
La Cassazione, con la sentenza n. 11378/2026 (puoi leggerla cliccando qui), è tornata sui criteri di valutazione del trasferimento del genitore collocatario in un’altra città, ribadendo che il giudice deve operare un bilanciamento tra il diritto alla bigenitorialità e il superiore interesse del minore, senza attribuire rilievo decisivo alle ragioni personali del genitore richiedente.
Consiglio: per approfondimenti in materia, segnaliamo il volume “Il nuovo processo di famiglia”, a cura di Michele Angelo Lupoi, e acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.
Il nuovo processo di famiglia
La riforma del processo di famiglia ad opera della c.d. riforma Cartabia ha profondamente trasformato il modo di tutelare i diritti delle persone e le relazioni familiari, in particolare in occasione di crisi matrimoniali e genitoriali. Questo volume offre agli avvocati e a tutti gli operatori del settore uno strumento completo e operativo per orientarsi nell’attuale quadro normativo e procedurale.
Dalle caratteristiche e dalla struttura del c.d. “rito unitario” alle impugnazioni dei provvedimenti provvisori e definitivi, fino alle fasi esecutive, l’opera analizza in modo chiaro e aggiornato ogni passaggio del processo di famiglia, integrando riferimenti normativi, orientamenti giurisprudenziali e indicazioni di prassi, senza perdere di vista le più autorevoli espressioni della dottrina.
L’analisi si sviluppa dai presupposti del processo (giurisdizione e competenza) per giungere sino al riconoscimento e all’esecuzione dei provvedimenti stranieri nel nostro paese (un profilo di sempre maggiore rilevanza nell’esperienza pratica). Notevole attenzione è dedicata ai profili difensivi, al contenuto degli atti e alle strategie processuali, con l’approfondimento delle criticità operative emerse dopo la riforma Cartabia.
Un testo pensato per chi, nella pratica quotidiana, cerca risposte argomentate alle questioni più rilevanti in materia.
Michele Angelo Lupoi
Avvocato del Foro di Bologna e Professore ordinario di diritto processuale civile dell’Università di Bologna, ove insegna diritto processuale civile e altre materie collegate, tra cui un Laboratorio per la gestione dei conflitti familiari.
Direttore della Summer School organizzata dall’Università di Bologna a Ravenna su Cross-border litigation and international arbitration. Partecipa a numerosi convegni e seminari in Italia e all’estero in qualità di relatore. Fa parte del Comitato editoriale della Rivista trimestrale di diritto e procedura civile ed è editor dell’International Journal of Procedural Law. Responsabile della sezione dell’Emilia Romagna della Camera degli avvocati internazionalisti, ha pubblicato monografie, articoli e saggi in materia di diritto di famiglia, diritto processuale civile, diritto internazionale processuale.
Leggi descrizione
Michele Angelo Lupoi, 2025, Maggioli Editore
84.00 €
79.80 €
Il nuovo processo di famiglia
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Michele Angelo Lupoi
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Direttore della Summer School organizzata dall’Università di Bologna a Ravenna su Cross-border litigation and international arbitration. Partecipa a numerosi convegni e seminari in Italia e all’estero in qualità di relatore. Fa parte del Comitato editoriale della Rivista trimestrale di diritto e procedura civile ed è editor dell’International Journal of Procedural Law. Responsabile della sezione dell’Emilia Romagna della Camera degli avvocati internazionalisti, ha pubblicato monografie, articoli e saggi in materia di diritto di famiglia, diritto processuale civile, diritto internazionale processuale.
Analisi del caso
La vicenda traeva origine da un giudizio di divorzio nel quale, in presenza di affidamento condiviso dei figli minori, la madre chiedeva di essere autorizzata a trasferire la propria residenza in altra città, distante circa 850 km, unitamente ai figli, per motivi di lavoro.
Il Tribunale accoglieva la richiesta senza modificare il regime di affidamento. Il padre proponeva reclamo, che veniva rigettato. Successivamente, la Corte di Cassazione interveniva cassando la decisione per carenza di adeguata valutazione dell’impatto della distanza sul diritto alla bigenitorialità.
In sede di rinvio, la Corte d’appello, sulla base di nuovi accertamenti istruttori e di una relazione dei servizi sociali, riteneva che i minori si fossero ben inseriti nel nuovo contesto e confermava il trasferimento, prevedendo misure di frequentazione idonee a garantire il rapporto con il padre.
Avverso tale decisione il padre proponeva nuovo ricorso per cassazione.
Consiglio: il volume “Il ricorso per cassazione e il giudizio di legittimità”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, rappresenta la guida più completa e aggiornata al giudizio di Cassazione dopo la riforma Cartabia.
Il ricorso per cassazione e il giudizio di legittimità
Prime applicazioni dopo la riforma Cartabia e il decreto correttivo
La guida più completa e aggiornata al giudizio di Cassazione dopo la riforma Cartabia.
La riforma Cartabia e il decreto correttivo hanno trasformato in profondità il giudizio di legittimità, incidendo su funzioni, strumenti e tecniche difensive davanti alla Corte di Cassazione.
Questo volume di 634 pagine, curato da Alessandro Fabbi e Bruno Tassone, offre un’analisi sistematica e operativa delle nuove regole, con particolare attenzione alle prime applicazioni giurisprudenziali.
Un’opera corale, realizzata da consiglieri di Cassazione, professori universitari e avvocati cassazionisti, pensata per chi opera quotidianamente nel contenzioso di ultima istanza.
A chi è rivolto
- Avvocati e cassazionisti
- Magistrati
- Studiosi e ricercatori di diritto processuale civile
- Professionisti che si confrontano con il giudizio di legittimità
Cosa trovi nel volume
- Il rinvio pregiudiziale alla Cassazione (art. 363-bis c.p.c.)
- I motivi di ricorso e la loro corretta impostazione
- I regolamenti di giurisdizione e di competenza
- Il ricorso straordinario in Cassazione
- Il ricorso per motivi di giurisdizione ex art. 111, co. 8, Cost.
- La revocazione per contrarietà alla CEDU
- Il nuovo procedimento davanti alla Corte di Cassazione
- Il procedimento per la decisione accelerata
- Focus dedicati ai ricorsi in materia tributaria e lavoristica
Quali problemi risolve
- Comprendere come è cambiato davvero il giudizio di Cassazione dopo la riforma
- Applicare correttamente le nuove norme processuali alla pratica quotidiana
- Ridurre il rischio di inammissibilità e improcedibilità del ricorso
- Orientarsi tra novità legislative e giurisprudenza consolidata
Perché è un volume unico
- Analizza sia gli istituti tradizionali sia le innovazioni più recenti
- Approccio pratico-operativo, senza rinunciare al rigore scientifico
- Costante confronto tra normativa, giurisprudenza pregressa e prime applicazioni
- Aggiornato al D.Lgs. 31 ottobre 2024, n. 164 (correttivo Cartabia)
Dati essenziali
- Pagine: 634
- Curatori: Alessandro Fabbi – Bruno Tassone
- Editore: Maggioli Editore
Il riferimento indispensabile per affrontare il giudizio di Cassazione dopo la riforma Cartabia.
Acquistalo ora e lavora con uno strumento davvero allineato alla prassi attuale della Suprema Corte.
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Alessandro Fabbi e Bruno Tassone , 2026, Maggioli Editore
61.00 €
57.95 €
Il ricorso per cassazione e il giudizio di legittimità
Prime applicazioni dopo la riforma Cartabia e il decreto correttivo
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- Editore: Maggioli Editore
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Trasferimento e bilanciamento degli interessi
La Corte ha ribadito che, nei casi di trasferimento del genitore collocatario, il giudice di merito è chiamato a svolgere una valutazione complessa, che tenga conto di una pluralità di interessi tra loro potenzialmente confliggenti.
In particolare, il diritto del minore a mantenere rapporti equilibrati con entrambi i genitori deve essere bilanciato con:
- il diritto del genitore a stabilire liberamente la propria residenza;
- l’interesse del genitore non collocatario a mantenere una relazione significativa con i figli.
In questo quadro, il parametro decisivo resta il superiore interesse del minore, che costituisce il criterio guida dell’intero giudizio.
Libertà di trasferimento e idoneità genitoriale
Un passaggio centrale della decisione riguarda la posizione del genitore che intende trasferirsi.
La Suprema Corte ha chiarito che il trasferimento della residenza, anche a notevole distanza, non incide di per sé sull’idoneità genitoriale né sul collocamento dei figli. Tale scelta rientra infatti nella sfera dei diritti fondamentali della persona, costituzionalmente garantiti.
Ne consegue che il giudice non è chiamato a sindacare le ragioni personali del trasferimento, se non nei limiti in cui queste incidano concretamente sull’interesse dei minori. Il focus dell’indagine deve quindi spostarsi dagli intenti del genitore agli effetti della decisione sui figli.
Bigenitorialità in chiave funzionale
La Corte ha ribadito un principio ormai consolidato: la bigenitorialità non si realizza attraverso una ripartizione aritmetica dei tempi di permanenza presso ciascun genitore.
Essa deve essere intesa in senso funzionale, come possibilità per entrambi i genitori di partecipare in modo effettivo alla crescita del figlio e di mantenere con lui una relazione significativa.
In questa prospettiva, anche una riduzione della frequentazione quotidiana, dovuta alla distanza geografica, può essere compatibile con il principio di bigenitorialità, purché siano previste modalità di incontro adeguate, quali periodi più lunghi e continuativi.
E le circostanze sopravvenute?
La sentenza valorizza in modo significativo le circostanze sopravvenute.
In sede di rinvio, la Corte d’appello aveva fondato la propria decisione sull’accertamento dell’attuale condizione dei minori, rilevando il loro positivo inserimento nel nuovo contesto scolastico e sociale e l’assenza di pregiudizi nel rapporto con il padre.
La Cassazione ha ritenuto tale valutazione conforme ai principi di diritto, evidenziando che, in materia di responsabilità genitoriale, il giudizio deve essere ancorato alla situazione concreta e attuale del minore, anche alla luce degli sviluppi intervenuti nel corso del procedimento.
Esito della decisione e principio ricavabile
Le censure del ricorrente sono state ritenute in larga parte inammissibili, in quanto dirette a sollecitare una rivalutazione del merito.
La Corte ha osservato che la decisione impugnata era sorretta da una motivazione logica e coerente, fondata su elementi fattuali adeguatamente esaminati, e che le doglianze si concentravano su profili non decisivi, quali le ragioni personali del trasferimento o valutazioni alternative delle risultanze istruttorie. Il Collegio ha rigettato il ricorso.
In conclusione, quindi, possiamo dire che il trasferimento di residenza del genitore collocatario, anche a notevole distanza, non incide di per sé sull’idoneità genitoriale né viola automaticamente il principio di bigenitorialità, dovendo il giudice operare un bilanciamento tra i diritti dei genitori e il superiore interesse del minore, valutato in concreto alla luce delle condizioni attuali e delle modalità di mantenimento di un rapporto effettivo e significativo con entrambi i genitori.











