
Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali della settimana.
Assegno divorzile e “danno contributivo”: il confine tra accertamento attuale e proiezioni future
La Prima Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 2917/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), è tornata sul tema dell’assegno divorzile, soffermandosi sul rapporto tra componente perequativo-compensativa, onere di allegazione e prova e valutazioni che riguardano possibili squilibri economici proiettati nel tempo, in particolare in termini pensionistici.
Malpractice medica: il paziente non può indicare in comparsa conclusionale nuove condotte della struttura sanitaria
Il Tribunale di Milano, con la sentenza n. 652/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), torna sul tema dell’onere della prova nella responsabilità sanitaria. La decisione nasce da una caduta avvenuta durante lo spostamento di una paziente gravemente invalida con un sollevatore. La pronuncia chiarisce cosa deve provare il paziente sul nesso causale e quali limiti operano quando, a processo avanzato, cambia la ricostruzione dell’inadempimento.
Dirigente sindacale in TV: quando la critica diventa sanzionabile
Con l’ordinanza n. 2844 del 9 febbraio 2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), la Cassazione ha precisato i limiti del diritto di critica del lavoratore che riveste cariche sindacali, nel bilanciamento tra libertà di espressione e tutela dell’immagine datoriale, specie nel pubblico impiego. La Corte ha richiamato i requisiti di pertinenza, continenza e veridicità (anche solo putativa) dei fatti posti a base della critica.
Associazione non riconosciuta: la responsabilità non nasce dalla carica
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 1679 del 26 gennaio scorso (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), ha statuito che la responsabilità, ai sensi dell’art. 38 c.c., presuppone un’attività negoziale posta in essere da colui che agisca in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta creando rapporti obbligatori tra questa ed i terzi; di conseguenza, tale responsabilità non è collegata alla mera titolarità di rappresentare l’associazione, bensì all’effettiva attività negoziale svolta per conto di essa.
Sentenza di adottabilità nulla se non vengono convocati gli affidatari
La Prima Sezione Civile richiama il ruolo essenziale delle famiglie affidatarie nei procedimenti sulla responsabilità genitoriale. Con l’ordinanza pubblicata il 10 febbraio 2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), n. 2956, la Corte di Cassazione ha infatti annullato la decisione della Corte d’Appello in materia di adottabilità di due minori, ribadendo la natura inderogabile dell’obbligo di convocare gli affidatari ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge n. 184/1983. L’omessa audizione comporta la nullità della decisione, richiedendo un nuovo esame “attuale” della situazione familiare e dell’eventuale stato di abbandono.
Mansioni superiori nel pubblico impiego: prova rigorosa richiesta
La questione del riconoscimento delle mansioni superiori nel pubblico impiego contrattualizzato rappresenta un tema di costante interesse giurisprudenziale, poiché intreccia la tutela del diritto alla corretta retribuzione, sancito dall’art. 36 della Costituzione, con il rigore delle declaratorie professionali definite dalla contrattazione collettiva.
L’ordinanza n. 2079/2026 della Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), offre un’occasione di approfondimento in merito ai criteri di distinzione tra le aree professionali e al riparto dell’onere probatorio in capo al lavoratore che rivendichi un inquadramento superiore.
Danno parentale: la prescrizione vale anche per l’altra struttura?
Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 1226/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), offre un chiarimento in tema di prescrizione nelle controversie di responsabilità sanitaria, soffermandosi sia sulla legittimazione dell’assicuratore chiamato in manleva a sollevare l’eccezione anche in assenza di analoga iniziativa dell’assicurato, sia sui riflessi della prescrizione tra coobbligati solidali.
Dichiarazione dei redditi: quando il commercialista paga le sanzioni
La recente ordinanza n. 3215, pubblicata il 13 febbraio 2026 dalla Terza Sezione Civile della Cassazione (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), interviene in materia di responsabilità professionale del commercialista, delineando l’ambito della diligenza esigibile nell’adempimento del mandato relativo alla dichiarazione dei redditi.
Difetto di procura in appello: no all’estinzione automatica
La Prima Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 3080/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), è intervenuta su una questione processuale abbastanza frequente: la validità della procura nel giudizio di riassunzione a seguito di sospensione e i limiti entro cui può essere dichiarata l’estinzione del processo. La decisione si colloca nel solco dell’interpretazione dell’art. 182 c.p.c., con specifico riferimento al dovere del giudice di attivare il meccanismo di regolarizzazione del mandato difensivo.
Oltre il vizio di notifica: la linea sottile della colpa grave
La Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Siciliana ha rigettato l’azione di responsabilità amministrativa proposta dalla Procura regionale contro AdeR, escludendo la colpa grave nella scelta (2007-2009) di affidare a un operatore postale privato l’invio della raccomandata informativa successiva alla consegna “a mani” a familiare (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione). Il Collegio ricostruisce la vicenda, delimita il danno da mancata entrata, inquadra la disciplina applicabile e l’evoluzione della giurisprudenza sulla raccomandata informativa, valorizzando l’affidamento su orientamenti allora prevalenti e la “ragione più liquida”.
Danno da perdita di chance: obiettivi non assegnati e onere di allegazione
La Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 1235/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), interviene sul danno da perdita di chance in ambito lavoristico, con specifico riferimento alla pretesa risarcitoria connessa alla mancata assegnazione di obiettivi individuali funzionali alla maturazione di un trattamento economico variabile. La decisione consente di precisare, in chiave processuale e sostanziale, il contenuto minimo dell’allegazione e della prova richiesti al lavoratore quando il danno non si esaurisca nell’inadempimento datoriale, ma pretenda una verifica della concreta probabilità di conseguire il risultato economico.
PMA e genitore intenzionale, riconoscimento giudiziale e status del minore
Il Tribunale di Trieste, con la sentenza n. 1025/2025 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), affronta un tema oggetto di ampio dibattito: la ricostruzione giudiziale della genitorialità nell’ambito di un progetto procreativo realizzato mediante PMA e le conseguenti ricadute sullo status del minore, anche quando intervengano eventi sopravvenuti nella vita del nucleo familiare. La decisione si colloca sullo sfondo del recente dibattito costituzionale e giurisprudenziale in materia di riconoscimento del genitore “intenzionale”, con attenzione agli strumenti processuali idonei a garantire la continuità dello status filiationis.
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Leggi descrizione
Daniele Marongiu, 2026, Maggioli Editore
25.00 €
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