
L’asportazione dello stomaco conseguente a un intervento medico errato, per quanto grave, non comporta automaticamente il risarcimento per perdita della capacità lavorativa specifica. Con la sentenza n. 1757 del 30 giugno 2026, la Corte d’Appello di Bologna ha chiarito che occorre dimostrare un concreto nesso causale tra la menomazione subita e l’effettiva riduzione della capacità di svolgere l’attività professionale del danneggiato (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione). Il “Manuale pratico operativo della responsabilità medica”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon, esamina la materia della responsabilità medica alla luce dei recenti apporti regolamentari.
Manuale pratico operativo della responsabilità medica
La quinta edizione del Manuale pratico operativo della responsabilità medica offre una guida aggiornata e sistematica per orientarsi nelle questioni più attuali della malpractice sanitaria, alla luce dell’entrata in vigore della Tabella Unica Nazionale per il risarcimento del danno non patrimoniale da macrolesioni e del decreto attuativo dell’art. 10 della Legge Gelli-Bianco sui requisiti minimi delle coperture assicurative.
Il volume affronta con taglio pratico-operativo i principali profili civilistici, processuali, assicurativi, penali e contabili della responsabilità medica, fornendo al professionista un quadro completo per gestire correttamente casi complessi, controversie risarcitorie e questioni applicative legate alla prova, al nesso di causalità, alla perdita di chance e alla liquidazione dei danni.
Particolare attenzione è dedicata alle novità normative e giurisprudenziali più recenti, con approfondimenti su consenso informato, autodeterminazione del paziente, mediazione, tentativo obbligatorio di conciliazione, azione diretta, responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.
Punti di forza
- Analisi aggiornata alla Tabella Unica Nazionale introdotta dal d.P.R. n. 12/2025 per il risarcimento dei danni da macrolesioni.
- Approfondimento sul decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco in materia di requisiti minimi delle polizze assicurative per strutture sanitarie e professionisti.
- Trattazione completa delle principali questioni della malpractice medica: consenso informato, nesso causale, perdita di chance, danni risarcibili e onere della prova.
- Focus operativo sugli aspetti processuali, sulla mediazione e sul tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 696-bis c.p.c.
- Esame dei profili penali della responsabilità sanitaria, delle linee guida, della colpa medica e delle più recenti questioni giurisprudenziali.
- Approfondimento su responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.
- Struttura chiara e sistematica, pensata per supportare il professionista nella valutazione dei casi e nella gestione del contenzioso.
Perché acquistarlo
In un contesto in rapida evoluzione, segnato dall’applicazione della Tabella Unica Nazionale e dall’adeguamento delle coperture assicurative sanitarie, disporre di un quadro aggiornato è essenziale per evitare errori interpretativi e affrontare con sicurezza le controversie in materia di responsabilità medica.
Questo volume consente di accedere in un’unica opera a normativa, orientamenti giurisprudenziali e soluzioni operative, offrendo un supporto immediatamente utilizzabile nello studio, nella consulenza e nel contenzioso.
Acquista ora il volume e resta aggiornato sulle novità che incidono concretamente sulla responsabilità sanitaria, sulla liquidazione del danno e sulla gestione del rischio assicurativo.
Leggi descrizione
Francesco Angelini, Francesco Barucco, Bruno Tassone, 2026, Maggioli Editore
61.00 €
57.95 €
Manuale pratico operativo della responsabilità medica
La quinta edizione del Manuale pratico operativo della responsabilità medica offre una guida aggiornata e sistematica per orientarsi nelle questioni più attuali della malpractice sanitaria, alla luce dell’entrata in vigore della Tabella Unica Nazionale per il risarcimento del danno non patrimoniale da macrolesioni e del decreto attuativo dell’art. 10 della Legge Gelli-Bianco sui requisiti minimi delle coperture assicurative.
Il volume affronta con taglio pratico-operativo i principali profili civilistici, processuali, assicurativi, penali e contabili della responsabilità medica, fornendo al professionista un quadro completo per gestire correttamente casi complessi, controversie risarcitorie e questioni applicative legate alla prova, al nesso di causalità, alla perdita di chance e alla liquidazione dei danni.
Particolare attenzione è dedicata alle novità normative e giurisprudenziali più recenti, con approfondimenti su consenso informato, autodeterminazione del paziente, mediazione, tentativo obbligatorio di conciliazione, azione diretta, responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.
Punti di forza
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- Trattazione completa delle principali questioni della malpractice medica: consenso informato, nesso causale, perdita di chance, danni risarcibili e onere della prova.
- Focus operativo sugli aspetti processuali, sulla mediazione e sul tentativo obbligatorio di conciliazione ex art. 696-bis c.p.c.
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- Approfondimento su responsabilità dello specializzando e danno erariale nel comparto sanitario.
- Struttura chiara e sistematica, pensata per supportare il professionista nella valutazione dei casi e nella gestione del contenzioso.
Perché acquistarlo
In un contesto in rapida evoluzione, segnato dall’applicazione della Tabella Unica Nazionale e dall’adeguamento delle coperture assicurative sanitarie, disporre di un quadro aggiornato è essenziale per evitare errori interpretativi e affrontare con sicurezza le controversie in materia di responsabilità medica.
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Gastrectomia senza adeguate indicazioni cliniche: il caso
Un signore si sottoponeva ad un intervento di gastrectomia totale presso una struttura sanitaria bolognese a seguito del quale il paziente subiva una totale asportazione dello stomaco.
Ritenendo che l’asportazione fosse imputabile al medico che aveva eseguito l’intervento chirurgico e alla sua equipe sanitaria, in quanto i sanitari non avevano agito nel rispetto delle linee guida e della buona pratiche nell’esecuzione dell’intervento chirurgico di gastrectomia, il paziente si rivolgeva al Tribunale di Bologna, chiedendo la condanna del medico capo equipe e della struttura sanitaria dove era stato eseguito l’intervento al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.
Il Tribunale di Bologna accoglieva la domanda risarcitoria formulata dal paziente, ritenendo sussistente una responsabilità dei medici e della struttura sanitaria, in quanto l’intervento era stato eseguito senza adeguate e sufficienti indicazioni cliniche ed aveva pertanto condotto all’asportazione di un organo sano (lo stomaco) e ad una conseguente menomazione anatomica.
Conseguentemente, il giudice di primo grado condannava la struttura sanitaria e il medico al pagamento a favore del paziente dell’importo di €. 424.000 circa a titolo di danno patrimoniale.
Tuttavia, il Tribunale escludeva il risarcimento del danno da perdita della capacità lavorativa specifica a favore del paziente, in considerazione del fatto che le menomazioni permanenti subite (cioè l’asportazione dello stomaco) non incidono sulla sua capacità di eseguire i lavori per i quali il paziente si era formato.
Nel decidere sul mancato riconoscimento del danno da perdita della capacità lavorativa specifica, il Tribunale aveva quindi ritenuto irrilevante il fatto che l’INPS, a seguito di un giudizio dinanzi al Tribunale di Avellino, aveva riconosciuto a favore del paziente un’invalidità civile pari al 100% nonché il fatto che il paziente era stato licenziato dal proprio datore di lavoro.
Il paziente aveva quindi promosso appello avverso la suddetta decisione del tribunale di Bologna, impugnandola nella parte in cui aveva rigettato la domanda al risarcimento del danno da perdita della capacità lavorativa specifica.
Invalidità al 100% e licenziamento alla base dell’appello
L’appellante ha ritenuto che la decisione del tribunale fosse errata per non aver riconosciuto la riduzione della capacità lavorativa del paziente su tre distinti aspetti.
In primo luogo, sul fatto che il giudice di primo grado avesse basato la propria decisione su una perizia effettuata da un medico non specialista del lavoro.
In secondo luogo, sul fatto che il giudice di primo grado non avesse tenuto in considerazione l’accertamento che il Tribunale di Avellino aveva già compiuto circa un’invalidità civile pari al 100% a carico del paziente.
Infine, sul fatto che il giudice non aveva valorizzato il licenziamento subito dal paziente, che avrebbe dimostrato la sua impossibilità di lavorare.











