
La riforma dell’ordinamento forense entra in una nuova fase parlamentare. Dopo il precedente approfondimento pubblicato sulla rivista, dedicato alle novità su lavoro subordinato, Consiglio nazionale forense, attività riservate, compensi e specializzazioni, il disegno di legge delega arriva all’esame dell’Assemblea della Camera. Il passaggio segue il mandato favorevole conferito ai relatori dalla Commissione Giustizia il 7 maggio 2026.
Il provvedimento, di iniziativa governativa e collegato alla manovra di finanza pubblica, mira a un riordino complessivo della professione di avvocato. La delega interviene su accesso alla professione, tirocinio, esame di Stato, compensi, società tra avvocati, monocommittenza, formazione, specializzazioni, albi, incompatibilità, organi istituzionali e procedimento disciplinare.
Il Governo dovrà esercitare la delega entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, mediante uno o più decreti legislativi adottati su proposta del Ministro della giustizia, sentito il Consiglio nazionale forense.
La funzione dell’avvocato e le attività riservate
Il testo parte dal riconoscimento del ruolo dell’avvocato nella tutela dello Stato di diritto e nella corretta amministrazione della giustizia. La riforma richiama espressamente libertà, indipendenza e dignità sociale della professione, elementi che assumono rilievo anche nella disciplina delle attività riservate.
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Formulario commentato del nuovo processo civile
Giunto all’VIII edizione, il Formulario commentato del nuovo processo civile rappresenta uno strumento operativo indispensabile per il professionista che deve affrontare il processo civile alla luce delle più recenti riforme.
Il volume è aggiornato al Decreto Giustizia (D.L. 117/2025, conv. in L. 148/2025) e ai correttivi Cartabia e mediazione, e tiene conto della giurisprudenza più recente e delle principali innovazioni in materia di rito, digitalizzazione e strumenti alternativi di risoluzione delle controversie.
L’opera raccoglie oltre 200 formule, ciascuna corredata da:
• riferimento normativo puntuale,
• commento operativo,
• indicazione dei termini e delle scadenze,
• preclusioni processuali,
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Un supporto concreto per impostare correttamente la strategia difensiva e redigere atti completi, aggiornati e conformi alle nuove regole del processo civile.
Contenuti principali
Il formulario copre in modo sistematico tutte le fasi e i procedimenti del processo civile, tra cui:
• parti e difensori, mediazione e negoziazione assistita;
• giudizio di primo grado davanti al tribunale e al giudice di pace;
• appello, ricorso per Cassazione e altre impugnazioni;
• controversie di lavoro;
• precetto ed esecuzione, opposizioni all’esecuzione;
• procedimento di ingiunzione, sfratto e finita locazione;
• procedimenti cautelari e procedimento semplificato di cognizione;
• procedimenti possessori;
• separazione, divorzio e cumulo delle domande;
• arbitrato e trasferimento del contenzioso in sede arbitrale.
Punti di forza
• Aggiornamento normativo e giurisprudenziale costante
• Impostazione pratico-operativa, pensata per l’attività quotidiana dello studio
• Formulari commentati e immediatamente utilizzabili
• Schemi chiari per orientarsi tra riti, termini e adempimenti
• Formulario online personalizzabile, incluso con l’acquisto
Autrice
Lucilla Nigro
Autrice di formulari giuridici, unitamente al padre avv. Benito Nigro, dall’anno 1990. Avvocato cassazionista, Mediatore civile e Giudice ausiliario presso la Corte di Appello di Napoli, sino al dicembre 2022, è attualmente Giudice di pace in Agropoli.
Leggi descrizione
Lucilla Nigro, 2026, Apogeo Education - Maggioli Editore
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Contenuti principali
Il formulario copre in modo sistematico tutte le fasi e i procedimenti del processo civile, tra cui:
• parti e difensori, mediazione e negoziazione assistita;
• giudizio di primo grado davanti al tribunale e al giudice di pace;
• appello, ricorso per Cassazione e altre impugnazioni;
• controversie di lavoro;
• precetto ed esecuzione, opposizioni all’esecuzione;
• procedimento di ingiunzione, sfratto e finita locazione;
• procedimenti cautelari e procedimento semplificato di cognizione;
• procedimenti possessori;
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Autrice
Lucilla Nigro
Autrice di formulari giuridici, unitamente al padre avv. Benito Nigro, dall’anno 1990. Avvocato cassazionista, Mediatore civile e Giudice ausiliario presso la Corte di Appello di Napoli, sino al dicembre 2022, è attualmente Giudice di pace in Agropoli.
Restano di competenza esclusiva dell’avvocato l’assistenza, la rappresentanza e la difesa davanti agli organi giurisdizionali. Lo stesso vale per le procedure arbitrali rituali, la negoziazione assistita e i procedimenti di mediazione obbligatoria o demandata dal giudice.
Il disegno di legge interviene anche sulla consulenza legale stragiudiziale. Quando è connessa all’attività giurisdizionale ed è svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato, essa viene ricondotta alla competenza degli avvocati. Restano ferme, tuttavia, le attribuzioni previste per altre professioni regolamentate.
La riforma tenta quindi di delimitare il perimetro dell’attività forense, distinguendo tra prestazioni riservate, attività stragiudiziale qualificata e competenze proprie di altri professionisti.
Compensi professionali ed equo compenso
Uno degli snodi centrali riguarda i compensi. Il disegno di legge conferma il principio della libera pattuizione tra avvocato e cliente, ma lo coordina con la disciplina sull’equo compenso.
Il compenso dovrà essere proporzionato alla quantità e alla qualità della prestazione. Potrà essere collegato anche al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, purché resti coerente con l’attività effettivamente svolta.
La delega prevede inoltre l’aggiornamento biennale dei parametri forensi. Il Ministro della giustizia dovrà adottarli su proposta del CNF, nei casi in cui manchi una pattuizione scritta o consensuale e nelle ipotesi di liquidazione giudiziale.
Rileva anche il tema del recupero dei crediti professionali. Il testo punta a razionalizzare i casi in cui l’ordine rilascia il parere di congruità, così da rendere più agevole la tutela del credito dell’avvocato. È inoltre previsto il rimborso delle spese sostenute e anticipate dal professionista.
Studi legali, società tra avvocati e collaborazioni continuative
La delega dedica ampio spazio alle forme organizzative dell’attività forense. Il testo disciplina associazioni professionali, reti tra avvocati, reti multidisciplinari e società tra avvocati.
Il principio di fondo resta la personalità dell’incarico. Anche quando l’avvocato opera all’interno di una struttura organizzata, devono essere garantite autonomia, indipendenza e responsabilità personale nell’esecuzione della prestazione.
Nelle società tra avvocati, almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto devono appartenere ad avvocati oppure ad avvocati insieme ad altri professionisti iscritti in albi. I soci non professionisti possono partecipare solo per prestazioni tecniche o per finalità di investimento. La maggioranza dell’organo di gestione deve comunque essere composta da soci avvocati.
Un ulteriore profilo riguarda la monocommittenza e le collaborazioni continuative rese in favore di altri avvocati, associazioni, reti o società tra avvocati. L’obiettivo è favorire l’accesso al mercato professionale, senza sacrificare autonomia, indipendenza e diritto a un compenso congruo.
Si tratta di uno dei punti più delicati della riforma, perché incide sull’equilibrio tra organizzazione moderna degli studi, tutela dei collaboratori e natura autonoma della professione.
Formazione continua e specializzazioni
Il disegno di legge interviene anche sulla formazione continua. L’obbligo formativo dovrà essere assolto su base annuale. In caso di mancato recupero entro il primo quadrimestre dell’anno successivo, è prevista la sospensione amministrativa dall’albo.
Il CNF dovrà disciplinare le modalità di adempimento dell’obbligo, l’accreditamento dei soggetti formatori, le condizioni di validità delle attività formative e le eventuali misure premiali.
Quanto alle specializzazioni, il titolo sarà attribuito dal Consiglio nazionale forense. L’avvocato potrà conseguirlo sulla base della comprovata esperienza professionale oppure mediante la frequenza di corsi specifici. Tali corsi potranno essere organizzati dagli ordini territoriali, anche in collaborazione con università e associazioni specialistiche.
La riforma mira quindi a rafforzare la qualificazione professionale dell’avvocatura, collegando formazione continua, specializzazioni e qualità della prestazione.
Tirocinio ed esame di Stato
La delega conferma il tirocinio forense di diciotto mesi. Il percorso comprenderà la pratica presso uno studio professionale e la frequenza obbligatoria di corsi di formazione.
Il tirocinio dovrà continuare a rappresentare un momento di apprendimento pratico della professione, ma con un maggiore coordinamento tra attività di studio, formazione teorica e preparazione all’esame.
L’esame di Stato sarà articolato in due prove scritte e una prova orale. Il testo prevede anche il possibile utilizzo di strumenti informatici. I criteri di valutazione dovranno valorizzare chiarezza espositiva, rigore metodologico, capacità di risolvere problemi giuridici e conoscenza degli istituti.
La riforma sembra quindi orientata a un esame meno nozionistico e più attento alla capacità di argomentare, impostare una soluzione giuridica e utilizzare correttamente gli strumenti del metodo forense.
CNF, ordini territoriali e procedimento disciplinare
Il disegno di legge incide anche sull’assetto istituzionale dell’avvocatura. Il Consiglio nazionale forense viene rafforzato nella rappresentanza nazionale, europea e internazionale, nella funzione consultiva, nel potere regolamentare e nel coordinamento della formazione.
Gli ordini circondariali vengono qualificati come enti pubblici non economici a carattere associativo. Restano sottoposti alla vigilanza del Ministro della giustizia e sono dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria.
La potestà disciplinare resta attribuita ai consigli distrettuali di disciplina. La delega prevede una disciplina più puntuale su istruttoria, rapporti con il processo penale, prescrizione, sanzioni, riabilitazione e garanzie difensive.
Anche questo profilo conferma l’ambizione sistematica del provvedimento. La riforma non interviene solo sull’accesso alla professione o sull’organizzazione degli studi, ma ridefinisce il rapporto tra autonomia ordinistica, responsabilità disciplinare e tutela dell’affidamento dei cittadini.
Una riforma di sistema per l’avvocatura
Il passaggio in Aula rappresenta un momento decisivo per il futuro dell’ordinamento forense. Il disegno di legge delega punta a riscrivere molti aspetti della legge professionale, intervenendo sia sulla figura dell’avvocato sia sulle strutture attraverso cui la professione viene esercitata.
I punti più sensibili restano l’equilibrio tra autonomia e nuove forme organizzative, la tutela economica degli avvocati, il perimetro delle attività riservate, la disciplina della monocommittenza, il ruolo del CNF e la riforma dell’accesso alla professione.
L’effettiva portata della riforma dipenderà però dai decreti legislativi attuativi. Saranno questi a tradurre i criteri direttivi in regole operative per professionisti, praticanti, ordini territoriali, società tra avvocati e organi disciplinari.











