
Prestiti personali, carte di credito e carte revolving sono tra le principali “porte d’ingresso” dell’indebitamento. Strumenti nati per sostenere i consumi e gestire la liquidità possono trasformarsi, specie in presenza di condizioni economiche fragili o di scarsa consapevolezza contrattuale, in un percorso di esposizione crescente e difficile da governare. Per approfondimenti in materia, consigliamo il “Formulario commentato del sovraindebitamento”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.
Formulario commentato del sovraindebitamento
Il presente volume raccoglie 20 formule commentate, corredate dalla giurisprudenza più utile, per offrire uno strumento di ausilio a tutti coloro che si occupano di sovraindebitamento. Questa III edizione è aggiornata alle novità del decreto correttivo ter al CCII (D.Lgs. 136/2024) e alle pronunce e prassi più recenti in materia.
Il Formulario prevede una prima parte che illustra come ci si può “indebitare”, con analisi di tematiche di riferimento. La seconda parte riguarda la procedura di sovraindebitamento, con commenti funzionali. L’Opera spazia dall’esame della crisi di impresa alle situazioni di criticità di soggetti non imprenditori, proponendo soluzioni, indicazioni strategiche e formule articolate, scaturite dallo studio e dalla diretta esperienza professionale dell’Autrice.
Il Formulario è disponibile anche online in formato editabile e stampabile.
Rosanna Cafaro
Avvocato Cassazionista. Giudice Onorario presso il Tribunale di Brindisi, già Formatore decentrato per i Magistrati Onorari. Esperto in ADR. Coordinatore Nazionale Unità Territoriali e Ad- detto Stampa Nazionale di ADUC-Funzione sociale. Formatore accreditato CNF in materia di diritto bancario e finanziario. Mediatore in materia di consumo e bancaria, PDG Ministeriale n. 902 del 19.7.2012. Autrice di oltre 40 pubblicazioni in materia consumeristica, diritto bancario e finanziario.
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Rosanna Cafaro, 2025, Maggioli Editore
52.00 €
49.40 €
Formulario commentato del sovraindebitamento
Il presente volume raccoglie 20 formule commentate, corredate dalla giurisprudenza più utile, per offrire uno strumento di ausilio a tutti coloro che si occupano di sovraindebitamento. Questa III edizione è aggiornata alle novità del decreto correttivo ter al CCII (D.Lgs. 136/2024) e alle pronunce e prassi più recenti in materia.
Il Formulario prevede una prima parte che illustra come ci si può “indebitare”, con analisi di tematiche di riferimento. La seconda parte riguarda la procedura di sovraindebitamento, con commenti funzionali. L’Opera spazia dall’esame della crisi di impresa alle situazioni di criticità di soggetti non imprenditori, proponendo soluzioni, indicazioni strategiche e formule articolate, scaturite dallo studio e dalla diretta esperienza professionale dell’Autrice.
Il Formulario è disponibile anche online in formato editabile e stampabile.
Rosanna Cafaro
Avvocato Cassazionista. Giudice Onorario presso il Tribunale di Brindisi, già Formatore decentrato per i Magistrati Onorari. Esperto in ADR. Coordinatore Nazionale Unità Territoriali e Ad- detto Stampa Nazionale di ADUC-Funzione sociale. Formatore accreditato CNF in materia di diritto bancario e finanziario. Mediatore in materia di consumo e bancaria, PDG Ministeriale n. 902 del 19.7.2012. Autrice di oltre 40 pubblicazioni in materia consumeristica, diritto bancario e finanziario.
Le fonti tipiche di indebitamento: prestiti, carte e revolving
Nel credito al consumo rientrano le forme più diffuse di finanziamento alla persona fisica per scopi estranei all’attività professionale: dilazioni di pagamento, finanziamenti e facilitazioni analoghe. Nella pratica, prestiti personali e carte (soprattutto revolving) sono strumenti che, per semplicità d’uso e immediatezza, espongono al rischio di “normalizzare” il debito: si ripaga a rate, si rinnova il plafond, si sommano piccoli addebiti. Il risultato può essere un indebitamento frammentato, poco trasparente nella percezione dell’utente e spesso costoso, anche per effetto di interessi elevati e oneri accessori.
Il quadro di tutela: dal TUB al Codice del Consumo
La disciplina del credito al consumo, come ricostruita nel capitolo, è il frutto di un’evoluzione europea e nazionale orientata a riequilibrare il rapporto tra intermediario e consumatore. L’ordinamento insiste su:
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informazione precontrattuale e contrattuale, per rendere comprensibili costi, condizioni e conseguenze del finanziamento;
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protezione del contraente debole, anche attraverso regole che impediscono squilibri significativi nel sinallagma;
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controlli sul corretto svolgimento del rapporto, non limitati al “momento della firma”, ma estesi alla fase esecutiva e alle condotte dell’operatore.
In questa prospettiva, la tutela non è solo “risarcitoria” a posteriori: è anche preventiva, perché punta a ridurre asimmetrie informative e pratiche commerciali scorrette.
Contratti collegati e responsabilità lungo la filiera
Un passaggio centrale è il collegamento negoziale tra contratto di finanziamento e contratto di acquisto del bene/servizio. L’idea di fondo è che il consumatore non debba restare schiacciato tra fornitore e finanziatore quando l’operazione economica è, sostanzialmente, unitaria. In concreto, la disciplina valorizza la rilevanza giuridica di quel collegamento e apre spazi di tutela quando il bene o il servizio non viene fornito correttamente. È una chiave importante anche in ottica “sovraindebitamento”: molte esposizioni nascono da acquisti rateizzati, spesso ripetuti nel tempo, che diventano insostenibili.
Clausole vessatorie e squilibrio contrattuale: dove nasce il contenzioso
Il capitolo richiama il tema delle clausole vessatorie/abusive, cioè quelle pattuizioni che determinano un significativo squilibrio a carico del consumatore. Nella casistica tipica (utile anche per orientare la lettura critica dei contratti) ricorrono clausole su foro competente, limitazioni di responsabilità, penali sproporzionate, restrizioni delle eccezioni opponibili, regole poco chiare su costi e spese in caso di ritardi. La conseguenza pratica è evidente: condizioni “aggressive” o opache aumentano la probabilità di inadempimento e accelerano la caduta in una spirale di segnalazioni, chiusure di linee di credito e difficoltà di rientro.
Carte di credito e moneta elettronica: rischi operativi e doveri di diligenza
L’uso delle carte è un fattore di rischio non solo economico, ma anche operativo: smarrimenti, furti, utilizzi fraudolenti, contestazioni di addebiti. Il capitolo insiste su un punto concreto e spesso sottovalutato: la gestione diligente dello strumento di pagamento (custodia, verifiche sugli estratti conto, tracciamento delle operazioni) incide direttamente sulla possibilità di difendersi e di contenere danni. In parallelo, il tema dei costi (commissioni, interessi in caso di rateizzazione) è decisivo: la rateizzazione “comoda” può rivelarsi onerosa e, nel tempo, diventare una delle principali leve di aggravamento dell’esposizione.
Centrale Rischi e banche dati private: quando l’accesso al credito si blocca
Una parte di forte impatto pratico riguarda le segnalazioni (Centrale Rischi e banche dati private). Il punto non è solo la reputazione “finanziaria”, ma l’effetto sistemico: una segnalazione può determinare revoche, rifiuti di affidamento, irrigidimento dei rapporti con altri intermediari e, quindi, l’innesco di una crisi di liquidità.
Il capitolo mette in luce due snodi:
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la segnalazione non può essere automatica e deve poggiare su una valutazione complessiva della situazione del debitore, distinta dal mero ritardo o dall’inadempimento occasionale;
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la tutela può passare anche da strumenti cautelari (in via d’urgenza) quando la permanenza della segnalazione rischia di produrre un pregiudizio grave e difficilmente riparabile, specie per chi svolge attività economica e dipende dal credito.
Privacy e trattamento dei dati: il ruolo delle garanzie
Nelle banche dati private, la questione si intreccia con la protezione dei dati personali: un trattamento improprio o sproporzionato può tradursi in una barriera all’accesso al credito e in un danno economico rilevante. Il capitolo richiama l’attenzione sull’esigenza di bilanciare l’interesse del sistema creditizio con i diritti del soggetto segnalato, evidenziando come le regole (e gli interventi delle autorità competenti) abbiano progressivamente definito criteri e limiti per ridurre arbitrii e distorsioni.
Conclusioni
Prestiti, carte di credito e revolving diventano problematici quando costi, tempi di rimborso e condizioni contrattuali non sono pienamente compresi o controllati. La prevenzione passa da attenzione ai tassi e agli oneri, monitoraggio costante degli estratti conto e gestione rapida di anomalie o contestazioni. Se intervengono segnalazioni o chiusure del credito, agire tempestivamente è decisivo per evitare che una difficoltà momentanea si trasformi in una crisi duratura.








