
La recente proposta di legge che mira a vietare la macellazione degli equidi e a riconoscerli come animali d’affezione riporta al centro dell’attenzione il dibattito sullo status giuridico del cavallo nell’ordinamento italiano. L’analisi offerta prende le mosse da una sintetica ricostruzione storico-funzionale del ruolo del cavallo nella civiltà occidentale, per poi concentrarsi sulla graduale ridefinizione della categoria giuridica degli animali e sulle relative conseguenze sistemiche in termini di responsabilità e protezione.
Consiglio: il “Formulario commentato del nuovo processo civile”, di Lucilla Nigro, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon, offre un supporto utile per gestire ogni fase del contenzioso civile.
Formulario commentato del nuovo processo civile
Giunto all’VIII edizione, il Formulario commentato del nuovo processo civile rappresenta uno strumento operativo indispensabile per il professionista che deve affrontare il processo civile alla luce delle più recenti riforme.
Il volume è aggiornato al Decreto Giustizia (D.L. 117/2025, conv. in L. 148/2025) e ai correttivi Cartabia e mediazione, e tiene conto della giurisprudenza più recente e delle principali innovazioni in materia di rito, digitalizzazione e strumenti alternativi di risoluzione delle controversie.
L’opera raccoglie oltre 200 formule, ciascuna corredata da:
• riferimento normativo puntuale,
• commento operativo,
• indicazione dei termini e delle scadenze,
• preclusioni processuali,
• massime giurisprudenziali di riferimento.
Un supporto concreto per impostare correttamente la strategia difensiva e redigere atti completi, aggiornati e conformi alle nuove regole del processo civile.
Contenuti principali
Il formulario copre in modo sistematico tutte le fasi e i procedimenti del processo civile, tra cui:
• parti e difensori, mediazione e negoziazione assistita;
• giudizio di primo grado davanti al tribunale e al giudice di pace;
• appello, ricorso per Cassazione e altre impugnazioni;
• controversie di lavoro;
• precetto ed esecuzione, opposizioni all’esecuzione;
• procedimento di ingiunzione, sfratto e finita locazione;
• procedimenti cautelari e procedimento semplificato di cognizione;
• procedimenti possessori;
• separazione, divorzio e cumulo delle domande;
• arbitrato e trasferimento del contenzioso in sede arbitrale.
Punti di forza
• Aggiornamento normativo e giurisprudenziale costante
• Impostazione pratico-operativa, pensata per l’attività quotidiana dello studio
• Formulari commentati e immediatamente utilizzabili
• Schemi chiari per orientarsi tra riti, termini e adempimenti
• Formulario online personalizzabile, incluso con l’acquisto
Autrice
Lucilla Nigro
Autrice di formulari giuridici, unitamente al padre avv. Benito Nigro, dall’anno 1990. Avvocato cassazionista, Mediatore civile e Giudice ausiliario presso la Corte di Appello di Napoli, sino al dicembre 2022, è attualmente Giudice di pace in Agropoli.
Leggi descrizione
Lucilla Nigro, 2026, Apogeo Education - Maggioli Editore
94.00 €
89.30 €
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Il cavallo nella storia: strumento, alleato e simbolo
Nelle prime settimane di febbraio è stata presentata al Senato la proposta di legge A.C. 48 volta a vietare la macellazione degli equidi in Italia, riconoscendoli ufficialmente come animali d’affezione. Questo disegno di legge, promosso dalle deputate Susanna Cherchi, Luana Zanella e Michela Vittoria Brambilla, mira a classificare automaticamente tutti gli equini come “Non Dpa” (non destinati alla produzione alimentare) e introduce pene severe per chiunque allevi o commercializzi la loro carne.
Il cavallo ha rivestito un ruolo fondamentale nella storia e nella quotidianità dell’uomo, e la sua designazione come animale d’affezione rappresenta una significativa trasformazione culturale. Storicamente, l’uso del cavallo in ambito bellico risale agli Hyksos e al Medio Regno egiziano, dove i carri da guerra erano protagonisti negli scontri armati. Anche nell’antica Grecia e a Roma, i cavalli svolgevano un ruolo cruciale, garantendo mobilità e supporto strategico nei conflitti militari. Questo legame storico evidenzia il profondo valore culturale e simbolico del cavallo nel corso dei secoli.
Le grandi conquiste della storia sono indissolubilmente legate al ruolo del cavallo. La tradizione greca ci ha tramandato la figura leggendaria di Bucefalo, il destriero di Alessandro Magno, ma altrettanto celebri sono i nomi dei cavalli appartenuti a famosi imperatori romani, come Incitatus, il destriero dell’imperatore Caligola che nel racconto di Svetonio viene addirittura nominato senatore dal princeps (cfr. Cima, M. Il cavallo nel corso della storia).
Il cavallo si distingue per la sua utilità come mezzo di trasporto per messaggeri e viaggiatori lungo le principali arterie di comunicazione. Inoltre, esso riveste un ruolo fondamentale nella caccia, specialmente al cervo e alla lepre, un tema sottolineato anche dall’opera di Marziale e immortalato visivamente nei famosi mosaici della cosiddetta “Piccola Caccia” di Piazza Armerina.
Il cavallo nel contesto militare
Tuttavia, il contesto primario in cui il cavallo si afferma per tutte le civiltà antiche rimane quello militare. In tale ambito, Plinio ne esalta l’elevata intelligenza e le doti utili alle attività belliche. Al contrario, gli esemplari più anziani, ormai inadatti alle mansioni precedenti, trovano impiego nelle fatiche agricole o nei lavori all’interno dei mulini. Nel Medioevo, cavalieri e cavalli erano equipaggiati con pesanti armature che ne limitavano i movimenti.
La cavalleria rappresentava la forza principale in battaglia, ma l’introduzione della balestra la rese più vulnerabile. Con l’avvento delle armi da fuoco nei secoli XVI e XVII, la cavalleria si trasformò, adottando armature più leggere e aumentando la propria agilità e velocità. Nel Nuovo Mondo, i conquistadores spagnoli sfruttarono i cavalli per sorprendere le popolazioni locali, poco familiari con questi animali.
Durante le campagne napoleoniche, Napoleone impiegò la cavalleria con grande efficacia sia dal punto di vista strategico che tattico. Tuttavia, nel XX secolo, l’evoluzione delle armi rese obsoleto il ruolo tradizionale della cavalleria, riducendone progressivamente l’importanza.
Nonostante ciò, l’impiego del cavallo nelle forze militari non è scomparso del tutto; oggi però non ha più scopi strettamente bellici, bensì viene utilizzato per attività legate all’ordine pubblico. In Italia, ad esempio, la polizia e i carabinieri a cavallo si occupano di pattugliare le aree verdi delle città e vengono spesso mobilitati durante manifestazioni o eventi in cui è necessaria un’attenta gestione di potenziali tensioni o disordini (cfr. Cavallo, E., Chartier, R., & Cochrane, L. G. (2008). Cavallo. Guglielmo, Chartier, Roger.“Introduction.” Cavallo, Guglielmo., Chartier, Roger, and Cochrane, Lydia G. A History of Reading in the West, 1-36).
La svolta culturale dell’età contemporanea
In Italia si celebrano numerosi eventi festivi e cerimoniali, molti dei quali prevedono gare che coinvolgono cavalli o altri animali, come i buoi. Questo tipo di tradizione risulta particolarmente radicato in alcune regioni, tra cui Toscana, Umbria e Sardegna, dove si svolgono palii, giostre e corse di antica origine.
Nel 2011, il celebre Palio delle Contrade di Siena, riconosciuto a livello mondiale, non fu inserito nella lista del Patrimonio Immateriale UNESCO a causa delle accuse di presunti maltrattamenti agli animali, influenzate dalla posizione dell’allora Ministro per il Turismo. La decisione generò un forte dibattito e profondi sentimenti legati alla salvaguardia degli animali, in un confronto analogo a quello che si riscontra per le Corridas in Spagna e Francia.
A partire dal 2009, il Parlamento italiano ha intrapreso la discussione di un’ordinanza volta a regolamentare le competizioni equestri, con l’intento principale di contrastare le corse clandestine organizzate al di fuori dei circuiti ufficiali. Tali manifestazioni, inclusi eventi cerimoniali rinomati come il Palio di Siena, hanno spesso generato dibattiti e controversie in merito alla sicurezza e al trattamento degli animali, aggravati da incidenti e segnalazioni di maltrattamento.
In questo contesto, la Ministra Michela Vittoria Brambilla ha escluso il Palio di Siena dalla Lista dei Beni Culturali appartenenti al patrimonio immateriale riconosciuto dall’UNESCO. Dopo l’approvazione dell’ordinanza, molte località italiane hanno adottato misure conformi alla nuova normativa, implementando strutture finalizzate al controllo e alla tutela del benessere degli animali coinvolti nelle competizioni. Tuttavia, tali disposizioni normative hanno alimentato critiche sia da parte di gruppi animalisti sia da comunità locali che rivendicano la conservazione delle proprie tradizioni culturali (cfr. Bindi, L. (2020). Animali culturali. Tradizioni equestri e dibattito animalista. MARIO ATZORI, 164).
Tutela tra diritto e tradizione
Nel diritto italiano odierno, gli animali non sono più considerati esclusivamente come oggetti in senso stretto, pur non avendo ancora ottenuto pieno riconoscimento come soggetti di diritto. La loro natura di esseri senzienti trova supporto, a livello sovranazionale, nell’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), il quale impone agli Stati membri di tenere adeguatamente conto delle esigenze legate al benessere animale.
Sul piano nazionale, la protezione penale contro i maltrattamenti prevista dagli articoli 544-bis e seguenti del codice penale rappresenta un importante progresso verso una tutela che va oltre il semplice valore economico degli animali. Tuttavia, nell’ambito del diritto civile, gli animali restano formalmente classificati come beni mobili e sottoposti alle normative sulla proprietà e sulla responsabilità per danni causati da animali, disciplinata dall’articolo 2052 del codice civile.
Per secoli, l’essere umano ha considerato il cavallo non solo un alleato nel lavoro e nella guerra, ma uno strumento di potere e conquista. Oggi, il diritto è chiamato a riconoscere ciò che la storia ha progressivamente reso evidente: il rapporto con questi animali non si limita alla loro forza o utilità, ma si fonda anche su legami di fiducia, reciprocità e interazione. Al di là della sorte specifica riservata a cavalli e asini, questa riflessione si inserisce in un dibattito più ampio legato al consumo di carne.
Conclusioni
La proposta di legge inerente agli equidi si configura, quindi, non solo come un intervento circoscritto alla filiera alimentare, ma anche come un potenziale indicatore di una più ampia evoluzione del paradigma giuridico che regola il rapporto tra uomo e animale nell’ordinamento giuridico italiano.
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