
Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali della settimana.
Demansionamento del lavoratore: necessaria una verifica “in concreto” sull’equivalenza delle mansioni
La Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza n. 1195/2026, pubblicata il 20 gennaio (puoi leggerla cliccando qui), affronta il caso del demansionamento di un impiegato in un istituto di credito con qualifica di quadro direttivo di terzo livello, passato dalla responsabilità di uffici territoriali a compiti meramente esecutivi. Attraverso l’esame della decisione d’appello, l’ordinanza chiarisce i criteri dell’indagine sull’equivalenza delle mansioni per i demansionamenti avvenuti prima del d.lgs. n. 81/2015.
Avvocati, accordo sul compenso nullo senza forma scritta
La Cassazione, con una recente ordinanza (n. 803/2026), è tornata sulla necessità della forma scritta per l’accordo di determinazione del compenso tra avvocato e cliente. La decisione ribadisce un orientamento consolidato: non basta un’accettazione tacita o per comportamento concludente, proposta e accettazione devono risultare per iscritto e non sono sostituibili da preventivi e/o fatture (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).
Assegno divorzile, la disparità economica non basta ai fini del riconoscimento
La disparità economica tra ex coniugi basta, da sola, a fondare il riconoscimento dell’assegno divorzile? La risposta è no e la Cassazione, con l’ordinanza n. 300/2026, ha spiegato (di nuovo) perché, tornando sulla differenza tra funzione assistenziale e perequativo-compensativa, e chiarendo quali fatti devono essere provati per ottenere il riconoscimento della prestazione.
Sezioni Unite e imposta di soggiorno: a chi appartiene la giurisdizione
Le Sezioni Unite, con l’ordinanza n. 1527/2026 del 23 gennaio (puoi leggerla cliccando qui), mettono un punto alla questione del riparto di giurisdizione in materia di imposta di soggiorno, affermando la natura esclusivamente tributaria dell’obbligazione gravante sul gestore della struttura ricettiva. Superando l’orientamento tradizionale che riconduceva l’albergatore alla figura dell’agente contabile, la Corte valorizza la riforma del 2020 e la successiva interpretazione autentica, qualificando il gestore come responsabile d’imposta con diritto di rivalsa. Ne consegue l’attrazione delle controversie nella giurisdizione del giudice tributario, escludendo quella erariale, con rilevanti effetti sistematici sul contenzioso e sulla responsabilità degli operatori turistici.
Diffamazione e giornalismo d’inchiesta, i confini tra diritto di critica e narrazione insinuante
Con l’ordinanza n. 616 del 12 gennaio 2026, la Corte di Cassazione interviene sul delicato equilibrio tra tutela della reputazione e libertà di stampa, chiarendo che il diritto di critica non si limita alla mera esposizione di fatti, bensì può manifestarsi tramite il collegamento logico di vicende veritiere volto a offrire al lettore una chiave di lettura soggettiva su fenomeni di pubblico interesse, specialmente nell’ambito del giornalismo d’inchiesta (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione).
Retribuzione lavoro straordinario: cosa si deve provare per ottenerla
Il tema dell’accertamento delle differenze retributive legate allo svolgimento di lavoro straordinario rappresenta uno dei profili più complessi e dibattuti nel panorama del contenzioso giuslavoristico. La problematica centrale risiede nella corretta ripartizione dell’onere probatorio, quasi interamente a carico del lavoratore, chiamato a fornire una dimostrazione rigorosa della prestazione resa oltre il normale orario contrattuale.
Il Tribunale di Campobasso, con un recente sentenza (n. 282/2025), affrontando il caso di una lavoratrice impiegata nel settore della ristorazione collettiva, ribadisce l’inammissibilità di pretese creditorie fondate su prove testimoniali generiche, imprecise o tra loro contraddittorie. La mera presenza fisica sul luogo di lavoro non è sufficiente a far scattare il diritto alla maggiorazione economica, qualora manchi la prova dell’effettivo espletamento delle mansioni.
Chiarezza e sinteticità degli atti processuali: cosa succede se il ricorso è “troppo lungo”?
L’ordinanza n. 802/2026 della Cassazione (puoi leggerla cliccando qui) si inserisce nel filone dei provvedimenti che richiamano il dovere di redigere gli atti in modo chiaro e sintetico. La decisione nasce da un ricorso in materia di responsabilità per gestione societaria e, oltre a esaminare le censure proposte, offre un chiarimento sui limiti dimensionali degli atti e sulle conseguenze processuali del loro superamento.
Convivenza di fatto e prescrizione: la Consulta estende la sospensione ex art. 2941 c.c.
La Consulta, con la sentenza n. 7 del 2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2941, primo comma, n. 1, c.c., nella parte in cui non prevede la sospensione della prescrizione anche tra conviventi di fatto, oltre che tra coniugi.
Disconoscimento di paternità: come valutare l’interesse del figlio alla conservazione dello status
La Prima Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 1596/2026 (puoi leggerla cliccando qui), ha chiarito in che misura il giudice, nei giudizi di disconoscimento di paternità, debba valutare l’interesse del figlio alla conservazione dello status.
Il volume consigliato
La riforma Cartabia e il decreto correttivo hanno trasformato in profondità il giudizio di legittimità, incidendo su funzioni, strumenti e tecniche difensive davanti alla Corte di Cassazione. Il volume “Il ricorso per cassazione e il giudizio di legittimità”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si propone come una guida di lavoro, pensata per accompagnare avvocati cassazionisti, magistrati o, in generale, chi opera nel giudizio di legittimità.
Il ricorso per cassazione e il giudizio di legittimità
Prime applicazioni dopo la riforma Cartabia e il decreto correttivo
La guida più completa e aggiornata al giudizio di Cassazione dopo la riforma Cartabia.
La riforma Cartabia e il decreto correttivo hanno trasformato in profondità il giudizio di legittimità, incidendo su funzioni, strumenti e tecniche difensive davanti alla Corte di Cassazione.
Questo volume di 634 pagine, curato da Alessandro Fabbi e Bruno Tassone, offre un’analisi sistematica e operativa delle nuove regole, con particolare attenzione alle prime applicazioni giurisprudenziali.
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A chi è rivolto
- Avvocati e cassazionisti
- Magistrati
- Studiosi e ricercatori di diritto processuale civile
- Professionisti che si confrontano con il giudizio di legittimità
Cosa trovi nel volume
- Il rinvio pregiudiziale alla Cassazione (art. 363-bis c.p.c.)
- I motivi di ricorso e la loro corretta impostazione
- I regolamenti di giurisdizione e di competenza
- Il ricorso straordinario in Cassazione
- Il ricorso per motivi di giurisdizione ex art. 111, co. 8, Cost.
- La revocazione per contrarietà alla CEDU
- Il nuovo procedimento davanti alla Corte di Cassazione
- Il procedimento per la decisione accelerata
- Focus dedicati ai ricorsi in materia tributaria e lavoristica
Quali problemi risolve
- Comprendere come è cambiato davvero il giudizio di Cassazione dopo la riforma
- Applicare correttamente le nuove norme processuali alla pratica quotidiana
- Ridurre il rischio di inammissibilità e improcedibilità del ricorso
- Orientarsi tra novità legislative e giurisprudenza consolidata
Perché è un volume unico
- Analizza sia gli istituti tradizionali sia le innovazioni più recenti
- Approccio pratico-operativo, senza rinunciare al rigore scientifico
- Costante confronto tra normativa, giurisprudenza pregressa e prime applicazioni
- Aggiornato al D.Lgs. 31 ottobre 2024, n. 164 (correttivo Cartabia)
Dati essenziali
- Pagine: 634
- Curatori: Alessandro Fabbi – Bruno Tassone
- Editore: Maggioli Editore
Il riferimento indispensabile per affrontare il giudizio di Cassazione dopo la riforma Cartabia.
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Leggi descrizione
Alessandro Fabbi e Bruno Tassone , 2026, Maggioli Editore
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