Il diritto di cronaca non può violare la dignità della persona

L’ordinanza della n. 20043 del 15 giugno 2026, emanata dalla Corte di Cassazione (clicca qui per scaricare il PDF della decisione), riporta al centro del dibattito pubblico un tema cruciale per il giornalismo contemporaneo: il delicato equilibrio tra diritto di cronaca e tutela della dignità delle persone coinvolte nei fatti narrati. Il collegio della I Sezione Civile ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società editoriale contro una sanzione inflitta dal Garante per la protezione dei dati personali.

Consiglio: per approfondimenti in materia, segnaliamo, con piacere, l’uscita della seconda edizione del “Formulario commentato della privacy”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon.

Formulario commentato della privacy

Formulario commentato della privacy

La nuova edizione dell’opera affronta con taglio pratico gli aspetti sostanziali e procedurali del trattamento dei dati personali alla luce delle nuove sfide poste dall’evoluzione normativa e tecnologica degli ultimi due anni. La disciplina di riferimento è commentata tenendo conto dei rilevanti interventi a livello europeo e nazionale (tra cui le Linee Guida EDPB, i regolamenti AI Act e DORA, l’attuazione della direttiva NIS 2), offrendo al Professionista una guida completa e aggiornata.

Il libro è suddiviso in tredici sezioni, che coprono ogni aspetto della materia e tutti gli argomenti sono corredati da oltre 100 formule e modelli. Tra le novità più rilevanti:
• Connessioni tra il nuovo AI Act e il GDPR, differenze tra FRIA e DPIA, valutazione dei rischi e incidenti
• Gestione del personale: smart working, telelavoro e whistleblowing
• Strumenti di monitoraggio: controlli a distanza dei lavoratori, cloud computing e gestione degli strumenti informatici in azienda
• Tutela degli interessati: una guida completa su profilazione, processi decisionali automatizzati e sull’esercizio dei diritti
• Strumenti di tutela: sanzioni, reclami, segnalazioni e ricorsi al Garante.

Giuseppe Cassano
Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche della European School of Economics della sede di Roma e Milano, ha insegnato Istituzioni di Diritto Privato nell’Università Luiss di Roma. Avvocato cassazionista. Studioso dei diritti della persona, del diritto di famiglia, della responsabilità civile e del diritto di Internet, ha pubblicato oltre trecento contributi in tema, fra volumi, trattati, voci enciclopediche, note e saggi.

Enzo Maria Tripodi
attualmente all’Ufficio legale e al Servizio DPO di Unioncamere, è un giurista specializzato nella disciplina della distribuzione commerciale, nella contrattualistica d’impresa, nel diritto delle nuove tecnologie e della privacy, nonché nelle tematiche attinenti la tutela dei consumatori. È stato docente della LUISS Business School e Professore a contratto di Diritto Privato presso la facoltà di Economia della Luiss-Guido Carli. Ha insegnato in numerosi Master post laurea ed è autore di oltre quaranta monografie con le più importanti case editrici.

Cristian Ercolano
Partner presso Theorema Srl - Consulenti di direzione, con sede a Roma; giurista con circa 20 anni di esperienza nell’applicazione della normativa in materia di protezione dei dati personali e più in generale sui temi della compliance e sostenibilità. Ricopre incarichi di Responsabile della Protezione dei Dati, Organismo di Vigilanza e Organismo Indipendente di Valutazione della performance presso realtà private e pubbliche. Autore di numerosi contributi per trattati, opere collettanee e riviste specialistiche sia tradizionali che digitali, svolge continuativamente attività didattica, di divulgazione ed orientamento nelle materie di competenza.

Leggi descrizione
Giuseppe Cassano, Enzo Maria Tripodi, Cristian Ercolano, 2025, Maggioli Editore
62.00 € 58.90 €

La vicenda

Nell’agosto 2023 veniva pubblicato online un articolo che raccontava un grave episodio di violenza sessuale di gruppo. Il pezzo giornalistico riportava ampi stralci di messaggi scambiati tra gli autori del reato, con contenuti estremamente espliciti. Per tale pubblicazione, il Garante aveva imposto una sanzione amministrativa di 15.000 euro, ritenendo violati i principi del GDPR nonché le regole deontologiche del giornalismo.

Consiglio: per approfondimenti in materia, segnaliamo anche il volume “Donne, dati e algoritmi”, a cura di Selina Zipponi, disponibile su Shop Maggioli e Amazon.

Donne, dati e algoritmi

Donne, dati e algoritmi

In un contesto in cui dati, algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale incidono sempre più su diritti, opportunità e libertà individuali, questo volume affronta con taglio interdisciplinare un tema decisivo e ancora poco esplorato: il rapporto tra genere, protezione dei dati personali e nuove vulnerabilità digitali. Il libro analizza come normative, tecnologie e prassi possano amplificare discriminazioni esistenti oppure offrire strumenti concreti per prevenirle e contrastarle. 

Punti di forza del volume

  • offre una lettura ampia e aggiornata del rapporto tra identità di genere, dati sensibili e tutela della privacy, con un confronto tra Europa, Stati Uniti, Asia, Africa, America Latina e Paesi arabi 
  • approfondisce i principali rischi legati all’intelligenza artificiale e ai bias algoritmici in ambiti cruciali come selezione del personale, accesso al credito, sanità e diritti fondamentali 
  • analizza alcune delle aree oggi più esposte a possibili violazioni e discriminazioni, dalle app per il monitoraggio del ciclo mestruale ai sistemi predittivi nei casi di violenza di genere, fino al revenge porn 
  • unisce riflessione teorica, analisi normativa e casi concreti, offrendo strumenti utili per comprendere l’impatto reale delle tecnologie sulla vita delle donne 
  • raccoglie contributi autorevoli di professionisti ed esperti di privacy, AI, diritti umani e compliance, con prefazione di Guido Scorza 

Un’opera di riferimento per interpretare le trasformazioni in atto e leggere in chiave critica le nuove forme di disuguaglianza digitale, in un momento in cui il tema della protezione dei dati non può più essere separato da quello dell’inclusione e della parità. Anche la prefazione sottolinea con forza come la privacy “al femminile” riguardi questioni concrete, quotidiane e profonde, troppo spesso trascurate nel dibattito pubblico. 

Acquista ora il volume per approfondire una delle sfide più urgenti dell’innovazione contemporanea e dotarti di uno strumento solido, attuale e di grande rilevanza culturale e professionale.

Leggi descrizione
Selina Zipponi, 2026, Maggioli Editore
23.00 € 21.85 €

I limiti dell’informazione, essenzialità e interesse pubblico

Hub della decisione è il concetto di “essenzialità dell’informazione”, pilastro del diritto di cronaca: per i giudici l’informazione è legittima solamente se i dati personali diffusi risultano indispensabili per comprendere un fatto di interesse pubblico. Nella vicenda posta sotto la lente la Corte ha ribadito la valutazione già espressa dal Tribunale: l’articolo pubblicato conteneva dettagli osceni e non necessari alla comprensione della notizia. Tali elementi non contribuivano ad arricchire il racconto giornalistico, bensì finivano, piuttosto, per esporre la vittima a un’ulteriore lesione della propria dignità. La decisione rileva che non è sufficiente la sussistenza di un fatto di interesse pubblico per giustificare qualsiasi modalità narrativa. Anche quando si tratta di cronaca giudiziaria il giornalista deve evitare inutili particolari che possano risultare lesivi o umilianti.

Potrebbero interessarti anche:

Identificabilità della vittima, una tutela ampia

Tra i punti contestati dalla società ricorrente vi era la presunta non identificabilità della vittima, in quanto l’articolo non riportava il nome. Ma la Cassazione ha ribadito che la tutela dei dati personali non si limita all’identificazione diretta. Per il collegio una persona può essere considerata identificabile anche all’interno di ambiti ristretti, quali familiari, amici e conoscenti. In questo caso, la diffusione di elementi specifici e minuziosi rendeva la vittima comunque riconoscibile per chi era informato sul contesto dei fatti. Tale indirizzo amplia la protezione della privacy, imponendo ai giornalisti una valutazione preventiva del rischio di identificazione, anche indiretta.

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter: ogni settimana ricevi le principali novità di giurisprudenza civile, approfondimenti operativi, guide pratiche e modelli di atto selezionati per avvocati e professionisti del diritto (ISCRIVITI GRATIS QUI).

Dignità della persona e responsabilità sociale del giornalismo

Significativa è la parte dell’ordinanza che richiama il rispetto della dignità umana, dove si evidenzia che il racconto giornalistico non può trasformarsi in una forma di spettacolarizzazione del dolore, specie in presenza di reati gravi quali la violenza sessuale. L’articolo oggetto della controversia è stato ritenuto idoneo a suscitare curiosità morbose e sentimenti pruriginosi, anziché favorire una reale comprensione del fenomeno. In questo senso il collegio giudicante ha evidenziato come la funzione informativa fosse stata ridimensionata a favore di un effetto mediatico dannoso per la vittima. Il diritto di cronaca non è assoluto, ma deve sempre confrontarsi coi diritti fondamentali della persona, tra cui la dignità e la riservatezza.

Il bilanciamento tra libertà di stampa e privacy

La Cassazione rigetta finanche le argomentazioni della ricorrente relative alla libertà di espressione sancita dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Secondo i giudici, la normativa italiana, integrata dalle regole deontologiche, non limita la libertà di stampa, bensì stabilisce criteri necessari per garantire un equilibrio tra interessi contrapposti. In altre parole, il giornalismo rimane libero, ma non può operare senza regole. L’essenzialità dell’informazione e il rispetto della dignità rappresentano limiti fondamentali, non arbitrari, ma coerenti coi valori costituzionali e europei.

Il ruolo dei media

L’ordinanza in disamina si inserisce in un contesto più esteso di crescente attenzione al ruolo dei media nella diffusione delle notizie. In un’epoca caratterizzata dalla rapidità dell’informazione digitale e dalla concorrenza tra testate, il rischio di superare i limiti etici appare sempre più concreto. Questa ordinanza rappresenta un monito per gli operatori dell’informazione: raccontare un fatto non significa esporre ogni dettaglio, bensì selezionare con responsabilità ciò che è davvero utile per la collettività. Il diritto di cronaca resta uno strumento essenziale per la democrazia, ma la sua legittimità passa inevitabilmente tramite il rispetto delle persone. E proprio su questo equilibrio si gioca, oggi più che mai, la credibilità del giornalismo.

Avv. Laura Biarella
Laureata cum laude presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia, è Avvocato e Giornalista. È autrice di numerose monografie giuridiche e di un contemporary romance, e collabora, anche come editorialista, con redazioni e su banche dati giuridiche.

SCRIVI IL TUO COMMENTO

Scrivi il tuo commento!
Per favore, inserisci qui il tuo nome

diciassette + quindici =

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.