L’Italia sottoscrive la convenzione europea per la protezione degli avvocati

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, in data 13 maggio 2025, ha sottoscritto, in rappresentanza dell’Italia, la Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione degli avvocati, collocando il nostro Paese tra i primi Stati membri ad aderire a questo nuovo strumento internazionale. La Convenzione, approvata il 12 marzo 2025, si propone come il primo trattato multilaterale interamente dedicato alla protezione dell’esercizio della professione forense e al rafforzamento del diritto alla difesa. 

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Finalità e ambito di applicazione della Convenzione

L’obiettivo della Convenzione è garantire un livello uniforme e rafforzato di tutela della funzione difensiva, in particolare nei contesti in cui l’attività forense si esplica in procedimenti ad alta intensità di tutela dei diritti fondamentali o connotati da sensibilità politica. La sottoscrizione comporta l’assunzione, da parte dello Stato firmatario, di obblighi positivi volti ad assicurare che l’esercizio della professione forense si svolga in condizioni di piena libertà, indipendenza, sicurezza e assenza di indebite interferenze.

La nozione di “avvocato” nel testo convenzionale

La Convenzione adotta una nozione ampia di “avvocato”, ricomprendendo ogni persona fisica qualificata e abilitata a esercitare la professione forense secondo il diritto nazionale dello Stato parte. Le tutele si estendono anche ad altri soggetti che, pur non iscritti agli ordini forensi, svolgono attività rappresentativa in sede giudiziaria o dinanzi a organismi internazionali, come accademici, rappresentanti di organizzazioni non governative o membri di associazioni professionali.

Le garanzie previste

Tra i principali diritti riconosciuti dal testo convenzionale si segnalano:

  • la tutela della riservatezza delle comunicazioni tra avvocato e cliente;

  • l’immunità da responsabilità civili, penali o disciplinari per le attività difensive, ivi comprese le dichiarazioni scritte e orali rese nell’esercizio della professione;

  • la garanzia del diritto all’esame e al controesame dei testimoni;

  • la previsione di misure di protezione specifiche in caso di perquisizione, arresto o azioni intimidatorie nei confronti del legale.

La procedura per l’entrata in vigore

Ai sensi delle disposizioni conclusive, la Convenzione entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di almeno otto Stati, di cui sei membri del Consiglio d’Europa. Si tratta di un passaggio essenziale affinché il trattato acquisti piena efficacia giuridica vincolante sul piano internazionale.

Riflessioni conclusive: verso una piena valorizzazione della funzione difensiva

Con la sottoscrizione della Convenzione, l’Italia conferma l’impegno verso una tutela avanzata della funzione difensiva quale componente imprescindibile del giusto processo. In questa prospettiva, si inserisce anche il dibattito in corso circa il riconoscimento costituzionale della professione forense, più volte auspicato dal Ministro della Giustizia. Una simile iniziativa legislativa potrebbe rappresentare il coronamento di un percorso di valorizzazione del ruolo dell’avvocato quale garante dell’effettività dei diritti e presidio di legalità sostanziale e processuale.

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