
La Riforma Cartabia ha modificato in profondità il processo civile, ma il quadro applicativo continua a evolvere per effetto dei successivi interventi correttivi e degli orientamenti della giurisprudenza. Per gli avvocati, quindi, non basta conoscere il dato normativo: occorre capire come le nuove regole stanno funzionando nella pratica e quali criticità stanno emergendo nei diversi momenti del giudizio.
È questo l’obiettivo del corso “Il processo civile dopo la Riforma Cartabia”, articolato in quattro incontri tra gennaio e febbraio 2027. Il percorso affronta alcuni dei nodi più rilevanti della giustizia civile riformata, dal rapporto tra rito ordinario e rito semplificato al processo di famiglia, dalle impugnazioni all’esecuzione forzata, con un taglio dichiaratamente operativo.
Un aggiornamento sul processo civile dopo i correttivi Cartabia
Il corso parte da un’esigenza molto concreta: ricostruire il funzionamento attuale del processo civile dopo gli ultimi interventi sulla Riforma Cartabia e alla luce delle più recenti interpretazioni giurisprudenziali.
Le quattro sessioni seguono idealmente il processo nelle sue diverse fasi. Si parte dall’introduzione della causa e dalle verifiche preliminari, si affrontano poi alcuni procedimenti caratterizzati da regole specifiche, come quello di famiglia, per arrivare al sistema delle impugnazioni e, infine, all’esecuzione forzata.
L’obiettivo non è quindi offrire una ricognizione generale della riforma, ma concentrare l’attenzione sui passaggi nei quali le nuove disposizioni hanno prodotto maggiori conseguenze operative.
Prima sessione: rito ordinario e rito semplificato
Il primo incontro, in programma il 29 gennaio 2027, è dedicato alla fase introduttiva del giudizio e al rapporto tra rito ordinario e rito semplificato di cognizione.
I docenti Marco Farina e Stefano Alberto Villata analizzeranno innanzitutto gli atti introduttivi, con particolare riferimento a contenuto, termini e principali questioni applicative. Spazio anche alle verifiche preliminari, alle memorie integrative e al nuovo assetto dell’art. 171-bis c.p.c.
Uno dei passaggi centrali riguarda proprio la scelta del rito e la possibilità di passare da un modello processuale all’altro. Verranno quindi esaminati i presupposti del rito semplificato e le modalità di coordinamento con il rito ordinario.
La sessione affronterà inoltre le ordinanze di accoglimento e di rigetto della domanda e le questioni operative relative alla fase decisoria e alla definizione del giudizio.
Processo di famiglia: il nodo dei provvedimenti urgenti e della tutela del minore
La seconda sessione, prevista per l’8 febbraio 2027, si concentra sul processo di famiglia, uno degli ambiti nei quali l’applicazione della riforma ha posto numerose questioni interpretative.
Con Michele Angelo Lupoi e Beatrice Ficcarelli verranno esaminate anzitutto le pronunce intervenute sulla fase iniziale del nuovo rito, con particolare attenzione ai provvedimenti indifferibili, ai provvedimenti provvisori e urgenti adottati in occasione della prima udienza e alla loro reclamabilità.
L’incontro approfondirà anche le possibili opzioni processuali successive alla prima udienza, le novità in materia istruttoria e il ruolo della CTU.
Una parte rilevante sarà dedicata inoltre alla tutela del minore: dal ruolo del curatore speciale alla figura del coordinatore genitoriale.
Completa il quadro il tema del cumulo tra separazione e divorzio, sia nel procedimento contenzioso sia in quello a domanda congiunta.
Appello e Cassazione dopo la Riforma Cartabia
La terza sessione, fissata per il 19 febbraio 2027, sposta l’attenzione sul sistema delle impugnazioni.
Marco Farina e Stefano Alberto Villata affronteranno innanzitutto i requisiti di specificità e chiarezza dei motivi di appello, insieme alle regole sulla costituzione, sulle modalità di trattazione e sulla decisione.
L’analisi si estenderà poi alle modifiche introdotte dal correttivo Cartabia e alle relative conseguenze interpretative e operative.
Particolare attenzione sarà riservata anche al giudizio di Cassazione. Tra i temi in programma figurano la sinteticità e specificità del ricorso, anche nel rapporto con il Protocollo Cassazione-CNF, il controricorso e il ricorso incidentale.
Uno dei profili più interessanti riguarda la proposta di definizione anticipata, il ruolo del magistrato designato e le possibili conseguenze sotto il profilo dell’art. 96 c.p.c.
Verranno inoltre esaminati il procedimento di decisione accelerata, le modifiche all’art. 380-bis c.p.c. e il rinvio pregiudiziale, con attenzione alle questioni emerse nella sua applicazione.
Esecuzione forzata: dalle ricerche telematiche al pignoramento presso terzi
Il ciclo si conclude il 26 febbraio 2027 con una sessione dedicata all’esecuzione forzata, affidata a Stefano Alberto Villata e Lucilla Galanti.
L’approccio sarà ancora una volta pratico, con un’analisi delle prime applicazioni della riforma rispetto agli istituti maggiormente utilizzati.
Si partirà dalla ricerca telematica dei beni da pignorare ex art. 492-bis c.p.c., per poi approfondire il processo esecutivo telematico.
Il programma comprende inoltre il pignoramento immobiliare e il pignoramento presso terzi, con un esame delle modifiche introdotte dal correttivo Cartabia e delle principali ricadute nella gestione delle procedure esecutive.
Il punto di forza: seguire il processo dalla fase introduttiva all’esecuzione
La struttura del corso consente di affrontare in modo coordinato diversi segmenti del processo civile che, nella pratica professionale, vengono spesso studiati separatamente.
Dalla scelta del rito alle verifiche preliminari, dalla disciplina dei procedimenti familiari alle impugnazioni, fino alla fase esecutiva, il percorso permette di ricostruire gli effetti della Riforma Cartabia lungo l’intero sviluppo della controversia.
Il valore aggiunto sta soprattutto nell’attenzione alle questioni applicative: non soltanto cosa prevede oggi il codice di procedura civile, ma come le disposizioni devono essere utilizzate concretamente e quali problemi stanno emergendo nella prassi e nella giurisprudenza.
A chi può essere utile
Il corso è rivolto in particolare agli avvocati che operano nel contenzioso civile e che hanno necessità di aggiornare le proprie modalità di lavoro dopo gli ultimi interventi sulla Riforma Cartabia.
Può risultare particolarmente utile a chi si occupa di contenzioso ordinario, diritto di famiglia, impugnazioni ed esecuzioni, ma anche a chi vuole ricostruire in maniera organica le principali trasformazioni intervenute nel processo civile.
La scelta di concentrare il programma su casi applicativi, problemi interpretativi e orientamenti giurisprudenziali rende il percorso adatto soprattutto a chi già conosce l’impianto generale della riforma e vuole comprendere come applicarlo oggi nella pratica professionale.










