Rassegna giurisprudenziale del 14 gennaio

Questa rassegna si propone di esaminare le principali novità giurisprudenziali della settimana.

Rimborso del tributo non dovuto: quando la giurisdizione appartiene al giudice ordinario

Spesso capita di dover versare dei contributi per accedere ad alcuni diritti soggettivi. Talvolta, a causa di un annullamento successivo per effetto di una pronuncia dell’autorità giudiziaria, il tributo che abbiamo in precedenza versato risulta, poi, non dovuto.
Ecco che, allora, sorge il diritto a ripetere quanto è stato corrisposto in ragione di una disposizione normativa poi annullata. Tuttavia, se il contributo è di natura tributaria, sorge il problema di comprendere quale sia il giudice competente, se, cioè, il giudice ordinario ovvero il giudice tributario.

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Revisione dell’assegno di mantenimento, gli effetti decorrono solo dalla domanda giudiziale

La Prima Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 298/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), conferma che le modifiche alle condizioni di divorzio operano solo dalla data della domanda giudiziale, escludendo la ripetizione delle somme versate antecedentemente, anche in presenza di mutamenti di fatto già consolidati.

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Il conflitto tra privilegio speciale immobiliare e ipoteca: le Sezioni Unite

Le Sezioni Unite Civili della Cassazione, con la sentenza n. 34681/2025 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), si sono pronunciate sul concorso tra l’ipoteca volontaria iscritta anteriormente e il privilegio speciale immobiliare che assiste i crediti da reato della parte civile in presenza di sequestro conservativo penale (art. 316 c.p.p.). La questione riguardava il coordinamento tra l’art. 2748, comma 2, c.c., che disciplina il rapporto tra privilegio speciale e ipoteca, e le norme processual-penalistiche che collegano l’efficacia della garanzia alla trascrizione del sequestro nei registri immobiliari. La Corte ha precisato natura e modalità di costituzione del privilegio ex art. 316 c.p.p. e i criteri applicabili per il riparto quando concorrono crediti ipotecari.

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Espropriazione e giudicato: vincola l’edificabilità, non il valore di mercato del terreno

La Prima Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 52/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), è intervenuta sul rapporto tra giudicato e successive controversie risarcitorie in materia di espropriazione per pubblica utilità. La decisione si colloca nel solco delle pronunce che distinguono tra giudizio sulla determinazione dell’indennità di occupazione legittima e giudizio volto al risarcimento del danno per perdita della proprietà a seguito di occupazione appropriativa (o, secondo la terminologia tradizionale, accessione invertita).

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Prodotto difettoso e marchio di gruppo: chi risponde al consumatore

Il tema della responsabilità da prodotto difettoso rappresenta uno dei pilastri della tutela del consumatore nel mercato unico europeo. La recente sentenza della Corte di Cassazione, Sez. III, n. 32673/2025 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), si inserisce in questo alveo definendo con precisione i confini della figura del produttore apparente. La pronuncia affronta il delicato equilibrio tra l’autonomia delle entità legali appartenenti a un medesimo gruppo industriale e la necessità di garantire al danneggiato un accesso semplificato al risarcimento.

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Copia-incolla in sentenza: quando è legittimo per ragioni di economia processuale

Il giudice può fare copia-incolla in sentenza per ragioni di economia processuale? La Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 33584/2025 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), ha chiarito se, in casi identici e per motivi di celerità processuale, il giudice possa ricorrere alla motivazione “per relationem”, al rinvio a precedenti conformi e, più in concreto, al c.d. “taglia e incolla”.

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Compensi dell’avvocato: opposizione valida se notificata nei termini

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 363/2026) ha esaminato la disciplina del D.lgs. n. 150/2011, stabilendo la perentorietà del termine per la conversione del rito e i criteri di tempestività dell’opposizione a decreto ingiuntivo.

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Chat aziendali e licenziamento: i confini del controllo datoriale

Le chat aziendali sono ormai un’estensione naturale dell’organizzazione del lavoro: servono a coordinare attività, scambiarsi istruzioni, condividere informazioni. Ma cosa accade quando proprio quei messaggi diventano la base di un procedimento disciplinare e, in particolare, di un licenziamento? Si tratta di un tema con implicazioni pratiche rilevanti perché inerente al bilanciamento tra tutela della riservatezza e poteri di controllo del datore. La Cassazione, Sezione Lavoro, con una recente sentenza riguardante il licenziamento di un manager Amazon (n. 32283/2025), ha fissato alcuni principi sull’utilizzabilità delle conversazioni ai fini disciplinari.

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La nullità dell’avviso di accertamento per vizio di delega

La Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con l’ordinanza n. 651/2026 (clicca qui per consultare il testo integrale della decisione), esamina la legittimità della sottoscrizione degli atti impositivi quando la firma è apposta in forza di delega. La validità dell’avviso di accertamento è infatti subordinata alla corretta investitura del firmatario, il cui potere può essere delimitato non solo per materia, ma anche entro un limite di valore. La decisione si concentra sul criterio di calcolo necessario a verificare l’eventuale superamento del limite quantitativo, distinguendo tra imposta e accessori (sanzioni e interessi).

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Sezioni Unite: difetto di giurisdizione, inammissibile il ricorso per chi ha adito il giudice errato

Le Sezioni Unite Civili della Corte di cassazione (ordinanza n. 671/2026) hanno ribadito il principio di auto-responsabilità del ricorrente, chiarendo che la parte che ha incardinato il giudizio dinanzi a un giudice non può in seguito impugnare la decisione per denunciarne il difetto di giurisdizione.

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La “legge semplificazioni 2025” interviene sul rapporto tra tutela dei legittimariautonomia privata e certezza della circolazione dei beni, soprattutto quando la provenienza è donativa. Il volume “Successioni e Donazioni dopo la riforma del 2025″, a cura del notaio Ivana Panella, e acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon, si propone come guida tecnica e operativa per leggere il cambiamento senza perdere di vista la prassi: atti, contenzioso, pubblicità immobiliare e tutela dei terzi.

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