formulario pronto per l’attività professionale.
Il volume analizza in modo organico le principali questioni processuali relative alle controversie di lavoro e previdenziali, seguendo l’evoluzione della disciplina fino agli interventi più recenti. Particolare attenzione è dedicata al rito del lavoro, alle modifiche collegate alla riforma Cartabia, alle controversie in materia di licenziamento, alla negoziazione assistita, alle udienze a distanza e alla trattazione cartolare.
La seconda parte approfondisce il sistema previdenziale italiano, i ricorsi amministrativi e giudiziari, gli obblighi contributivi, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il processo previdenziale, la giurisdizione pensionistica, la consulenza tecnica, la prescrizione e la decadenza.
L’impostazione pratica è rafforzata da una selezione di giurisprudenza e da un formulario che raccoglie atti utili nelle principali fasi del contenzioso lavoristico e previdenziale.
Vantaggi chiave
- Quadro completo del rito del lavoro, dalla competenza all’introduzione del giudizio, fino ad appello e Cassazione.
- Aggiornamento sulle più recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali, comprese le novità successive alla riforma Cartabia.
- Approfondimento delle controversie in materia di licenziamento e delle procedure conciliative e alternative al giudizio.
- Trattazione operativa del contenzioso previdenziale, con focus su INPS, INAIL, infortuni, malattie professionali e obblighi contributivi.
- Giurisprudenza selezionata a supporto delle questioni più ricorrenti.
- Formulario con modelli per il processo del lavoro e previdenziale.
- Formule disponibili anche online in formato compilabile, per agevolarne l’utilizzo e la personalizzazione nella pratica professionale.
- 176 pagine di contenuti operativi, pensati per una consultazione rapida.
Tra i contenuti
- Rito del lavoro, competenza per materia e territorio e attuale assetto processuale.
- Costituzione del convenuto, consulenza tecnica, cambio di rito, sentenza ed esecutorietà.
- Controversie in materia di licenziamento, negoziazione assistita, udienze a distanza e trattazione cartolare.
- Appello e giudizio in Cassazione.
- Decreto ingiuntivo in materia di lavoro.
- Sistema previdenziale, ricorsi amministrativi e giudiziari, INPS e INAIL.
- Infortuni sul lavoro, malattie professionali, danno biologico e processo previdenziale.
- Prescrizione e decadenza.
- Formulario e rassegna di giurisprudenza.
Un supporto operativo per affrontare il contenzioso
Dalla corretta individuazione del rito e del giudice competente alla predisposizione degli atti, il volume consente di avere in un unico strumento disciplina, orientamenti giurisprudenziali e modelli operativi. Le formule disponibili anche online in formato compilabile rendono la consultazione ancora più immediata e funzionale.
Acquista il volume e tieni a disposizione una guida pratica e aggiornata per gestire con maggiore sicurezza le controversie di lavoro e previdenziali.
Vito Salvatore Manfredi
Avvocato con patrocinio presso le magistrature superiori, relatore in seminari e autore di diverse pubblicazioni in materia lavoristica. È stato membro del CdA AGAM e giudice d’appello nella commissione arbitrale dell’ENCI.
Leggi descrizione
Vito Salvatore Manfredi, 2026, Maggioli Editore
26.00 €
24.70 €
Controversie di lavoro e previdenziali
Una guida pratica e aggiornata per orientarsi nel rito del lavoro e nel sistema previdenziale, con un taglio operativo che affianca all’analisi della disciplina la giurisprudenza e un formulario pronto per l’attività professionale.
Il volume analizza in modo organico le principali questioni processuali relative alle controversie di lavoro e previdenziali, seguendo l’evoluzione della disciplina fino agli interventi più recenti. Particolare attenzione è dedicata al rito del lavoro, alle modifiche collegate alla riforma Cartabia, alle controversie in materia di licenziamento, alla negoziazione assistita, alle udienze a distanza e alla trattazione cartolare.
La seconda parte approfondisce il sistema previdenziale italiano, i ricorsi amministrativi e giudiziari, gli obblighi contributivi, gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, il processo previdenziale, la giurisdizione pensionistica, la consulenza tecnica, la prescrizione e la decadenza.
L’impostazione pratica è rafforzata da una selezione di giurisprudenza e da un formulario che raccoglie atti utili nelle principali fasi del contenzioso lavoristico e previdenziale.
Vantaggi chiave
- Quadro completo del rito del lavoro, dalla competenza all’introduzione del giudizio, fino ad appello e Cassazione.
- Aggiornamento sulle più recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali, comprese le novità successive alla riforma Cartabia.
- Approfondimento delle controversie in materia di licenziamento e delle procedure conciliative e alternative al giudizio.
- Trattazione operativa del contenzioso previdenziale, con focus su INPS, INAIL, infortuni, malattie professionali e obblighi contributivi.
- Giurisprudenza selezionata a supporto delle questioni più ricorrenti.
- Formulario con modelli per il processo del lavoro e previdenziale.
- Formule disponibili anche online in formato compilabile, per agevolarne l’utilizzo e la personalizzazione nella pratica professionale.
- 176 pagine di contenuti operativi, pensati per una consultazione rapida.
Tra i contenuti
- Rito del lavoro, competenza per materia e territorio e attuale assetto processuale.
- Costituzione del convenuto, consulenza tecnica, cambio di rito, sentenza ed esecutorietà.
- Controversie in materia di licenziamento, negoziazione assistita, udienze a distanza e trattazione cartolare.
- Appello e giudizio in Cassazione.
- Decreto ingiuntivo in materia di lavoro.
- Sistema previdenziale, ricorsi amministrativi e giudiziari, INPS e INAIL.
- Infortuni sul lavoro, malattie professionali, danno biologico e processo previdenziale.
- Prescrizione e decadenza.
- Formulario e rassegna di giurisprudenza.
Un supporto operativo per affrontare il contenzioso
Dalla corretta individuazione del rito e del giudice competente alla predisposizione degli atti, il volume consente di avere in un unico strumento disciplina, orientamenti giurisprudenziali e modelli operativi. Le formule disponibili anche online in formato compilabile rendono la consultazione ancora più immediata e funzionale.
Acquista il volume e tieni a disposizione una guida pratica e aggiornata per gestire con maggiore sicurezza le controversie di lavoro e previdenziali.
Vito Salvatore Manfredi
Avvocato con patrocinio presso le magistrature superiori, relatore in seminari e autore di diverse pubblicazioni in materia lavoristica. È stato membro del CdA AGAM e giudice d’appello nella commissione arbitrale dell’ENCI.
Il caso: oltre 124 mila euro di contributi previdenziali
La vicenda nasce dall’opposizione proposta da una contribuente contro un’intimazione di pagamento relativa a diverse cartelle aventi a oggetto contributi previdenziali dovuti alla Cassa.
L’importo complessivamente richiesto ammontava a 124.516,41 euro e riguardava contributi riferiti a diverse annualità. Il Tribunale aveva rigettato l’opposizione e la decisione era stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Roma.
La contribuente aveva quindi proposto ricorso per Cassazione articolato in due motivi.
Con il primo lamentava, in particolare, che la Corte territoriale avesse deciso la controversia nonostante fosse stata presentata una richiesta di definizione agevolata ai sensi della legge n. 197/2022, senza sospendere il procedimento in attesa degli sviluppi della procedura.
Con il secondo motivo contestava invece la validità delle notifiche delle cartelle di pagamento, sostenendo che le censure formulate nei precedenti gradi di giudizio fossero sufficientemente specifiche e lamentando, tra l’altro, l’assenza della prova relativa alla raccomandata informativa.
L’adesione alla definizione agevolata
Nel giudizio di Cassazione assume però rilievo decisivo un elemento sopravvenuto.
La contribuente aveva infatti prodotto la documentazione relativa alle istanze di definizione agevolata dei crediti oggetto della controversia, insieme all’adesione dell’ente competente e alla prova del versamento delle prime due rate.
Anche l’Agenzia delle Entrate-Riscossione aveva riconosciuto l’applicabilità della disciplina della definizione agevolata alla fattispecie, confermando che per i crediti oggetto del giudizio era stata presentata la relativa istanza.
A questo punto la questione centrale diventa quella degli effetti processuali dell’adesione alla rottamazione-quater.
La rottamazione-quater si applica anche ai contributi professionali
La Cassazione chiarisce innanzitutto che la disciplina in esame può trovare applicazione anche ai debiti di natura non tributaria.
Nel caso concreto si trattava di contributi previdenziali dovuti da un professionista alla relativa Cassa.
Sul punto la Corte richiama espressamente quanto già affermato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 5889/2026, confermando dunque l’applicabilità della disciplina della definizione agevolata anche a questa tipologia di debiti.
Il profilo più significativo dell’ordinanza riguarda però il momento in cui l’adesione alla rottamazione produce effetti sul processo pendente.
Per l’estinzione del giudizio basta il pagamento della prima rata
La Corte richiama l’art. 12-bis del decreto-legge n. 84 del 2025, convertito nella legge n. 108/2025, qualificato come norma di interpretazione autentica.
In base a tale disposizione, ai soli fini dell’estinzione dei giudizi aventi a oggetto debiti compresi nella dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, l’effettivo perfezionamento della definizione si realizza con il versamento della prima o unica rata delle somme dovute.
Si tratta di una precisazione particolarmente importante.
Non occorre infatti attendere il pagamento di tutte le rate previste dal piano di definizione agevolata perché il giudizio possa essere dichiarato estinto.
Il principio vale però specificamente sul piano processuale: la stessa Cassazione precisa che la regola opera “ai soli fini dell’estinzione dei giudizi”.
In altre parole, il versamento della prima rata consente di produrre l’effetto estintivo sul processo quando ricorrono le condizioni indicate dalla legge, senza che sia necessario attendere la conclusione dell’intero piano di pagamento.
Quali documenti servono per ottenere l’estinzione
L’estinzione del giudizio può essere dichiarata dal giudice anche d’ufficio, purché siano prodotti i documenti richiesti.
Secondo quanto riportato dalla Cassazione, devono essere presentati:
- la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata;
- la comunicazione di ammissione e determinazione delle somme dovute da parte dell’agente della riscossione;
- la documentazione che dimostri il versamento della prima o unica rata.
La documentazione può essere presentata dal debitore, dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione quando sia parte del giudizio oppure, in sua assenza, dall’ente impositore.
Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, la ricorrente aveva prodotto non soltanto le istanze relative alla definizione agevolata e l’adesione dell’ente, ma anche la prova del versamento delle prime due rate.
Sussistevano pertanto i presupposti per dichiarare l’estinzione del procedimento.
Estinzione del giudizio e cessazione della materia del contendere: la distinzione
L’ordinanza contiene anche una precisazione processuale rilevante.
La contribuente aveva chiesto alla Corte di pronunciare una sentenza di cessazione della materia del contendere.
La Cassazione esclude però questa possibilità, rilevando la mancanza della prova della definizione di tutti i carichi.
Per questa ragione la Corte non pronuncia la cessazione della materia del contendere, ma dichiara invece d’ufficio l’estinzione del giudizio in applicazione della disciplina speciale della definizione agevolata.
La distinzione è significativa: l’estinzione deriva direttamente dal meccanismo previsto dalla normativa sulla rottamazione, mentre una pronuncia che accerti la cessazione della materia del contendere avrebbe richiesto la prova della definitiva eliminazione dell’interesse delle parti alla decisione su tutti i carichi oggetto della controversia.
La decisione della Cassazione
Alla luce della documentazione prodotta e dei principi già affermati dalle Sezioni Unite, la Corte dichiara quindi estinto il giudizio.
Le spese rimangono definitivamente a carico delle parti che le hanno anticipate, mentre le somme versate dalle parti a qualsiasi titolo sono dichiarate definitivamente acquisite e irripetibili.
La Cassazione non entra quindi nel merito delle ulteriori contestazioni formulate nel ricorso, comprese quelle relative alle modalità di notificazione delle cartelle.
Il principio che emerge dall’ordinanza
L’ordinanza n. 25185/2026 conferma dunque due indicazioni di particolare rilievo.
Da un lato, la disciplina della rottamazione-quater può riguardare anche debiti di natura non tributaria, compresi i contributi previdenziali professionali.
Dall’altro, ai fini dell’estinzione di un giudizio pendente relativo ai carichi ricompresi nella definizione agevolata, non occorre attendere il pagamento dell’intero debito rateizzato: il perfezionamento richiesto sul piano processuale si realizza già attraverso il pagamento della prima o unica rata, unitamente alla produzione della documentazione prescritta.
Una soluzione che consente quindi di anticipare gli effetti processuali dell’adesione alla definizione agevolata rispetto al completamento del piano di pagamento, ferma restando la specifica finalità processuale attribuita dalla legge a tale meccanismo.











