Hackathon Giuristi AI – Il corso della settimana

L’intelligenza artificiale per avvocati e giuristi sta entrando rapidamente negli studi professionali. Il problema, però, non è più soltanto capire come utilizzare ChatGPT o scrivere un buon prompt.

La domanda più interessante oggi è un’altra: come si trasforma l’AI in uno strumento costruito intorno al proprio lavoro?

Come si può, ad esempio, creare un assistente che aiuti nella revisione di un contratto? Oppure un workflow per analizzare un fascicolo, confrontare fonti, preparare una DPIA o gestire attività ripetitive dello studio?

È da questa impostazione che nasce Hackathon Giuristi AI – Otto ore per costruire, in squadra, il tuo primo assistente AI.

Una giornata di lavoro in presenza a Milano. Non il classico corso frontale, ma un laboratorio nel quale i partecipanti lavorano in gruppo con un obiettivo concreto: costruire un agente di intelligenza artificiale e automazioni applicabili a uno studio o a un ufficio legale (CLICCA QUI PER ISCRIVERTI).

A guidare il lavoro saranno Andrea Fantucchio e Giovanna Panucci. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con le community Giuristi AI, Gladiatori digitali e IA per tutti.

Non solo prompt: l’obiettivo è costruire qualcosa che possa servire davvero

È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’Hackathon Giuristi AI.

Negli ultimi anni l’offerta formativa sull’intelligenza artificiale si è moltiplicata. Molti professionisti hanno ormai sperimentato ChatGPT o altri strumenti di AI generativa.

Il passaggio successivo è però più complesso.

Non basta ottenere una buona risposta una volta. Bisogna capire come inserire l’AI dentro un processo di lavoro, quali passaggi automatizzare e quali lasciare sotto il controllo diretto del professionista.

L’hackathon nasce proprio per lavorare su questo livello.

I partecipanti non assistono soltanto a una dimostrazione. Sono chiamati a individuare un problema, ragionare sul processo e costruire in squadra una possibile soluzione.

Andrea Fantucchio e Giovanna Panucci seguono i gruppi soprattutto nei passaggi più delicati. L’obiettivo è aiutare i partecipanti a mettere a fuoco il workflow e intervenire quando qualcosa non funziona.

Cosa può fare un assistente AI in uno studio legale?

La parte più concreta dell’iniziativa emerge dagli stessi casi di lavoro proposti.

Un gruppo potrebbe decidere, ad esempio, di sviluppare un sistema dedicato alla redazione o revisione di atti, pareri e contratti.

Ma le possibilità sono diverse.

Si può lavorare sull’analisi e sulla sintesi di fascicoli e allegati, oppure sulla ricerca e sul confronto tra fonti e orientamenti.

Altri casi possono riguardare privacy, DPIA e verifiche di compliance.

Ci sono poi attività più ripetitive. Solleciti, template, report e documentazione ricorrente possono diventare il punto di partenza per progettare un’automazione.

Non è previsto un unico esercizio uguale per tutti. Il caso concreto viene scelto tra quelli proposti dai partecipanti all’apertura dei lavori.

Ed è un dettaglio importante.

Permette di partire non da un esempio astratto, ma dai problemi che avvocati e professionisti incontrano realmente nel proprio lavoro.

Perché il formato hackathon è diverso da un normale corso sull’AI

Un hackathon è, per definizione, una sessione di lavoro con un tempo e un obiettivo precisi.

Qui il tempo è concentrato in otto ore.

La differenza rispetto a un corso tradizionale sta quindi soprattutto nell’approccio.

La formazione serve, ma viene immediatamente trasformata in sperimentazione.

Si prova. Si verifica il risultato. Si individua ciò che non funziona. Si modifica il processo.

Per chi ha già iniziato a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale, questo può rappresentare il passaggio più utile: andare oltre l’uso occasionale del chatbot e iniziare a ragionare per workflow, agenti e automazioni.

AI e avvocati: attenzione anche a privacy, errori e sicurezza

Utilizzare l’intelligenza artificiale nel lavoro legale non significa soltanto ottenere risultati più velocemente.

Un avvocato lavora con documenti, dati personali, informazioni riservate e contenuti che possono avere conseguenze importanti.

Per questo il programma dedica spazio anche alla sicurezza e alla compliance.

Tra i temi indicati ci sono privacy e accountability, ma anche i rischi più direttamente collegati ai sistemi di AI generativa.

In particolare, si lavorerà sui protocolli di difesa contro bias, allucinazioni e prompt injection.

È un aspetto rilevante perché sposta l’attenzione dal semplice “come faccio a ottenere questa risposta?” a una domanda molto più professionale:

come posso utilizzare questo strumento mantenendo controllo, verificabilità e sicurezza sul processo?

Il valore del lavoro in squadra

C’è poi una componente che difficilmente può essere replicata seguendo un corso registrato.

Il confronto con gli altri partecipanti.

L’hackathon riunisce professionisti che stanno affrontando problemi simili e che possono avere livelli diversi di esperienza nell’utilizzo dell’AI.

Questo consente di vedere come altri avvocati e giuristi stanno cercando di integrare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro.

L’iniziativa nasce inoltre dalla collaborazione con Giuristi AI, Gladiatori digitali e IA per tutti, community dedicate all’intelligenza artificiale generativa.

Il networking, in questo caso, non è quindi soltanto un momento collaterale dell’evento. Entra direttamente nel metodo di lavoro della giornata.

Un pomeriggio in più per partire dal proprio caso

Per chi vuole lavorare in maniera ancora più mirata è prevista anche una formula su due giornate, 13 + 14 novembre.

Il pomeriggio precedente l’hackathon è dedicato a un incontro ristretto con Andrea Fantucchio e Giovanna Panucci.

Qui l’impostazione cambia ancora.

I partecipanti possono portare un proprio progetto, un tentativo già avviato o un dubbio concreto legato alla loro attività.

L’obiettivo è confrontarsi direttamente con i docenti prima della giornata di lavoro.

Questa sessione è disponibile esclusivamente acquistando la formula 13 + 14 novembre.

E soprattutto è a numero chiuso: massimo 30 partecipanti.

Per chi ha già iniziato a sperimentare con l’AI e vuole capire come migliorare un proprio progetto, potrebbe essere proprio questa la parte più interessante dell’esperienza.

A chi può essere utile l’Hackathon Giuristi AI?

L’iniziativa appare particolarmente adatta a chi non vuole limitarsi a una conoscenza teorica dell’intelligenza artificiale.

Può essere interessante per avvocati, giuristi e professionisti degli uffici legali che vogliono capire come applicare concretamente l’AI alle proprie attività.

È indicata anche per chi utilizza già strumenti generativi, ma ha la sensazione di procedere ancora per tentativi.

L’hackathon permette infatti di affrontare una domanda diversa dal semplice utilizzo di un chatbot: quali parti del mio lavoro possono essere organizzate in un processo supportato dall’AI?

Può essere meno adatto, invece, a chi cerca esclusivamente lezioni teoriche da seguire passivamente.

Il formato richiede partecipazione. È necessario lavorare con gli altri, proporre soluzioni e sperimentare.

Non a caso, tra le indicazioni pratiche dell’evento c’è anche quella di portare con sé un PC portatile.

Dove si svolge l’evento

L’Hackathon Giuristi AI si svolge in presenza allo Starhotels Business Palace di Milano.

La struttura è vicina all’aeroporto di Linate e si trova a un minuto dalla fermata Porto di Mare della linea M3 della metropolitana.

È inoltre raggiungibile in circa dieci minuti dalla stazione ferroviaria di Milano Rogoredo.

La stessa sede ospita anche l’incontro a numero chiuso previsto il pomeriggio precedente per chi sceglie la formula 13 + 14 novembre.

Vale la pena partecipare?

Il punto di forza della proposta è abbastanza chiaro.

Chi partecipa non cerca soltanto di “imparare l’intelligenza artificiale”. Prova a trasformarla in uno strumento di lavoro costruito attorno a un problema concreto.

È una differenza importante.

Un prompt può risolvere una singola esigenza. Un workflow ben progettato può invece diventare parte del modo in cui uno studio gestisce un’attività ricorrente.

L’Hackathon Giuristi AI punta proprio su questo passaggio.

Otto ore per lavorare insieme ad altri professionisti, partire da casi reali e provare a costruire un primo assistente AI.

E, per chi sceglie la formula completa, un pomeriggio aggiuntivo per discutere direttamente il proprio progetto con Andrea Fantucchio e Giovanna Panucci.

Per chi sta cercando di capire come utilizzare davvero l’AI nello studio legale, più che limitarsi a parlarne, è una formula da prendere in considerazione.

L’Hackathon si svolge a Milano ed è possibile scegliere anche la formula 13 + 14 novembre, che comprende l’incontro del pomeriggio precedente. Quest’ultimo è riservato a un massimo di 30 partecipanti (CLICCA QUI PER ISCRIVERTI).

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