
L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità rappresenta un pilastro fondamentale del sistema educativo italiano. Tuttavia, uno dei principali ostacoli all’effettiva integrazione di questi studenti è la discontinuità didattica, specialmente per quanto riguarda i docenti di sostegno. La frequente rotazione di questi insegnanti compromette la qualità del percorso educativo e il benessere degli alunni con disabilità, rendendo difficile la costruzione di un rapporto educativo stabile e proficuo. In questo articolo, analizziamo il quadro normativo vigente, le criticità riscontrate nella pratica e le possibili soluzioni per migliorare la continuità didattica.
Consiglio: l’evoluzione normativa in materia di invalidità civile, inabilità e disabilità ha reso sempre più complessa la gestione delle prestazioni assistenziali e previdenziali. Il “Manuale pratico per invalidità civile, inabilità, disabilità e persone non autosufficienti” fornisce un supporto chiaro e aggiornato a tutti coloro che si occupano di diritto previdenziale e assistenziale.
Manuale pratico per invalidità civile, inabilità, disabilità e persone non autosufficienti
Con formulario e schemi, aggiornato al nuovo accertamento della disabilità/invalidità civile introdotto dal D.Lgs. 62/2024, come modificato dalla Legge 207/2024, e a tutte le prestazioni assistenziali e previdenziali 2025 dell’inabile al lavoro, della persona non autosufficiente, dell’invalido, del sordo e del cieco civile.
Il volume analizza soggetti, procedimenti e prestazioni per offrire supporto al professionista che deve definire le opzioni disponibili per ottenere le provvidenze economiche o difendersi in un processo previdenziale.
Numerose sono le novità della presente edizione:
• le prestazioni assistenziali e previdenziali degli invalidi civili e dei disabili aggiornate al 2025
• i limiti di reddito per le prestazioni previdenziali agli invalidi, inabili e alle persone non autosufficienti
• gli ultimi orientamenti giurisprudenziali in materia di assegno sociale e soggetti beneficiari
• le novità in materia di infortunio sul lavoro, infortunio in itinere, e malattia professionale
• le prestazioni previdenziali degli invalidi di guerra aggiornate al 2025.
Rocchina Staiano
Avvocato, docente in Diritto della previdenza e delle assicurazioni sociali presso l’Università di Teramo e in diritto del lavoro presso l’Università La Sapienza (sede Latina). Componente della Commissione di Certificazione dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Consigliera di parità effettiva della Provincia di Benevento e valutatore del Fondoprofessioni. Autrice di numerose pubblicazioni e di contributi in riviste anche telematiche.
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Rocchina Staiano, 2025, Maggioli Editore
52.00 €
49.40 €

Manuale pratico per invalidità civile, inabilità, disabilità e persone non autosufficienti
Con formulario e schemi, aggiornato al nuovo accertamento della disabilità/invalidità civile introdotto dal D.Lgs. 62/2024, come modificato dalla Legge 207/2024, e a tutte le prestazioni assistenziali e previdenziali 2025 dell’inabile al lavoro, della persona non autosufficiente, dell’invalido, del sordo e del cieco civile.
Il volume analizza soggetti, procedimenti e prestazioni per offrire supporto al professionista che deve definire le opzioni disponibili per ottenere le provvidenze economiche o difendersi in un processo previdenziale.
Numerose sono le novità della presente edizione:
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• i limiti di reddito per le prestazioni previdenziali agli invalidi, inabili e alle persone non autosufficienti
• gli ultimi orientamenti giurisprudenziali in materia di assegno sociale e soggetti beneficiari
• le novità in materia di infortunio sul lavoro, infortunio in itinere, e malattia professionale
• le prestazioni previdenziali degli invalidi di guerra aggiornate al 2025.
Rocchina Staiano
Avvocato, docente in Diritto della previdenza e delle assicurazioni sociali presso l’Università di Teramo e in diritto del lavoro presso l’Università La Sapienza (sede Latina). Componente della Commissione di Certificazione dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Consigliera di parità effettiva della Provincia di Benevento e valutatore del Fondoprofessioni. Autrice di numerose pubblicazioni e di contributi in riviste anche telematiche.
Analisi normativa e giurisprudenziale
La normativa italiana tutela il diritto all’inclusione scolastica attraverso diversi strumenti legislativi. La Legge 104/1992, in particolare, sancisce il diritto degli alunni con disabilità a ricevere un adeguato supporto scolastico, includendo l’assegnazione di docenti di sostegno.
Il D.Lgs. 66/2017, pur introducendo principi innovativi come il Piano Educativo Individualizzato (PEI) e il Progetto Individuale , non ha risolto il problema della discontinuità didattica. Inoltre, il D.Lgs. 96/2019, che ha modificato il precedente decreto, ha cercato di migliorare l’efficacia del sostegno scolastico, ma permangono criticità legate alla stabilità degli insegnanti.
La giurisprudenza ha spesso affrontato il tema della continuità del docente di sostegno. Il TAR Lazio, con la sentenza n. 1189/2019, ha ribadito l’importanza di garantire la continuità didattica, condannando le assegnazioni tardive o le sostituzioni ingiustificate dei docenti di sostegno.
Anche il Consiglio di Stato ha sottolineato come l’instabilità nell’assegnazione di tali docenti rappresenti una violazione del diritto allo studio degli alunni con disabilità. Inoltre, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 80/2010, ha affermato che la riduzione delle ore di sostegno assegnate agli alunni con disabilità costituisce una violazione del principio di eguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione.
L’Italia si è inoltre adeguata alle disposizioni internazionali in materia di inclusione scolastica, come la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata con la Legge 18/2009, che impone agli Stati di garantire un’istruzione inclusiva e di qualità per tutti gli studenti con disabilità.
Implicazioni pratiche della discontinuità didattica
La mancanza di un docente di sostegno stabile ha ripercussioni significative sugli alunni con disabilità:
- Difficoltà nell’apprendimento: l’alunno deve adattarsi a nuovi metodi di insegnamento e instaurare ogni anno una nuova relazione con il docente.
- Ritardi nello sviluppo delle competenze: l’alternanza dei docenti ostacola la personalizzazione dei percorsi educativi.
- Ripercussioni emotive e relazionali: la mancanza di un punto di riferimento fisso può generare ansia e insicurezza nell’alunno.
- Oneri aggiuntivi per le famiglie: i genitori devono interfacciarsi continuamente con nuovi insegnanti, ritardando la creazione di una collaborazione efficace.
Il problema della discontinuità è amplificato dalla carenza di docenti di sostegno specializzati, spesso suppliti da insegnanti senza una formazione specifica, con evidenti ricadute sulla qualità dell’insegnamento. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, ogni anno circa il 40% dei docenti di sostegno è privo di specializzazione, un fenomeno che compromette ulteriormente l’efficacia dell’inclusione scolastica.
Proposte di riforma e possibili soluzioni
Per affrontare il problema della continuità didattica, è necessario un intervento legislativo più incisivo. Tra le possibili soluzioni si evidenziano:
- Stabilizzazione dei docenti di sostegno: l’introduzione di contratti pluriennali per i docenti di sostegno garantirebbe maggiore continuità e una migliore pianificazione didattica. Una possibile riforma potrebbe prevedere una graduatoria specifica per i docenti di sostegno, con accesso diretto ai ruoli dopo un periodo di servizio prestabilito.
- Formazione obbligatoria per tutti i docenti: rendere obbligatorio un percorso formativo in didattica inclusiva anche per i docenti curricolari migliorerebbe la sinergia tra insegnanti e favorirebbe un approccio realmente inclusivo. Si potrebbe introdurre un obbligo formativo biennale sulle metodologie inclusive e sulle strategie di gestione delle classi con alunni con disabilità.
- Migliore gestione delle assegnazioni: anticipare le nomine dei docenti di sostegno prima dell’inizio dell’anno scolastico ridurrebbe i ritardi e le interruzioni didattiche. La riforma dovrebbe prevedere la definizione dell’organico con largo anticipo, evitando nomine tardive e continui cambiamenti.
- Monitoraggio e valutazione del servizio di sostegno: creare un sistema di verifica sulla continuità didattica, con sanzioni per gli istituti che non rispettano le normative. Il Ministero dell’Istruzione potrebbe introdurre un osservatorio nazionale sulla qualità del sostegno, con audit periodici.
- Aumento del numero di docenti specializzati: incentivare la formazione e la specializzazione dei docenti attraverso percorsi universitari e tirocini specifici per il sostegno. Si potrebbe prevedere un sistema di borse di studio e agevolazioni economiche per chi intraprende la specializzazione nel sostegno.
- Istituzione di un sistema di tutoraggio tra docenti: anziché prevedere un tutor per l’inclusione, si potrebbe sviluppare un sistema di tutoraggio tra docenti di sostegno più esperti e quelli neoassunti, favorendo un trasferimento efficace di competenze e strategie didattiche specifiche.
Conclusioni
L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità non può prescindere dalla continuità didattica. Le attuali criticità richiedono interventi urgenti per garantire un diritto allo studio realmente inclusivo ed efficace. La stabilizzazione dei docenti di sostegno, unita a una formazione più ampia, ad un miglioramento nella gestione delle assegnazioni e ad un incremento del personale specializzato, rappresentano passi fondamentali per risolvere questa problematica.
Solo attraverso un impegno congiunto delle istituzioni, degli insegnanti e delle famiglie sarà possibile costruire un sistema educativo più equo e inclusivo, in linea con i principi sanciti dalla Costituzione italiana e dalle normative internazionali.