Esame avvocato 2026: confermati due scritti e prova orale

Il nuovo esame avvocato è definitivamente legge. Il D.L. 12 giugno 2026, n. 100, che ha riscritto la disciplina dell’Esame di Stato per l’accesso alla professione forense, è stato convertito in legge senza modifiche. La legge di conversione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto 2026.

Per i candidati alla sessione 2026 dell’esame da avvocato viene quindi meno una delle principali incognite delle ultime settimane: il nuovo sistema introdotto a giugno è confermato e non ha subito modifiche nel passaggio parlamentare.

Restano dunque ferme le novità più importanti: due prove scritte in presenza e una prova orale, utilizzo dei codici annotati con la giurisprudenza durante gli scritti, nuove soglie di idoneità e una prova orale articolata in più parti.

Il decreto-legge aveva espressamente previsto l’applicazione della nuova disciplina a partire dalla prima sessione successiva alla sua entrata in vigore; i lavori parlamentari hanno infatti ricondotto la nuova disciplina proprio alla sessione 2026.

Vediamo quindi cosa cambia definitivamente per chi dovrà sostenere l’esame avvocato 2026 e quali aspetti devono ancora essere definiti.

Esame avvocato 2026: la riforma è definitiva

Quando il D.L. n. 100/2026 era stato pubblicato il 12 giugno scorso, le nuove regole erano già entrate in vigore, ma il decreto doveva ancora completare il necessario iter parlamentare di conversione.

Il testo originario aveva introdotto una nuova disciplina organica dell’Esame di Stato, superando il modello previsto dagli articoli 46, 47 e 49 della legge n. 247/2012, espressamente abrogati.

La conversione in legge elimina ora il carattere provvisorio tipico del decreto-legge: la struttura dell’esame prevista dal D.L. n. 100/2026 è confermata.

Il passaggio è particolarmente importante per chi si sta preparando alla sessione 2026, perché consente di impostare lo studio sulla struttura ormai definita della prova.

L’esame si svolgerà in un’unica sessione annuale e sarà composto da:

  1. prima prova scritta: redazione di un parere motivato;
  2. seconda prova scritta: redazione di un atto giudiziario;
  3. prova orale, articolata in un caso pratico e diversi quesiti.

Consiglio: devi sostenere l’esame d’avvocato? I volumi “Atti di diritto civile”, acquistabile su Shop Maggioli e su Amazon, e “Atti di diritto penale”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, a cura di Marco Zincani, rappresentano strumenti indispensabili per la preparazione delle prove scritte.

Il testo del decreto stabilisce espressamente questa articolazione e prevede che le disposizioni si applichino dalla prima sessione successiva alla sua entrata in vigore.

Consiglio: devi sostenere l’esame d’avvocato? I volumi “Pareri di diritto civile”, acquistabile su Shop Maggioli e su Amazon, e “Pareri di diritto penale”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, a cura di Marco Zincani, rappresentano strumenti indispensabili per la preparazione delle prove scritte.

Per avere un quadro più completo, leggi anche:

Prima prova scritta: torna il parere motivato

La prima prova scritta dell’esame avvocato 2026 consisterà nella redazione di un parere motivato.

Il candidato dovrà affrontare una questione relativa a una materia scelta tra:

  • diritto privato;
  • diritto penale;
  • diritto amministrativo.

La prova non richiede quindi soltanto di ricordare norme e istituti. Il candidato dovrà essere in grado di ricostruire correttamente il problema giuridico, individuare le norme applicabili, utilizzare gli orientamenti giurisprudenziali pertinenti e arrivare a una soluzione adeguatamente argomentata.

La riforma segna così il ritorno a una prova scritta che richiede una vera e propria elaborazione giuridica in presenza.

Seconda prova scritta: redazione dell’atto giudiziario

La seconda prova consiste invece nella redazione di un atto giudiziario.

Anche in questo caso il candidato potrà scegliere tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

La traccia richiederà conoscenze tanto di diritto sostanziale quanto di diritto processuale. Non sarà quindi sufficiente conoscere la struttura formale dell’atto: occorrerà individuare correttamente lo strumento processuale utilizzabile e sviluppare una strategia difensiva coerente con il caso sottoposto.

I lavori parlamentari hanno descritto il nuovo sistema come un modello fondato su due scritti relativi a casi pratici, costituiti precisamente dal parere motivato e dall’atto giudiziario.

Per la preparazione alla sessione 2026 diventa quindi essenziale allenarsi concretamente alla scrittura, evitando di concentrare lo studio esclusivamente sulla memorizzazione degli istituti.

Esame avvocato 2026: si potranno usare i codici annotati

Un altro punto ormai confermato riguarda gli strumenti utilizzabili durante le prove scritte.

Il D.L. n. 100/2026 stabilisce che gli scritti si svolgano in presenza e con il solo ausilio dei codici annotati con la giurisprudenza.

Non possono invece essere portati con sé testi, scritti o appunti, anche informatici, né strumenti elettronici o di telecomunicazione.

Le regole sono particolarmente rigorose: la violazione comporta l’immediata esclusione dall’esame.

La possibilità di utilizzare i codici annotati incide direttamente sul metodo di preparazione. Il candidato dovrà infatti imparare non soltanto le norme, ma anche a consultare rapidamente il codice e individuare gli orientamenti giurisprudenziali rilevanti rispetto alla questione proposta.

Come si accede all’orale

Cambiano anche le regole relative alla valutazione degli elaborati.

Per ciascuna prova scritta ogni componente della sottocommissione dispone di dieci punti.

Per essere ammesso alla prova orale il candidato dovrà conseguire almeno 18 punti in ciascuno dei due scritti.

La soglia minima deve quindi essere raggiunta separatamente: un risultato particolarmente elevato in una prova non consente di compensare un punteggio insufficiente nell’altra.

Questo rende necessario preparare in maniera equilibrata entrambe le tipologie di elaborato: parere e atto giudiziario.

Come sarà la prova orale dell’esame avvocato 2026

Superati i due scritti, il candidato dovrà affrontare una prova orale più articolata rispetto a un semplice colloquio sulle materie giuridiche.

Il primo passaggio consiste nella soluzione di un caso pratico, relativo a una materia preventivamente scelta tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo.

Seguono poi tre quesiti giuridici.

Il primo riguarda una materia processuale, da scegliere tra:

  • diritto processuale civile;
  • diritto processuale penale.

Il secondo riguarda una materia sostanziale scelta tra:

  • diritto civile;
  • diritto penale;
  • diritto amministrativo.

Il terzo quesito può invece riguardare:

  • diritto costituzionale;
  • diritto commerciale;
  • diritto del lavoro;
  • diritto internazionale;
  • diritto dell’Unione europea;
  • diritto tributario.

Completa la prova un ulteriore quesito in materia di ordinamento, deontologia e previdenza forense.

Il nuovo orale verifica pertanto sia le conoscenze teoriche sia la capacità del candidato di applicarle a problemi concreti.

Quanto bisogna prendere per superare l’orale

Anche per la prova orale è prevista una doppia soglia.

Il candidato è dichiarato idoneo quando consegue:

almeno 90 punti complessivi, ma anche almeno 18 punti in ciascuna delle singole parti della prova.

Non sarà quindi sufficiente raggiungere il punteggio complessivo attraverso risultati particolarmente elevati soltanto in alcune materie.

La preparazione dovrà essere uniforme: una singola parte insufficiente potrà impedire il superamento dell’esame anche in presenza di una valutazione complessivamente buona.

Come cambiano i criteri di valutazione

La nuova disciplina merita attenzione anche perché stabilisce in modo espresso quali capacità dovranno essere valutate dalle commissioni.

Non conta soltanto la quantità di nozioni conosciute dal candidato. Le commissioni dovranno valutare, tra gli altri aspetti, la chiarezza, la logicità e il rigore metodologico dell’esposizione, la capacità di risolvere specifici problemi giuridici e la conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti.

Assumono rilievo anche la capacità di individuare eventuali profili interdisciplinari e la conoscenza delle tecniche di argomentazione e persuasione.

Per chi sta preparando l’esame, la conseguenza pratica è evidente: lo studio teorico dovrà essere accompagnato da un allenamento sistematico alla soluzione dei casi, alla scrittura degli elaborati e all’esposizione orale.

Cosa resta ancora da sapere sulla sessione 2026

La conversione in legge rende definitiva la struttura normativa dell’esame, ma non significa che siano già disponibili tutte le informazioni operative sulla sessione 2026.

Diversi aspetti dovranno essere precisati dal decreto del Ministro della giustizia che indice la sessione.

Dovranno essere definite, tra l’altro, le modalità concrete di svolgimento delle prove scritte e orali e quelle attraverso le quali i candidati comunicheranno le materie prescelte.

Il decreto dovrà disciplinare anche gli strumenti compensativi riconosciuti ai candidati con disturbi specifici dell’apprendimento.

La prossima tappa da monitorare è quindi il decreto ministeriale di indizione dell’esame avvocato 2026, dal quale arriveranno le indicazioni operative necessarie per iscriversi e partecipare alla sessione.

Tirocinio e corsi di formazione: confermate anche le nuove regole

La conversione conferma anche le disposizioni introdotte dal D.L. n. 100/2026 in materia di tirocinio e formazione.

Fino all’istituzione della Commissione nazionale per la tenuta della banca dati prevista dal D.M. n. 17/2018, non vengono svolte le verifiche intermedie.

Per accedere alla verifica finale è richiesta la frequenza di almeno l’80% delle lezioni di ciascun semestre di formazione.

La verifica finale consiste in una prova scritta attraverso la redazione di un parere o di un atto sugli argomenti affrontati durante il corso.

Rimane quindi importante, per i praticanti che intendono partecipare alla sessione, verificare attentamente anche il completamento degli adempimenti relativi al tirocinio.

Quanto costa partecipare all’esame avvocato

Il nuovo sistema prevede inoltre che le spese della sessione siano poste a carico del candidato nella misura forfetaria di 62 euro, da versare al momento della presentazione della domanda.

Restano ferme le tasse dovute all’Erario.

Anche su questo punto saranno necessarie le indicazioni operative relative alle modalità di versamento e alla presentazione della domanda.

Cosa devono fare ora i candidati alla sessione 2026

Con la conversione in legge del D.L. n. 100/2026 cambia soprattutto una cosa per chi sta studiando: non occorre più impostare la preparazione nell’incertezza di possibili modifiche parlamentari alla struttura dell’esame.

Il modello da preparare è quello delle due prove scritte e dell’orale.

In questa fase, quindi, è opportuno:

  • esercitarsi regolarmente nella redazione del parere motivato;
  • allenarsi sulla struttura e sulla redazione degli atti giudiziari;
  • abituarsi a consultare velocemente i codici annotati con la giurisprudenza;
  • preparare contestualmente le materie prescelte per l’orale;
  • esercitarsi nella soluzione e nell’esposizione di casi pratici;
  • monitorare la pubblicazione del decreto ministeriale che indirà ufficialmente la sessione 2026.

Il punto centrale della riforma è infatti il passaggio da una preparazione prevalentemente nozionistica a una verifica più marcata della capacità di utilizzare concretamente il diritto.

Domande frequenti sull’esame avvocato 2026

Il D.L. n. 100/2026 è stato convertito in legge?

Sì. Il decreto che ha introdotto la nuova disciplina dell’esame di Stato è stato convertito in legge senza modifiche, con pubblicazione della legge di conversione nella Gazzetta Ufficiale n. 183 dell’8 agosto 2026.

Il nuovo esame si applica già alla sessione 2026?

Sì. Il D.L. n. 100/2026 prevede espressamente che la nuova disciplina si applichi dalla prima sessione successiva alla sua entrata in vigore; in sede parlamentare l’applicazione è stata espressamente ricondotta alla sessione 2026.

Quante prove scritte ci saranno?

Le prove scritte sono due: un parere motivato e un atto giudiziario.

Gli scritti si svolgeranno in presenza?

Sì. Le due prove scritte si svolgeranno in presenza.

Si possono utilizzare i codici commentati?

Durante le prove è consentito il solo utilizzo dei codici annotati con la giurisprudenza.

Quanti punti servono per essere ammessi all’orale?

Occorre ottenere almeno 18 punti in ciascuna delle due prove scritte.

Cosa manca ancora per la sessione 2026?

Occorre attendere il decreto ministeriale di indizione della sessione, che definirà gli aspetti operativi dell’esame.

Esame avvocato 2026: cosa cambia dopo la conversione

La conversione in legge chiude quindi la fase di incertezza aperta con la pubblicazione del decreto-legge del 12 giugno.

Per i candidati alla sessione 2026 dell’esame da avvocato, le coordinate essenziali sono ora definite: due prove scritte, una prova orale articolata, codici annotati con la giurisprudenza e precise soglie minime da raggiungere in ciascuna prova.

Il prossimo appuntamento decisivo sarà la pubblicazione del decreto che indice la sessione 2026.

Da quel momento saranno disponibili anche date, modalità di presentazione della domanda e ulteriori istruzioni operative. Nel frattempo, chi intende partecipare all’esame può organizzare la preparazione sulla nuova struttura con un dato ormai acquisito: il nuovo esame avvocato è definitivamente legge.

SCRIVI IL TUO COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Per favore, inserisci qui il tuo nome

5 − 4 =

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.