Rassegna giurisprudenziale del 16 aprile

Questa rassegna giurisprudenziale si propone di esaminare le principali novità delle sentenze e ordinanze della settimana.

Deposito telematico obbligatorio: responsabilità e limiti alla deroga

La Riforma Cartabia ha attuato la digitalizzazione del processo civile incrementando il ricorso agli strumenti informatici. Il miglioramento del processo telematico favorisce un più rapido smaltimento del contenzioso. Il d.lgs. n. 149/2022, a tal fine, ha introdotto l’art. 196 quater disp. att. c.p.c. che prevede l’obbligatorietà del deposito telematico di atti e provvedimenti.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9269/2025, depositata l’8 aprile, ha chiarito se l’imperizia del difensore rispetto all’utilizzo dei sistemi informatici può giustificare la deroga all’art. 196 quater ammettendo, in via eccezionale, il deposito cartaceo. Vuoi leggere il testo integrale dell’ordinanza? Puoi farlo cliccando qui. 

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Dicitura carta d’identità elettronica intestata a un minore, perché “genitori” e non “padre e madre”

Dopo aver confermato la disapplicazione del D.M. 31/1/2019 disposta dal Tribunale e avallata dalla Corte distrettuale, la I Sezione Civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 9216/2025) ha ribadito che la sussistenza di istituti come l’adozione in casi particolari può dar luogo alla presenza di due genitori dello stesso sesso (l’uno naturale, l’altro adottivo), pertanto le diciture previste dai modelli ministeriali (padre/madre) per la CIE intestata a un minore non sono rappresentative di tutte le legittime conformazioni dei nuclei familiari e dei correlati rapporti di filiazione.

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Costituzione tardiva del convenuto e differimento d’udienza: restano ferme le decadenze maturate?

La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8309/2025, depositata il 29 marzo (puoi consultare il testo dell’ordinanza cliccando qui), ha affrontato una questione di rilevanza pratica. Il differimento della prima udienza, intervenuto dopo la scadenza del termine per la costituzione del convenuto, determina la rimessione in termini di quest’ultimo? O restano ferme le decadenze maturate ai sensi dell’art. 167 c.p.c.?

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Estratto di ruolo non impugnabile per eccepire la prescrizione

La fattispecie dell’impugnabilità dell’estratto di ruolo ritorna sovente in giurisprudenza, specie quando il debitore ne viene a conoscenza prima della notifica della cartella di pagamento o di altri atti della riscossione. La sentenza della seconda sezione civile della Cassazione, n. 8969 del 4 aprile 2025 (puoi consultare il testo integrale della sentenza cliccando qui), interviene su un caso concernente la prescrizione di una sanzione amministrativa derivante dalla trasgressione delle norme del Codice della Strada, conosciuta dal debitore solo per mezzo di accesso agli atti presso l’Agente della Riscossione. La pronuncia offre l’occasione per analizzare i limiti attuali della tutela del debitore avverso pretese creditorie conosciute indirettamente.

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Cessione di crediti e strategie difensive: analisi dalla sentenza del 28/03/2025 del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

La decisione emessa il 28 marzo 2025 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nella causa civile iscritta al n. 9126/2019 R.G.A.C. (trovi il testo integrale della sentenza qui), offre uno spaccato significativo circa il corretto assetto probatorio nelle operazioni di cessione di crediti, in particolare nell’ambito delle cartolarizzazioni disciplinate dall’art. 58 del D.lgs. n. 385/1993. Nella controversia in esame, la parte creditrice, che aveva fatto valere il proprio diritto mediante decreto ingiuntivo (pubblicato il 27 giugno 2019), si è trovata a dover provare in maniera puntuale e documentata la titolarità del credito oggetto della cessione. La parte debitrice, opponendosi al decreto, ha invece sollevato la questione dell’inesistenza di una prova contrattuale adeguata per dimostrare l’inclusione del credito nell’operazione di cartolarizzazione.

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Accettazione dell’eredità e mediazione obbligatoria in appello

L’apertura della successione comporta l’automatico trasferimento dell’eredità a favore di coloro che sono chiamati a divenirne titolari? Il giudice d’appello è obbligato a disporre la mediazione nelle materie indicate dall’art. 5 d.lgs. 28/2010?

La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 5474/2025 (clicca qui per consultare il testo integrale dell’ordinanza), ha chiarito quali sono le conseguenze giuridiche che discendono rispettivamente dalla trascrizione della denuncia di successione e dell’accettazione dell’eredità. La Suprema Corte, inoltre, nell’ambito della medesima controversia, ha fornito indicazioni in tema di mediazione obbligatoria e giudizio d’appello.

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Nullità del patto di quota lite e diritto dell’avvocato al compenso

Il patto di quota lite è un contratto aleatorio stipulato tra avvocato e cliente. In base a tale accordo, il compenso del difensore varia in funzione dei benefici ottenuti all’esito favorevole della causa.

Ciò che lo caratterizza è il rischio: il risultato non è certo, né nell’an né nel quantum. Proprio per questo, si distingue da altri modelli di accordo, come il palmario (che abbiamo analizzato in un altro approfondimento).

L’art. 13, comma 4, della Legge n. 247/2012 vieta espressamente il patto di quota lite. In particolare, è fatto divieto di stipulare accordi in cui l’avvocato percepisca, in tutto o in parte, una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa.

La ratio del divieto è chiara: si vuole tutelare l’indipendenza e la dignità dell’avvocato. L’obiettivo è evitare che il difensore sia coinvolto direttamente nell’interesse economico della lite, snaturando così la relazione professionale e trasformandola in un rapporto di tipo associativo.

Su questi aspetti è intervenuta la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9359/2025 (clicca qui per consultare il testo integrale dell’ordinanza). In una controversia in cui le parti avevano stipulato un patto di quota lite nullo, la Corte ha chiarito se, in caso di esito negativo della lite, l’avvocato possa comunque pretendere il compenso secondo le normali tariffe forensi.

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Il volume consigliato

Nell’attuale panorama giuridico, la disciplina del diritto d’autore si trova al centro di profonde trasformazioni. L’avvento dell’intelligenza artificiale, la diffusione dei contenuti digitali, la moltiplicazione delle piattaforme di condivisione e la ridefinizione europea della proprietà intellettuale impongono una riflessione aggiornata e sistematica. In questo contesto si inserisce la nuova edizione del volume “Il nuovo diritto d’autore” a cura di Andrea Sirotti Gaudenzi, edito da Maggioli Editore, che ambisce a fornire una ricostruzione completa, teorica e operativa, dell’intero sistema del diritto d’autore.

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