
La determinazione del reddito d’impresa nell’era della digitalizzazione globale impone una costante rilettura delle norme tributarie nate in contesti economici analogici. La recente Risposta n. 71/2026 dell’Agenzia delle Entrate (puoi leggerla qui) si inserisce in questo filone interpretativo, affrontando il delicato tema della deducibilità delle spese per servizi di telefonia e trasmissione dati ai sensi dell’articolo 102, comma 9, del TUIR.
Consiglio: il volume “Come cancellare i debiti fiscali”, acquistabile cliccando su Shop Maggioli o su Amazon, offre ai professionisti ed ai contribuenti, imprese e privati, soluzioni difensive, anche alternative a quelle tradizionali, al fine di risolvere la situazione compromessa.
Come cancellare i debiti fiscali
Il presente volume vuole offrire ai professionisti ed ai contribuenti, imprese e privati, soluzioni difensive, anche alternative a quelle tradizionali, al fine di risolvere la situazione compromessa.
Sono raccolti tutti gli strumenti utili per una efficace difesa in ogni fase, dall’avvio dell’attività imprenditoriale o professionale al primo accertamento/atto impositivo, sino ai rimedi estremi post decadenza dalle ordinarie azioni difensive.
Il lavoro, aggiornato alle ultime novità legislative e giurisprudenziali nazionali ed europee, analizza le contestazioni più frequenti, i vizi degli atti impositivi, del fermo amministrativo, dell’ipoteca e dei pignoramenti esattoriali e le relative soluzioni, attraverso il coordinamento della normativa speciale esattoriale alle previsioni amministrative, agli istituti civilistici, nonché alle norme penali (ad es. la sospensione disposta dal PM a seguito di denuncia per usura).
Al professionista viene offerto un quadro completo del suo perimetro d’azione, con l’indicazione puntuale delle circolari, dei provvedimenti e risposte della P.A., e dei vademecum e linee guida dei tribunali.
Leonarda D’Alonzo
Avvocato, già Giudice Onorario presso il tribunale di Ferrara e Giudice dell’Esecuzione in esecuzioni mobiliari, esecuzioni esattoriali mobiliari e immobiliari e opposizione all’esecuzione nella fase cautelare.
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Leonarda D’Alonzo, 2025, Maggioli Editore
44.00 €
41.80 €
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Leonarda D’Alonzo
Avvocato, già Giudice Onorario presso il tribunale di Ferrara e Giudice dell’Esecuzione in esecuzioni mobiliari, esecuzioni esattoriali mobiliari e immobiliari e opposizione all’esecuzione nella fase cautelare.
La deducibilità dei costi di telefonia tra presunzione forfettaria e inerenza piena
Il sistema fiscale italiano prevede, per ragioni di semplificazione e di contrasto preventivo all’elusione, alcune limitazioni forfettarie alla deduzione di componenti negativi di reddito che presentano una natura potenzialmente promiscua. Tra questi, spiccano i costi relativi agli impianti di telefonia e ai servizi di trasmissione dati, la cui deducibilità è ordinariamente fissata nella misura dell’ottanta per cento.
Tale soglia non è frutto di una misurazione analitica dell’inerenza, ma rappresenta una valutazione legale operata a monte dal legislatore per colpire quella quota di costo che si presume destinata a scopi extra-aziendali o personali. Tuttavia, il rigore di tale automatismo entra in crisi quando l’attività d’impresa si identifica integralmente con l’erogazione di servizi digitali.
In questi casi, la connessione dati e la fonia smettono di essere strumenti di supporto amministrativo per trasformarsi in fattori produttivi primari, analoghi alle materie prime per un’impresa manifatturiera. La sfida interpretativa consiste quindi nel capire se, e a quali condizioni, sia possibile derogare alla limitazione forfettaria in favore di una deduzione integrale basata sulla prova dell’inerenza specifica.
Il caso
Conclusioni
La Risposta n. 71/2026 rappresenta un segnale positivo di adeguamento della prassi tributaria alle dinamiche della digital economy. Riconoscere che i dati e la connettività possano essere costi diretti di produzione significa accettare che l’inerenza non è un concetto statico, ma deve evolvere con la tecnologia.
Per i professionisti e le aziende, questo chiarimento offre una base solida per difendere la deducibilità integrale di oneri che pesano in modo significativo sui bilanci delle società tecnologiche. Resta tuttavia fondamentale l’attenzione alla fase di rendicontazione, poiché la flessibilità interpretativa dell’Agenzia è direttamente proporzionale alla capacità del contribuente di offrire prove documentali certe e inoppugnabili.
In ultima analisi, la corretta gestione di questa fattispecie permette di allineare il prelievo fiscale alla reale forza economica dell’impresa, evitando che norme nate per scopi antielusivi diventino un ostacolo alla competitività dei fornitori di servizi avanzati.








