
L’INPS ha recentemente emanato la Circolare n. 44 del 19 febbraio 2025 in cui ha delineato i nuovi criteri previdenziali applicabili ai content creator. L’obiettivo è quello di fornire una disciplina chiara e uniforme per chi crea contenuti digitali. La normativa si concentra sulla corretta classificazione previdenziale di queste attività e sugli obblighi contributivi derivanti.
La definizione di Content Creator
Secondo la circolare, i content creator sono tutti coloro che producono contenuti digitali in vari formati (testi, immagini, video, audio, dirette streaming) destinati alla diffusione su piattaforme online. Questa attività può essere svolta in forma amatoriale o professionale, con la possibilità di ottenere guadagni attraverso pubblicità, sponsorizzazioni, partnership con brand o vendita diretta di prodotti.
Un aspetto innovativo della normativa è il riconoscimento della varietà di modelli di business esistenti. I content creator possono operare in autonomia o essere coinvolti in contratti con agenzie di talent management o aziende pubblicitarie, generando diverse implicazioni fiscali e previdenziali.
Consiglio: per approfondire ulteriormente l’evoluzione della comunicazione digitale e il ruolo dei creator nel panorama attuale, consigliamo il volume Educazione ai Social Media – Dai Boomer alla generazione Alfa. Un testo che esplora il cambiamento nel modo di fruire e produrre contenuti online, offrendo spunti utili per avvocati e per chi opera nel settore della creazione di contenuti digitali.
Il regime previdenziale applicabile
L’INPS ha stabilito che la qualificazione previdenziale dei content creator dipende dalle modalità con cui svolgono la propria attività.
Due sono le principali categorie di riferimento:
- Lavoratori autonomi: se l’attività viene svolta senza vincoli di subordinazione e in modo continuativo, i content creator devono iscriversi alla Gestione Separata INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995, n. 335. Questa categoria si applica a coloro che monetizzano i propri contenuti tramite piattaforme digitali, sponsorizzazioni e altre forme di guadagno autonomo.
- Lavoratori dello spettacolo: se il content creator realizza contenuti assimilabili a prodotti artistici (es. produzione di video pubblicitari, collaborazioni con aziende per campagne promozionali strutturate), può essere soggetto al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (FPLS), ex ENPALS, come previsto dal D.Lgs. 16 luglio 1947, n. 708.
L’iscrizione alla gestione previdenziale dipende dalla natura contrattuale dell’attività e dall’eventuale coinvolgimento di un committente che gestisca il rapporto lavorativo.
I nuovi obblighi contributivi e la soglia di reddito
L’INPS ha chiarito che i content creator sono soggetti agli obblighi contributivi previsti per i lavoratori autonomi e per gli artisti dello spettacolo. Nel caso del lavoro autonomo, il versamento dei contributi avviene in base al reddito percepito, con l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata se il reddito supera i 5.000 euro annui.
Per coloro che rientrano nel regime dello spettacolo, la contribuzione viene calcolata in base alle giornate lavorative effettive e ai compensi ricevuti per le prestazioni artistiche. Anche le collaborazioni occasionali possono rientrare nel sistema contributivo, se superano la soglia di esenzione.
Digital Marketing e regolazione fiscale
Una novità rilevante riguarda l’assoggettabilità dell’attività di digital marketing al Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo. Secondo l’INPS, se un content creator utilizza la propria immagine per scopi promozionali, producendo contenuti con finalità pubblicitarie, i relativi guadagni devono essere soggetti al regime previdenziale degli artisti.
A livello fiscale, la normativa riconosce che i compensi percepiti dai content creator possono rientrare nella categoria dei redditi da lavoro autonomo (art. 53 del TUIR) o da impresa, a seconda dell’organizzazione dell’attività e della natura dei ricavi generati.
Implicazioni pratiche per i Content Creator
Le nuove regole previdenziali impongono ai content creator di valutare attentamente la propria posizione fiscale e contributiva. È fondamentale:
- Verificare la corretta classificazione della propria attività (autonoma o spettacolo).
- Monitorare il superamento della soglia di reddito di 5.000 euro annui, che comporta l’obbligo di versamento contributivo.
- Definire i contratti con le agenzie di intermediazione per chiarire il ruolo del committente nel pagamento dei contributi.
Conclusioni
Le nuove disposizioni INPS mirano a regolamentare un settore in costante crescita, fornendo un quadro normativo chiaro per i content creator. Con l’istituzione del codice ATECO 73.11.03 per le attività di influencer marketing e content creation, l’INPS ha riconosciuto ufficialmente questa professione, introducendo obblighi previdenziali precisi. Per i professionisti del settore, è essenziale comprendere la disciplina previdenziale e adeguare la propria posizione per evitare sanzioni e garantire una copertura contributiva adeguata.










