Congedo parentale straordinario 2020: come funziona

in Giuricivile, 2020, 3 (ISSN 2532-201X)

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Il congedo parentale straordinario 2020 consiste in un periodo di astensione facoltativa dal lavoro spettante, in via del tutto eccezionale, ai genitori lavoratori ai sensi del Decreto-legge “Cura Italia” per un periodo massimo di 15 giorni da ripartire tra i due genitori in questo periodo di emergenza epidemiologica da COVID-19.

La ratio della norma è evidente: consentire ai genitori di prendersi cura dei figli, a casa da soli a causa della chiusura della scuola. 

Con il decreto “Cura Italia”, definito dal premier Conte “una manovra poderosa”, sono state introdotte infatti una serie di misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie tra le quali merita di essere ricordato in particolare il nuovo congedo parentale introdotto dall’art. 23 del citato decreto.

Esso tuttavia non va confuso con il congedo parentale ordinario ex art. 32 del decreto legislativo n.151 del 26 marzo 2001: trattasi infatti di due istituti completamente diversi.

Congedo parentale straordinario: cos’è e come funziona

Il congedo straordinario 2020 è una nuova ed eccezionale misura messa a punto dall’Esecutivo a seguito dei provvedimenti di sospensione delle attività didattiche di ogni ordine e grado adottati con il DPCM del 4 marzo u.s.

A seguito della chiusura delle scuole disposta dal Governo fino al 3 aprile (salvo ulteriori proroghe) molti genitori lavoratori sono stati costretti ad assentarsi dal posto di lavoro per poter accudire i propri figli e a dover ricorrere alle ferie oppure al congedo parentale ordinario (la cd ex astensione facoltativa) con non pochi disagi.

L’art. 23 del decreto Cura Italia, al fine di fronteggiare tale emergenza, ha previsto per i genitori lavoratori con figli di età non superiore a 12 anni la possibilità di beneficiare di un congedo straordinario per un periodo massimo di 15 giorni.

Tale periodo può essere fruito in via continuativa oppure in modo frazionato da entrambi i genitori.

La norma ha efficacia retroattiva in quanto il congedo può essere chiesto dal 5 marzo, data di chiusura delle scuole.

Se nel frattempo il lavoratore ha chiesto ed ottenuto il congedo parentale ordinario, il decreto Cura Italia prevede la sua automatica conversione con il nuovo congedo ex art.23 del citato decreto che prevede condizioni più favorevoli per il lavoratore come si avrà modo di precisare nel prosieguo della trattazione.

Congedo parentale straordinario: a chi spetta

Possono beneficiare del congedo in esame tutti i genitori con un impiego pubblico o privato, i collaboratori ed anche i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata dell’INPS a condizione che l’altro genitore lavori e non sia disoccupato, oppure senza lavoro, e che non benefici di altra misura di sostegno del reddito.

Il congedo in esame non spetta dunque nel caso in cui l’altro genitore usufruisca ad esempio del reddito di cittadinanza, la cassa integrazione o la NASPI.

Come infatti precisato dall’INPS sul proprio sito i genitori devono essere “in costanza di rapporto di lavoro”.

Se il rapporto di lavoro cessa durante il periodo di congedo il lavoratore, pertanto, non ha più diritto a congedo straordinario e alla relativa indennità dalla data di interruzione del rapporto di lavoro (si pensi al caso di contratto a termine)

Esso spetta dunque solo in caso di effettiva e reale esigenza di assentarsi dal lavoro per poter accudire i figli di età non superiore a 12 anni.

In caso di figli con disabilità accertata tale limite di età non si applica: dunque i genitori, in tal caso, possono usufruire di tale misura anche qualora il figlio abbia un età superiore a 12 anni.

Per il congedo in esame è prevista la corresponsione, per i dipendenti, di un’indennità pari al 50% della retribuzione oppure, nel caso dei collaboratori, di un’indennità pari al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge.

La disciplina di tale congedo straordinario è dunque più favorevole per il lavoratore rispetto al congedo parentale ordinario previsto dall’art.32 del Testo Unico delle disposizioni in materia di tutela e sostegno della maternità (dlgs n.151/2001) che consente ai genitori di assentarsi facoltativamente dal lavoro nei primi anni di vita del bambino.

In caso di congedo parentale ordinario è prevista la corresponsione di un’indennità più bassa per il lavoratore, pari al 30% della retribuzione media giornaliera, calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo, entro i primi 6 anni di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento per un massimo di 6 mesi.

Nel caso di bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni l’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera spetta solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione ed entrambi i genitori non ne abbiamo fruito nei primi 6 anni.

Nessuna indennità è invece riconosciuta dagli 8 ai 12 anni di età del bambino.

Senza considerare che in caso di congedo straordinario spetta il riconoscimento al dipendente o al collaboratore della contribuzione previdenziale figurativa a differenza di quanto avviene in caso di congedo ordinario senza retribuzione.

Ma vi è di più. Il decreto “Cura Italia” prevede inoltre che il periodo di congedo straordinario usufruito dai genitori in questo periodo emergenziale non sarà conteggiato nel limite massino di 6 mesi previsto per il congedo parentale ordinario.

Giova infine annotare che possono usufruire del congedo straordinario 2020 anche i genitori lavoratori con figli di età compresa tra i 12 e i 16: in tal caso, tuttavia, non spetta né l’indennità né la contribuzione figurativa.    

Non possono far ricorso al congedo straordinario 2020, per evidenti ragioni, né i lavoratori domestici né i lavoratori a domicilio.

Il congedo 2020 invece deve essere riconosciuto anche ai genitori adottivi o affidatari.

Per quanto riguarda invece i genitori separati l’attuale Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha precisato che possono chiedere il congedo entrambi i genitori separati regolandosi tra di loro in funzione dei giorni.

L’INPS con il messaggio n. 1281 del 20 marzo us, presente sul proprio sito, ha precisato che il congedo è già attivo e che per usufruire del congedo straordinario è necessario seguire le regole già fissate per i congedo ordinario.

Congedo parentale straordinario: come richiederlo

I lavoratori dipendenti possono già presentare la domanda seguendo la procedura telematica presente sul sito dell’Istituto mentre invece i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata dovranno avere pazienza ed attendere ancora un po’.

Si attende a giorni la circolare tecnico-applicativa dell’INPS per ulteriori istruzioni operative in materia.

Giova rammentare che, in alternativa al permesso parentale straordinario, il decreto “Cura Italia” ha previsto la possibilità per i genitori di poter beneficiare dei voucher baby-sitter dell’importo di 600 euro e 1000 euro per gli operatori sociali e ricercatori.

Resta salva la possibilità per i genitori di optare per lo smart working al fine di fronteggiare l’emergenza coronavirus e al tempo stesso conciliare lavoro e famiglia in questo periodo di chiusura delle scuole.

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