
Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali della settimana.
Arretrati mantenimento figli maggiorenni: può chiederli il genitore non più convivente?
L’ordinanza n. 678/2026 della Cassazione, Prima Sezione Civile (puoi leggerla cliccando qui), affronta una questione di particolare rilievo sistematico in materia di mantenimento dei figli maggiorenni, chiarendo se e in quali limiti il genitore già convivente possa agire, anche in sede monitoria, per il recupero degli arretrati dell’assegno maturati anteriormente alla cessazione della convivenza e alla successiva revoca giudiziale dell’obbligo di contribuzione. La pronuncia offre lo spunto per una riflessione sulla distinzione tra titolarità del diritto al mantenimento e legittimazione processuale all’azione, nonché sul ruolo del giudicato quale limite invalicabile al sindacato del giudice adito in via monitoria.
Compensi avvocato: il giudice deve motivare la scelta dello scaglione diverso
La Cassazione, con l’ordinanza n. 607/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), ha fornito un chiarimento sulla corretta individuazione dello scaglione per la liquidazione dei compensi all’avvocato, in ipotesi di gratuito patrocinio. È necessario, in particolare, che il giudice renda comprensibile il criterio seguito, soprattutto quando si discosta dall’impostazione proposta dalla parte.
ATP e contraddittorio, quando la relazione “vale” per tutti
La relazione conclusiva dell’ATP può essere liberamente valutata dal giudice anche nei confronti delle parti che non hanno partecipato alla fase di istruzione preventiva? La Cassazione, Seconda Sezione Civile, con la sentenza n. 342/2026 (puoi leggerla cliccando qui), è intervenuta sull’utilizzabilità, nel giudizio di cognizione, della relazione redatta all’esito dell’accertamento tecnico preventivo.
Condominio e compenso dell’amministratore, validità delle delibere di conferma
Tramite la sentenza n. 424 dell’8 gennaio 2026 (puoi leggerla cliccando qui), la Corte di Cassazione interviene in ambito condominiale per definire i limiti dell’impugnabilità delle delibere assembleari. I giudici di legittimità ribadiscono che una delibera meramente confermativa di una precedente decisione non impugnata non riapre i termini di decadenza, confermando anche i criteri per la determinazione del compenso dell’amministratore uscente.
Test del carrello e licenziamento: quando il controllo diventa abuso
Il Tribunale di Siena, Sezione Lavoro, si è pronunciato in merito merito alla legittimità del cosiddetto “test del carrello” quale strumento di verifica della diligenza del prestatore di lavoro. La questione affrontata riguarda la possibilità di utilizzare simulazioni di frode per sanzionare disciplinarmente, fino al licenziamento, il personale addetto alle casse. La sentenza offre importanti spunti di riflessione sul bilanciamento tra la tutela del patrimonio aziendale e i diritti fondamentali del lavoratore (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).
Polizza infortuni: la “somma assicurata” non è sempre massimale
La Terza Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 788/2026, pubblicata il 14 gennaio (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito due principi in materia di polizza infortuni legata all’attività sportiva. La decisione, in particolare, si concentra sul rapporto tra “somma assicurata” e limite dell’obbligazione dell’assicuratore, e sull’interpretazione di clausole che, nel descrivere il sinistro, oscillano tra “lesione” e “postumi”, con conseguenze dirette sul calcolo dell’indennizzo.
Prelazione del conduttore: niente riscatto con risoluzione consensuale
La Terza Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 22193/2025 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), affronta un tema frequente nella prassi locatizia: che cosa accade al diritto di prelazione del conduttore quando, dopo la disdetta alla prima scadenza, le parti risolvono consensualmente il contratto prima della scadenza naturale. La decisione offre l’occasione per ripercorrere, in modo essenziale, i presupposti della prelazione legale e le differenze rispetto a quella convenzionale, per poi misurare tali coordinate con la vicenda decisa dalla Cassazione.
Teleriscaldamento geotermico: stop al doppio credito d’imposta
La Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 366/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), chiarisce l’ambito applicativo delle agevolazioni fiscali per le reti di teleriscaldamento alimentate da energia geotermica, affrontando il tema della possibile “moltiplicazione” del credito d’imposta lungo la filiera. La Corte esclude che, in presenza di una catena di più gestori nella fornitura del calore all’utente finale, il beneficio possa essere cumulato oltre il limite dello sforzo economico massimo fissato dal legislatore, imponendo un coordinamento rigoroso tra dato normativo e prassi per evitare duplicazioni indebite.
Notifica PEC del ricorso all’INPS: quando è nulla
La Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza interlocutoria n. 961/2026 (puoi leggerla cliccando qui), richiama l’attenzione su un errore ricorrente nelle controversie previdenziali: la notifica via PEC del ricorso per Cassazione all’INPS eseguita a un indirizzo che non risulta tratto dalla speciale sezione dell’elenco del Ministero della Giustizia prevista per le pubbliche amministrazioni che stanno in giudizio tramite propri dipendenti.
Rimborso forfettario avvocato: quando il privilegio non opera
La Cassazione, con l’ordinanza n. 1138/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), nell’ambito di una controversia in materia di procedure concorsuali, ha chiarito la corretta collocazione del credito dell’avvocato nello stato passivo quando, accanto ai compensi, vengono richieste anche le spese di trasferta e il rimborso forfettario delle spese generali nella misura del 15%. La decisione prende le mosse da un’opposizione allo stato passivo e consente di precisare il perimetro del privilegio previsto per i crediti professionali, con particolare attenzione alla natura del rimborso forfetario ex D.M. 55/2014.
Il volume consigliato
Il volume “La rinuncia alla proprietà immobiliare”, a cura del notaio Emanuela Esposito, e acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon, intercetta un tema che, da questione di nicchia, è diventato sempre più spesso una risposta (o una tentazione) di fronte a immobili che da “bene” si trasformano in costo: manutenzioni non sostenibili, contenziosi latenti, criticità urbanistiche, profili ambientali e fiscali che rendono la titolarità un rischio. Il testo si colloca in questo scenario con un obiettivo dichiarato: offrire una ricostruzione completa e, soprattutto, utilizzabile nella pratica, alla luce della svolta segnata dalle Sezioni Unite 2025 (Cass. S.U. n. 23093/2025) e del successivo assestamento normativo richiamato dall’indice.
La rinuncia alla proprietà immobiliare
Profili sostanziali, pubblicitari e fiscali con casi pratici e modelli di atto
Negli ultimi anni la proprietà immobiliare ha progressivamente perso il suo tradizionale ruolo di “bene rifugio”, trasformandosi spesso in una fonte di costi, responsabilità e rischi. In questo nuovo scenario, la rinuncia alla proprietà immobiliare è divenuta un istituto di crescente rilevanza pratica e giuridica, definitivamente consacrato dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 23093/2025 e dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199.
Il volume offre una ricostruzione organica e aggiornata dell’istituto, analizzandone natura, limiti ed effetti alla luce del diritto vivente, con un approccio che coniuga rigore scientifico e concreta utilità operativa. La trattazione affronta in modo sistematico i profili sostanziali, pubblicitari e fiscali della rinuncia, chiarendo i rapporti con lo Stato, i terzi, i creditori, i legittimari e le pubbliche amministrazioni.
Ampio spazio è dedicato alle ricadute pratiche per l’attività professionale: dalla redazione dell’atto agli adempimenti di trascrizione e voltura, dalla responsabilità residua del rinunciante alle questioni tributarie, fino ai casi più problematici, come immobili in dissesto, terreni inquinati, beni abusivi e comproprietà conflittuali. Completano l’opera formule, clausole e modelli di atto, pensati per un utilizzo immediato.
Uno strumento indispensabile per comprendere e gestire uno degli istituti più innovativi del diritto civile contemporaneo, nel punto di incontro tra autonomia privata, funzione sociale della proprietà e interesse pubblico.
Vantaggi chiave
- Analisi completa e aggiornata alla più recente giurisprudenza e normativa
- Inquadramento chiaro dei profili civilistici, fiscali e pubblicitari
- Focus operativo su casi pratici e situazioni ad alto rischio
- Modelli di atto, clausole e note di trascrizione pronti all’uso
- Approccio sistematico utile sia allo studio sia alla pratica professionale
Pagine: 240
Un riferimento essenziale per affrontare con consapevolezza e sicurezza la rinuncia alla proprietà immobiliare nella prassi professionale.
Leggi descrizione
Emanuela Esposito, 2026, Maggioli Editore
29.00 €
27.55 €
La rinuncia alla proprietà immobiliare
Profili sostanziali, pubblicitari e fiscali con casi pratici e modelli di atto
Negli ultimi anni la proprietà immobiliare ha progressivamente perso il suo tradizionale ruolo di “bene rifugio”, trasformandosi spesso in una fonte di costi, responsabilità e rischi. In questo nuovo scenario, la rinuncia alla proprietà immobiliare è divenuta un istituto di crescente rilevanza pratica e giuridica, definitivamente consacrato dalla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 23093/2025 e dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199.
Il volume offre una ricostruzione organica e aggiornata dell’istituto, analizzandone natura, limiti ed effetti alla luce del diritto vivente, con un approccio che coniuga rigore scientifico e concreta utilità operativa. La trattazione affronta in modo sistematico i profili sostanziali, pubblicitari e fiscali della rinuncia, chiarendo i rapporti con lo Stato, i terzi, i creditori, i legittimari e le pubbliche amministrazioni.
Ampio spazio è dedicato alle ricadute pratiche per l’attività professionale: dalla redazione dell’atto agli adempimenti di trascrizione e voltura, dalla responsabilità residua del rinunciante alle questioni tributarie, fino ai casi più problematici, come immobili in dissesto, terreni inquinati, beni abusivi e comproprietà conflittuali. Completano l’opera formule, clausole e modelli di atto, pensati per un utilizzo immediato.
Uno strumento indispensabile per comprendere e gestire uno degli istituti più innovativi del diritto civile contemporaneo, nel punto di incontro tra autonomia privata, funzione sociale della proprietà e interesse pubblico.
Vantaggi chiave
- Analisi completa e aggiornata alla più recente giurisprudenza e normativa
- Inquadramento chiaro dei profili civilistici, fiscali e pubblicitari
- Focus operativo su casi pratici e situazioni ad alto rischio
- Modelli di atto, clausole e note di trascrizione pronti all’uso
- Approccio sistematico utile sia allo studio sia alla pratica professionale
Pagine: 240
Un riferimento essenziale per affrontare con consapevolezza e sicurezza la rinuncia alla proprietà immobiliare nella prassi professionale.











