
Nel panorama della formazione giuridica contemporanea, sempre più orientato all’integrazione tra competenze tradizionali e strumenti digitali, il corso “Come usare più AI insieme senza perdere contesto” si inserisce come un percorso avanzato e altamente operativo. Promosso da Maggioli AI Lab, in collaborazione con Boosha AI e Futura Law Firm, il programma si rivolge a professionisti legali che hanno già acquisito familiarità con l’intelligenza artificiale generativa e intendono compiere un salto di qualità verso un utilizzo strutturato e consapevole (CLICCA QUI PER ISCRIVERTI).
Punti di forza del corso
Il principale elemento distintivo del corso risiede nell’approccio non tool-centrico, ma orientato alla costruzione di un vero e proprio workflow integrato. Non si tratta di imparare a utilizzare singole piattaforme, bensì di comprendere come orchestrare strumenti diversi — da ChatGPT a Claude, da Perplexity a NotebookLM — in modo coerente e funzionale alle esigenze professionali.
Particolarmente apprezzabile è la struttura modulare, che accompagna il partecipante lungo un percorso progressivo: dalla comprensione delle differenze tra AI generativa, conversazionale e agentica, fino all’implementazione di sistemi complessi di automazione documentale e monitoraggio normativo.
Altro punto di forza è la forte componente laboratoriale. Ogni sessione prevede esercitazioni pratiche, demo a schermo e attività guidate su casi reali, con la possibilità di lavorare su situazioni professionali concrete (opportunamente anonimizzate). Ciò consente un apprendimento immediatamente trasferibile nella pratica quotidiana.
Infine, il corso si distingue per l’attenzione ai profili di compliance normativa, con un modulo dedicato all’AI Act e alla normativa nazionale, che affronta in modo operativo i limiti e le responsabilità connesse all’uso dell’AI nel contesto professionale.
Perché frequentarlo?
Il valore del corso emerge soprattutto nella capacità di colmare un gap sempre più evidente: quello tra l’uso occasionale degli strumenti di AI e la loro integrazione sistematica nei processi di studio.
Molti professionisti utilizzano già soluzioni come ChatGPT o altri tool, ma spesso in modo isolato e non strutturato. Questo percorso consente invece di acquisire un metodo, imparando a:
- scegliere lo strumento più adatto per ogni fase del lavoro;
- trasferire correttamente il contesto da un tool all’altro;
- costruire flussi operativi replicabili e scalabili.
In altri termini, il corso non insegna “a usare l’AI”, ma a lavorare con l’AI, trasformandola in un vero alleato operativo.
Chi dovrebbe frequentarlo?
Il corso è rivolto principalmente a avvocati, consulenti legali e professionisti del diritto che abbiano già una conoscenza di base degli strumenti di intelligenza artificiale generativa.
È particolarmente indicato per:
- chi utilizza già AI ma in modo non strutturato;
- chi vuole ottimizzare i processi documentali (contratti, pareri, due diligence);
- chi intende implementare sistemi di aggiornamento normativo automatizzato;
- chi è sensibile ai profili di responsabilità e compliance nell’uso dell’AI.
Non è invece un corso introduttivo: richiede una minima familiarità con strumenti come ChatGPT, che costituisce il prerequisito per affrontare efficacemente i contenuti più avanzati.
Conclusioni
“Come usare più AI insieme senza perdere contesto” rappresenta un percorso formativo coerente con le esigenze evolutive della professione legale. Il valore del corso non risiede tanto nell’illustrazione delle potenzialità dei singoli strumenti, quanto nella capacità di fornire un metodo operativo, immediatamente applicabile.
In un contesto in cui l’intelligenza artificiale è destinata a incidere sempre più profondamente sull’organizzazione del lavoro giuridico, iniziative di questo tipo appaiono non solo utili, ma necessarie per chi intenda mantenere un approccio competitivo e consapevole (PUOI ISCRIVERTI CLICCANDO QUI).










