Esame avvocato 2026, pubblicato il bando: domande dal 1° ottobre, prove a dicembre

È stato pubblicato il bando dell’esame di Stato per l’abilitazione alla professione forense 2026. Il decreto del Ministero della Giustizia del 3 settembre 2026 definisce date, modalità di presentazione della domanda, materie e struttura delle prove.

Bando Esame avvocato 2026: il testo e le informazioni ufficiali sulla sessione sono disponibili sul sito del Ministero della Giustizia: consulta la scheda ufficiale dell’Esame avvocato 2026.

Le prime date da segnare sono già ufficiali: le domande potranno essere presentate dal 1° ottobre all’11 novembre 2026, mentre le due prove scritte si terranno il 15 e il 16 dicembre 2026, a partire dalle ore 9.
La novità più importante riguarda proprio la struttura dell’esame: per la sessione 2026 sono previste due prove scritte e una prova orale. Si supera quindi il modello utilizzato per la sessione 2025, nella quale era prevista una sola prova scritta.

Vediamo tutte le indicazioni contenute nel nuovo bando.

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Esame avvocato 2026: le date da ricordare

Il calendario essenziale della sessione 2026 è il seguente:

Adempimento Data
Apertura delle domande 1° ottobre 2026
Termine per completare la pratica forense 10 novembre 2026
Scadenza delle domande 11 novembre 2026
Prima prova scritta 15 dicembre 2026, ore 9
Seconda prova scritta 16 dicembre 2026, ore 9
Prova orale Almeno 30 giorni dopo il deposito dell’elenco degli ammessi

La domanda dovrà essere trasmessa esclusivamente con procedura telematica attraverso il sito del Ministero della Giustizia.

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Tornano due prove scritte: come cambia l’esame avvocato 2026

L’aspetto più interessante del nuovo esame è il ritorno a due prove scritte in presenza.

Il bando stabilisce che l’esame di Stato si articola in:

  • due prove scritte;
  • una prova orale.

Per le prove scritte sarà consentito il solo utilizzo dei codici annotati con la giurisprudenza.

La struttura è molto diversa da quella della sessione 2025, nella quale il candidato doveva affrontare un’unica prova scritta consistente nella redazione di un atto giudiziario.

Per il 2026 tornano invece sia il parere motivato sia l’atto giudiziario.

Prima prova scritta: il parere motivato

La prima prova consiste nella redazione di un parere motivato su una questione proposta, in una materia scelta dal candidato tra:

  • diritto privato;
  • diritto penale;
  • diritto amministrativo.

Il candidato dovrà quindi predisporre uno dei pareri relativi alle materie indicate nel bando.

Si tratta di un ritorno particolarmente significativo per i praticanti, perché il parere torna a essere una componente autonoma dell’esame dopo le modifiche che avevano caratterizzato le sessioni precedenti.

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Seconda prova scritta: l’atto giudiziario

La seconda prova consiste nella redazione di un atto giudiziario, riferito a un caso pratico che richieda conoscenze sia di diritto sostanziale sia di diritto processuale.

Anche in questo caso il candidato potrà scegliere tra:

  • diritto privato;
  • diritto penale;
  • diritto amministrativo.

Per ciascuna prova scritta sono previste sette ore, calcolate dal momento della dettatura del tema.

Le prove si svolgeranno in presenza il 15 e il 16 dicembre 2026, dalle ore 9, presso le sedi delle Corti d’appello indicate nel bando.

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Quando si supera lo scritto

Per la valutazione di ciascuna prova scritta, ogni componente della sottocommissione dispone di dieci punti di merito.

Saranno ammessi all’orale i candidati che avranno ottenuto almeno 18 punti in ciascuna delle due prove scritte.

Non è quindi sufficiente compensare un risultato insufficiente in una prova con un punteggio più elevato nell’altra: la soglia minima deve essere raggiunta separatamente in entrambi gli elaborati.

Come sarà la prova orale

La prova orale sarà pubblica e dovrà essere fissata ad almeno 30 giorni di distanza dal deposito dell’elenco degli ammessi.

Il candidato dovrà innanzitutto affrontare la soluzione di un caso pratico, che richieda conoscenze di diritto sostanziale e processuale, scegliendo preventivamente tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

Dovrà poi rispondere a tre quesiti:

  1. uno in diritto processuale civile oppure diritto processuale penale;
  2. uno in diritto sostanziale, scegliendo tra diritto civile, penale o amministrativo;
  3. uno scegliendo tra diritto costituzionale, commerciale, del lavoro, ecclesiastico, internazionale privato e processuale, dell’Unione europea o tributario.

A questi si aggiunge un quesito in materia di ordinamento, deontologia e previdenza forense.

Quanto bisogna prendere all’orale

Per superare la prova orale sarà necessario ottenere un punteggio complessivo di almeno 90 punti.

Il bando richiede inoltre almeno 18 punti per ciascuna delle singole componenti della prova indicate dalla disciplina dell’esame.

Domanda esame avvocato 2026: scadenza 11 novembre

Le domande potranno essere presentate dal 1° ottobre all’11 novembre 2026.

La procedura sarà interamente telematica e accessibile attraverso il sito internet del Ministero della Giustizia, nella sezione dedicata a concorsi, esami e assunzioni.

Per autenticarsi sarà possibile utilizzare esclusivamente:

  • SPID di secondo livello;
  • Carta d’identità elettronica, CIE;
  • Carta nazionale dei servizi, CNS.

Il candidato dovrà indicare nella domanda la Corte d’appello competente e il Consiglio dell’Ordine degli avvocati che ha certificato, o certificherà, il compimento della pratica forense.

Un passaggio particolarmente importante riguarda la scelta delle materie per l’orale: l’opzione viene effettuata già al momento della presentazione della domanda.

Pratica forense: entro quando deve essere completata

Possono presentare domanda anche i candidati che al momento dell’invio non abbiano ancora concluso il tirocinio, purché la pratica professionale venga completata entro il 10 novembre 2026.

Chi si trova in questa situazione dovrà dichiararlo nell’apposito campo della domanda telematica.

Quanto costa partecipare all’esame avvocato 2026

Per l’ammissione all’esame è richiesto un pagamento complessivo di 90,91 euro tramite PagoPA.

La somma è composta da:

  • 12,91 euro di tassa;
  • 62 euro di contributo forfettario per le spese;
  • 16 euro di imposta di bollo.

Il mancato pagamento entro la scadenza prevista per la domanda comporta l’esclusione dalla procedura.

Attenzione alla ricevuta con codice a barre

Terminata la procedura telematica, il sistema genera il PDF della domanda con il relativo codice identificativo e codice a barre.

Questo passaggio è essenziale: il Ministero precisa che, in assenza del codice identificativo, la domanda viene considerata non inviata.

Il candidato deve quindi conservare il PDF e il codice identificativo, che dovrà essere presentato anche nelle successive fasi della procedura.

Nel caso in cui vengano trasmesse più domande entro la scadenza, sarà considerata valida l’ultima domanda inviata telematicamente.

Le sedi dell’esame

L’esame si svolgerà presso le Corti d’appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Lecce, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Torino, Trento, Trieste e Venezia.

È inoltre prevista la sezione distaccata di Bolzano della Corte d’appello di Trento.

Come vengono corretti gli scritti

Le Corti d’appello che procederanno alla correzione degli elaborati saranno individuate mediante sorteggio e abbinamento tra le sedi.

Il sorteggio dovrà avvenire entro dieci giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande.

Il bando suddivide le Corti d’appello in sei fasce sulla base di un numero tendenzialmente omogeneo di candidati. Roma, Napoli e Milano rientrano, ad esempio, nella fascia A.

Candidati con DSA: strumenti compensativi e tempi aggiuntivi

Il bando disciplina in modo specifico anche le misure per i candidati con disturbi specifici dell’apprendimento.

Per le prove scritte è possibile chiedere tempi aggiuntivi e l’assistenza di un incaricato della commissione per la lettura e la scrittura.

Per la prova orale possono essere previste, tra le altre misure, fino al 30% di tempo aggiuntivo per l’esame preliminare del caso pratico, assistenza nella lettura e scrittura e, in determinate condizioni, l’utilizzo di un computer non collegato a Internet.

Cosa cambia davvero per chi prepara l’esame avvocato 2026

Per i candidati la pubblicazione del bando rende definitivo il quadro della sessione 2026.

La modifica più importante è il ritorno a due scritti. Rispetto all’esame 2025, la preparazione non potrà quindi concentrarsi soltanto sull’atto giudiziario: sarà necessario allenarsi nuovamente anche sulla redazione del parere motivato.

Il calendario lascia poco più di due mesi tra l’apertura delle iscrizioni e le prove di dicembre. Chi intende partecipare può quindi iniziare fin da ora a organizzare la preparazione tenendo presenti i due appuntamenti decisivi: 15 dicembre per la prima prova e 16 dicembre per la seconda.

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